
Un film non è un corso di storia. E nemmeno una lezione di etica.
È con queste premesse ben stampate in mente che si deve affrontare la visione di 300, rivisitazione delle gesta di quei pochi guerrieri spartani che, alle Termopili, furono sterminati, dopo una lunga resistenza, dal ben più numeroso esercito persiano, condotto dal divino re Serse.
Il film di Zack Snyder – tratto, come Sin City, da un fumetto di Frank Miller – è un pastrocchio dalle tendenze neocon, inattendibile dal punto di vista storiografico, moralmente ambiguo ed emotivamente patetico, ma anche estremamente appassionante, divertente ed inventivo. Certo, non c’è denuncia ma anzi esaltazione della guerra. Certo, le cadute di stile non mancano (come quell’orribile musica pseudorock che di tanto in tanto commenta le valorose gesta spartane). Certo, l’aspetto morale della situazione è tagliato col coltello, senza un minimo di finezza (i persiani sono neri e cattivi, gli spartani giusti e valorosi). Certo, il film propone sentimenti – onore, paura, amore, esaltazione – a buon mercato, privi di una qualsivoglia analisi critica.
Ma cosa conta tutto ciò?
La vicenda è appassionante, il divertimento garantito e lo stile – più fumettistico di un qualsiasi fumetto – affascinante e originale. Alcune trovate sono davvero riuscite (il breve prologo sulla formazione del soldato spartano, le frecce persiane che oscurano il sole), altre meno (i mostriciattoli che affollano le fila dell’esercito invasore, lo stile di Serse, a metà strada tra Boy George e un atleta afroamericano), ma il film raggiunge in pieno il suo unico scopo: il tanto denigrato intrattenimento.
Per i contenuti – come quasi sempre accade quando ci si trova di fronte a un peplum o un film di argomento mitologico – rivolgersi altrove.
Alberto Gallo
Meglio di Ghezzi.
Oh beh guarda. Vorrei che ti pubblicassero tutte le riviste del mondo. Tutto quel parlare della bruttezza di un film semplicemente perchè non dice niente…ma chissenefrega. Io sono uscito dal cinema preso benissimo, divertito sia in senso lato che effettivamente sghignazzante perchè alla fine un film del genere va tutto a vantaggio di un pochettino di relax e di una serata passata amenamente con gli amici, guardando un film di FANTASIA (no perchè ormai un lavoro artistico o ha fini etici oppure giù dallo scarico. Fanculo tutti è l’unica cosa che mi viene da dire). Non so dopo le tristi recensioni su I Figli degli Uomini sono sempre più convinto che il mainstream critico della cinematografia (chissà, probabilmente anche di tutte le altre arti) voglia semplicemente sentirsi dire quello che gli piace – o al limite pretende il capolavoro ad ogni occasione.
Patetico. 300 è un fumetto, un fumetto di quelli divertenti (perchè non bisogna sminuire il fumetto…altrimenti non si è capito proprio un cazzo).
Poi, preso atto di questo e goduto per questo motivo, io ad ogni modo trovo che ci sia una buona dose di sarcasmo che non è stata compresa, ma credo dipenda dal fatto che io di Frank Miller ho letto molte cose. Ho riso tutto il tempo al cinema perchè mi è sembrato di percepire che la grossolanità della storia e dei sentimenti fosse voluta, ma non chiedete di più – non vale la pena pensarci
.
300 è un film catartico. Entri, ti diverti, esci e stai preso a mille. Un film meraviglioso, secondo me. Ma io sono sempre troppo generoso nei giudizi finali.
Fra
p.s.: scusate il linguaggio volgare.
[...] un Expendables (per quando Expendables sia un film assai più inconcludente di questo) o persino un 300. La passione per i personaggi c’è, nel raccontarli (a mio modo di vedere, il successo di questo [...]