Egregio dott. Alberto Gallo, direttore di C’era una volta il cinema 2.0,
Le scrivo ancora sull’onda dell’indignazione, dopo aver terminato la visione di Apocalypto di Mel Gibson. Film che definirei nazista, se l’etichetta non avesse un significato diacronico non riconducibile all’epoca dei Maya. L’ex coglione di Arma Letame 1, 2, 3… 100, vuole in sostanza dire che i Maya erano ormai deboli, decadenti e corrotti, dunque è giusto che i forti, puri ed etici bianchi li abbiano spazzati via dalla storia e dalla faccia della terra.
Vaffanculo Gibson!
Ora esigo che Lei pubblichi sulla Sua testata una recensione nella quale pone a confronto ’sta merda di film con quel capolavoro del maestro Malick dal titolo The New World, in cui la colonizzazione europea delle Americhe è descritta per quello che è: un cancro, una muffa.
A presto,
un lettore indignato
Non ho potuto accontentare il lettore indignato in quanto non ho visto Apocalypto (così come non ho mai visto La passione di Cristo), ma penso che le sue parole siano già abbastanza eloquenti. [A. G.]

Se il lettore indignato vedesse La passione di Cristo ho paura di cosa potrebbe dire!!
Comunque pur non avendo visto Apocalypto, non stento a credere a quello che dice.
Ho visto sia apocalypto che “la passione di cristo”…per quanto riguarda l’ultimo secondo me è un buon film…è violento e blablabla ma arriva a quello che deve arrivare:sconvolgere lo spettatore tanto quanto basta per fargli fare qualche riflessione.
per quanto riguarda apocalypto basterebbe guardarlo come un film d’azione:da quel punto di vista non è male, e fanculo alle 10000 interpretazioni.
Il lettore sa bene che il regista è Gibson, quello di arma letale blablabla allora cosa rompe le palle?
deneil deve stare per “delicatezza nell’interazione linguistica”.
Passion è un film pulp e antisemita, che restituisce un messaggio tutt’altro che evangelico. E con storture storiche evidenti (i chiodi non ai polsi, ma nelle mano) – scusate, scrivo da Roma -
Apocalypto si presenta come film storico, per cui chi lo ha diretto deve assumersi anche le responsabilità che derivano da tale scelta (vedi Spike Lee e i poveri partigiani rimasti).
Poi, che vuol dire che Gibson è quello di Arma LetaMe? Che è scagionato dal girare minchiate?
Allora il presidente del consiglio può dire a un negro che è abbronzato, solo per il fatto di non possedere sinapsi attive?
La realtà è che Gibson parla alla nuora perchè la suocera è in tenda.
Ringrazio il direttore Alberto Gallo, per lo spazio che mi concede sulle colonne del suo blog. Ma non posso esimermi dal criticarne la voluta ignavia sull’argomento. Un atteggiamento un po’ alla Pacelli. O alla torinese falso e cortese, via.
Un lettore sempre più indignato
e blablabla
ma se non ho visto il film cosa posso dire?

alberto
Oh, dottor Gallo, è un onore da parte mia..
Beh, se non l’ha visto lo veda, no!
Cosa fa, come Mollica? Guarda solo quello che le piace!?
Minchia, Mollica.
Un grande critico.
“Esce il nuovo cd del figlio di Mogol, il disco è molto bello”
“Prima prova da regista di Fabio Volo.Possiamo dire che il film è molto bello”
“Esce il disco di natale del Commissaro Rex, che canta abbaiando Jingle bells e Bianco natal.Il disco è molto bello”(non è un’esagerazione, l’aveva presentato davvero)
E poi dicono che l’omicidio è immorale
Io Apocalypto l’ho guardato solo ed esclusivamente come film d’azione-avventura e beh mi è piaciuto tanto…al contrario di The Passion (che qui invece si vuole mandare esplicitamente un msg) e non mi è piaciuto per niente…
perchè ragionendo in questo modo non si potrà mai vedere più un film di Mel Gibson
Il film di Malick a mio parere è tutta un’altra cosa.
