
Trattasi di un noiosissimo e prevedibilissimo thriller di pseudo-denuncia (i cattivi stavolta sono le banche, coinvolte in traffici di armi – e sai che novità – e morti sospette) che dire mediocre é poco. A metà strada tra Michael Clayton e la trilogia di Bourne, questi due film (che già non erano propriamente dei capolavori) non li vede nemmeno da lontano.
Il regista tedesco Tom Tykwer (Lola corre, Profumo) conferma di essere un cineasta di scarso talento: la bravura dei due protagonisti (Clive Owen e Naomi Watts) non riesce a risollevare le sorti di un film nel quale il cameo di Luca Barbareschi (nei panni di un politico milanese alla guida di un movimento chiamato Futuro Italiano. La sigla FI vi dice qualcosa?) non é nemmeno la disgrazia peggiore.
Veramente indifendibile.
Alberto Gallo
[...] La vicenda. Aggettivi come “improbabile”, “involontariamente ridicolo”, “prevedibile” e “patetico” restituiscono solo in parte la totale sciatteria di questo pseudothriller di ambientazione veneziana, tipico prodotto da film commission in cui le vedute (bellissime, per carità) della Laguna, degli alberghi di lusso e di Piazza San Marco contano ben più della coerenza del racconto. La femme fatale Elise è innamorata di un ladro multimilionario inseguito dalle polizie di tutto il mondo. Frank è un goffo turista americano coinvolto dalla donna nei suoi intrighi per depistare investigatori e mafiosi russi assetati di vendetta. Inseguimenti, sparatorie, colpi di scena telefonati… insomma, tutto ciò che ci si potrebbe aspettare da una pallida imitazione dello stile hitchcockiano più leggero, condita da una colonna sonora che sembra rubata a un film sentimentale da pomeriggio estivo di Canale5. Un prodotto più turistico che cinematografico, all’incirca dalle parti di The international. [...]