DRIVE (Usa 2011)

Storia toccante e avvincente di uno stuntman che di notte fa l’autista nelle rapine, della sua vicina con figlioletto a carico e del di lei marito appena uscito di galera, Drive è un film parecchio interessante, sebbene non completamente riuscito.
L’interesse principale di questa pellicola sta tutta nel (curioso) fatto che si tratta in fin dei conti di un b-movie diretto come se si trattasse di un film d’autore. Immaginate i lunghi silenzi del cinema asiatico più ricercato, la spietata coolness dei “giustizieri” americani degli anni Settanta, la desolante tristezza dei film nordeuropei, gli esibiti esercizi di stile e la violenza estrema di certi autori contemporanei, ecco immaginate tutto questo, frullatelo insieme e avrete Drive, diretto dal talentuoso e giovane danese Nicolas Winding Refn (quello di Bronson), premiato per questa regia nientemeno che al Festival di Cannes.
Si diceva però che non si tratta di un’opera completamente riuscita. Ecco, so che adesso farò la parte dello stupido mocciosetto che vuole vedere solo mazzate e inseguimenti, ma il fatto è che laddove questo film rallenta, laddove si butta sul romanticismo, laddove cerca di dipingere il quadretto di due solitudini che si trovano in questa Los Angeles inquietante (che sembra un po’ quella di Collateral, un po’ quella di Vivere e morire a L.A.) e cercano insieme di fuggire dallo squallore metropolitano e dalla criminalità eccetera eccetera eccetera, ecco in quei momenti, conditi da canzoni strappalacrime anni Ottanta (anche belle, per carità), Drive non mi ha convinto.
Così come mi ha convinto solo parzialmente il cast, a partire dal protagonista Ryan Gosling. Ok, non è un malvagio attore e non dico che non vorrei essere come lui, almeno un paio di giorni la settimana, ma – per dio! – tiratela un po’ di meno, stai facendo un film, non una sfilata di moda. Fa certe facce, a volte, così serie e belletenebrose, che sembra la parodia di Zoolander, che già a sua volta era una parodia. La vicina di casa, Carey Mulligan (Non lasciarmi), è di una noia insopportabile, e dev’essere una palla al piede pure nella vita di tutti i giorni. Convincenti, invece, Oscar Isaac (Agora), sebbene il suo personaggio si chiami Standard, e i cattivoni di contorno, tra i quali spicca il sempre bravo, orrendo, tomwaitsiano Ron Perlman.
Drive, insomma, è una pellicola interessante e imperfetta, un dramma action epico e un po’ sconclusionato la cui verità sta forse in questa frase, pronunciata da uno dei personaggi più laidi del film: “Producevo film, negli anni Ottanta… Roba sexy, violenta… I critici dicevano che erano ‘europei’. Ma per me era solo merda”.
Alberto Gallo
Alberto, lo dico senza essere ruffiano: “bellissimo pezzo!”. Grande!
Verissimo, e non ci avevo ancora pensato, che è un b-movie diretto da film d’autore. Fino a diventare nel modo più assoluto, aggiungo io, film d’autore: con Refn si raggiunge solo alta qualità!
A me invece gli inserimenti romantici sono piaciuti. E’ un punto di forza del film proprio il fatto di frullare insieme adrenalina e sentimento. Un applauso a Refn che sa giocare benissimo coi generi!
Ciò che davvero fa storcere il naso è invece la prova di Gosling, su qst siamo d’accordo. Anche io, nel pezzo sul mio blog (facci un salto!) ne parlo maluccio…
grazie!
ho già letto e commentato la tua recensione!
ciao,
alberto
no ho mai condiviso una recensione come in questo caso (e ‘sti cazzi? lo so).
comunque concordo su tutto, soprattutto sui riferimenti al cinema asiatico.
bronson poi è un grandissimo film.
oh yes, lo è!
e pare che anche gli altri film di questo regista non siano affatto male..
ciao!
alberto
ho atteso per leggere: il film mi ha convinto, sebbene ci metta un po’ a ingranare. trovo che di questi tempi storie noir così non ce ne siano più tante, e devo dire che Ryan Gosling mi è piaciuto molto, è un ottimo attore e secondo me ci darà interpretazioni ancora migliori. Refn ha buon gusto, sa dosare i tempi, e poi nei momenti splatter ci fa vedere chi è che comanda. Probabilmente deve aggiustare il tiro per fare un film sul quale non c’è niente da dire, ma devo dire che non ho assolutamente nulla da dire. Tra l’altro, non hai citato Ryan Cranston, protagonista di una serie americana “Breaking Bad” che sta avendo molto successo, che interpreta Shannon, secondo me è un bel personaggio, e lui un ottimo attore. Bello, non urlo al capolavoro come dicevano che fosse ma mi ha fatto passare una bella serata, e mi ha lasciato un buon sapore in bocca.
effettivamente non ho mai visto “braking bad” e non mi ricordavo di cranston.. sì, comunque in generale anche a me “drive” è piaciuto, ed è comunque sopra la media dei film di questo periodo. andava solo limato un po’, secondo me. per quanto riguarda ryan gosling invece.. boh, mi è sembrato troppo compiaciuto..
ogni volta che sorride mi sembra un bimbo che si è appena strafogato di latte e i biscotti (e che ha ancora mezzo biscotto e un goccio di latte in bocca). Non riesco a volergli male, è troppo cicciottone.
Breaking bad è assolutamente da vedere!! Capolavoro televisivo senza se e senza ma, con due attori protagonisti (Cranston e Aaron Paul), davvero da standing ovation.
A parte questo più o meno si concorda (“film di serie-b girato come se fosse d’autore”, è una definizione secondo me azzeccatissima), tranne sul fatto che io adoro Ryan Gosling e non sopporto Oscar Isaac.
la formula del b-movie girato come un film d’autore sta ottenendo un gran successo!
bene, allora andrò a recuperarmi “breaking bad”, grazie del consiglio!
ciao,
alberto
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