io posso dire che ho sempre apprezzato molto “braveheart”, che ogni volta che lo rivedo mi fa venire i brividi. se poi mel gibson è un fascista-nazista supercattolico, be’, questo non depone certo a suo favore, ma il cinema può anche prescindere dalla personalità di chi lo crea.
devo proprio vederlo, ’sto “apocalypto”…
alberto
ps: comunque dubito fortemente che gibson potrà mai avvicinarsi ai livelli di malick, che sono sovraumani…
Ma comunque, pur non essendomi piaciuto La passione di Cristo, io sono d’accordo sul fatto che se uno vuole fare un film, può farlo un pò come gli pare e dire un pò quello che gli pare. Poi si può essere d’accordo o meno con le sue idee, ma il cinema dovrebbe prescindere da ciò, cioè la qualità di un film dovrebbe andare al di là del fatto che i chiodi a Cristo glieli misero nei polsi, mentre Gibson glieli mette nelle mani. Cioè alla fine è un film, non pretende di detenere la verità assoluta. Detto questo a me ha infastidito e non poco, ma non perchè è “un falso storico”, ma proprio perchè non mi è piaciuto il film.
Intervengo per l’ultima volta, dopodiché mi taccio.
Ci mancherebbe che un regista non possa girare tutto ciò che reputa più opportuno. Siamo in democrazia.
Quello che dico è che, quando si affronta una tematica storica, ci si deve assumere la responsabilità di ciò che si racconta o che si vuol fare intendere.
Passion è un gran film dal punto di vista della regia ed è una grande idea, nel senso che è originale. Asservire tutto ciò ad una non meglio precisata ideologia mi pare ne riduca drasticamente le potenzialità. Quanto ai chiodi, è chiaro che si tratta di un dettaglio.
Su Apocalypto il discorso è più complesso. Stiamo parlando di una civiltà durata migliaia di anni, che si chiamava Maya. Questa civiltà è stata completamente sterminata dalla colonizzazione occidentale, a colpi di arma da fuoco e per via delle malattie importate dall’Europa. Questa, spero non ci siano obiezioni, è la realtà storica.
Bene, Gibson utilizza questa frase di Durant:
“Una grande civiltà viene conquistata dall’esterno solo quando si è distrutta dall’interno”.
Ognuno è libero di dare l’interpretazione che crede, si diceva, ma dal mio punto di vista questo è l’insulto finale nei confronti di un’etnia che è stata spazzata via per lasciare spazio ad un’altra. Di qui il mio dire “nazista”.
Il paragone con Malick era solo contingente. E’ chiaro che uno dei più grandi registi di tutti i tempi non possa essere neppure avvicinato ad un Gibson qualunque.
Io mi riferivo a quella scena del film “The New World” in cui Smith torna dalla sua missione tra gli Indios, dopo qualche anno, e rientra all’interno dell’accampamento inglese. Mi vengono i brividi ancora in questo momento. E’ una delle scene più potenti, dal punto di vista narrativo, che abbia mai visto al cinema. Senza il bisogno di una sola parola riesce a descrivere che cosa sia davvero stata la colonizzazione europea, la differenza tra nativi e occidentali, in fondo descrive la civiltà nostra anche attuale. Quella che ha vinto, come un virus, infettando tutto il mondo, senza possibilità di cura.
Tutto qua,
un saluto
il lettore
appunto, dal tuo punto di vista lettore.Che evidentemente non è lo stesso di gibson.
Che faccia quel che gli pare, quando nessuno andrà più a vedere i suoi film vorrà dire che finirà di far film e sarà finita li, semplicemente.
Per me può anche far un film dove i maya volavano…non mi indignerò di certo per una cosa del genere.
é un film, così come il codice da vinci per cui tanti si sono indignati è un romanzo.
Opera di finzione.
Non credo che gibson abbia mai detto che la passione o apocalypto sono due documentari…
Ma faccia quello che vuole. Per carità. Non c’è di che indignarsi.
deneil ti consiglio Der ewige jude, un bel film in bianco e nero di Friz Hippler. Quando uscì le sale erano gremite