<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>c&#039;era una volta il cinema 2.0</title>
	<atom:link href="http://albertogallo.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://albertogallo.wordpress.com</link>
	<description>commenti e riflessioni sulla settima arte - a cura di alberto gallo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Jan 2012 17:49:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='albertogallo.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>c&#039;era una volta il cinema 2.0</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://albertogallo.wordpress.com/osd.xml" title="c&#039;era una volta il cinema 2.0" />
	<atom:link rel='hub' href='http://albertogallo.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>shame</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/22/shame/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/22/shame/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 17:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> recensioni - film internazionali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3853</guid>
		<description><![CDATA[SHAME (Uk 2011) Che bello scrivere per &#8220;C&#8217;era una volta il cinema 2.0&#8243; e non per una testata tradizionale e dunque commerciale, con i suoi obblighi pubblicitari, il suo pubblico da inseguire o i suoi click da raggiungere. Qui posso scrivere ciò che voglio, che tanto, quale che sia il numero di lettori, non ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3853&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>SHAME</em> (Uk 2011)</p>
<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2012/01/locandina-shame.jpg?w=150&#038;h=210" alt="locandina shame" title="locandina shame" width="150" height="210" class="size-medium wp-image-3858" /></p>
<p>Che bello scrivere per &#8220;C&#8217;era una volta il cinema 2.0&#8243; e non per una testata tradizionale e dunque commerciale, con i suoi obblighi pubblicitari, il suo pubblico da inseguire o i suoi click da raggiungere. Qui posso scrivere ciò che voglio, che tanto, quale che sia il numero di lettori, non ci guadagno né perdo nulla in ogni caso. Posso quindi permettermi di iniziare una recensione di <em>Shame</em> senza sentirmi costretto a scrivere venti volte la parola <strong>SESSO</strong> in grassetto a caratteri cubitali per attirare i polli. Ok, l&#8217;ho appena fatto, ho scritto <strong>SESSO</strong> e l&#8217;ho anche rifatto, ma volendo avrei potuto anche non farlo, perché questo film, in definitiva, mostra sì tante esplicite scopate, ma a ben vedere parla di tutt&#8217;altro. Di solitudine, tanto per dirne una. Ok, il protagonista della pellicola, <strong>Brandon Sullivan</strong> (interpretato magistralmente da <strong>Michael Fassbender</strong>), ha una certa innegabile dipendenza dal suo pisello, cosa che lo porta a gurdare tutto il giorno filmati porno, a pagare prostitute e a scopare qua e là con sconosciute e sconosciuti, fallendo così nel tentativo di vivere sane relazioni sentimentali, ma gli altri personaggi no, non hanno questo problema, laddove invece tutti, ma proprio tutti, sono accomunati da una lancinante, si diceva, tendenza alla solitudine. Sola è la sorella di Brandon, <strong>Sissy</strong>, cantante jazz fallita; solo è il suo capo, alla perenne ricerca di triste conforto extraconiugale; sola è la sua collega <strong>Marianne</strong>, il cui matrimonio è da poco naufragato. <em>Shame</em>, insomma, diretto dal giovane e talentuoso regista inglese <strong>Steve McQueen</strong>, è un film terribilmente triste, che la butta sul sesso nello stesso modo in cui avrebbe potuto farlo con l&#8217;alcol, con la droga o con la violenza.</p>
<p>Interessante è anche il discorso estetico: lungi dall&#8217;accontentarsi di svolgere il compitino, McQueen infarcisce la sua opera di elementi originali e ricercati capaci di rendere <em>Shame</em> una pellicola d&#8217;autore moderna e per niente banale. Come nel caso del lungo piano sequenza dell&#8217;appuntamento al ristorante (il cui scambio di battute ha tutta l&#8217;aria di essere un&#8217;improvvisazione) o in quello dell&#8217;implicita citazione godardiana del dialogo in metropolitana ripreso di spalle. Affatto scontato è anche il ritratto di una <strong>New York</strong> triste, cupa e molto poco &#8220;turistica&#8221; e, soprattutto, il lavoro svolto sulle musiche e sul sonoro. Meno necessarie e inedite, invece, certe altre scelte estetico-narrative, come la struttura ad anello che avvolge il film (l&#8217;incontro con la bella ragazza in metropolitana) o l&#8217;ansia di rendere epiche o poetiche quasi tutte le scene di sesso, quasi a volersi giustificare di un argomento tanto scabroso.</p>
<p><em>Shame</em>, in ogni caso, è un gran bel film, un&#8217;opera seconda (l&#8217;esordio, <em>Hunger</em>, è stato premiato a Cannes nel 2008 con la Caméra d&#8217;or) che lascia ben sperare sul futuro di questo regista (e artista) londinese, già scritturato per dirigere una pellicola sulla vita dell&#8217;immenso <strong>Fela Kuti</strong>.</p>
<p><strong>Alberto Gallo</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3853/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3853/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3853/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3853/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3853/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3853/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3853/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3853/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3853/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3853/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3853/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3853/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3853/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3853/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3853&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/22/shame/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2012/01/locandina-shame.jpg?w=210" medium="image">
			<media:title type="html">locandina shame</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>tv. b. / 14 (breaking bad)</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/19/tv-b-14-breaking-bad/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/19/tv-b-14-breaking-bad/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 19:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> un po' di tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3846</guid>
		<description><![CDATA[BREAKING BAD Che dire su Breaking Bad? Cominciamo dal contesto. È una stagione fortunata per la televisione e per il formato della fiction a puntate (anzi, a &#8220;stagioni&#8221;). C&#8217;è chi, nelle pagine dei giornali, ha tentato l’azzardato ma non così fuori luogo paragone con il genere letterario del romanzo. Ci sarebbe da mettere un po&#8217; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3846&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2012/01/breaking-bad.jpg?w=300&#038;h=203" alt="breaking bad" title="breaking bad" width="300" height="203" class="size-medium wp-image-3848" /></p>
<p><strong>BREAKING BAD</strong></p>
<p>Che dire su <em>Breaking Bad</em>? Cominciamo dal contesto. È una stagione fortunata per la televisione e per il formato della fiction a puntate (anzi, a &#8220;stagioni&#8221;). C&#8217;è chi, nelle pagine dei giornali, ha tentato l’azzardato ma non così fuori luogo paragone con il genere letterario del romanzo. Ci sarebbe da mettere un po&#8217; d’ordine, anche per collocare <em>Breaking Bad</em> al suo giusto posto, ma non è questa la sede.</p>
<p>Ciò che mi rimane da dire è che mi manca <strong>Walter White</strong>, adesso che ho visto tutte le puntate delle quattro stagioni sinora trasmesse. E più ancora di Walter mi manca <strong>Jesse Pinkman</strong>, il malcapitato giovane spacciatore drogatello che finisce coinvolto, sin dalla prima puntata, nella più catastrofica crisi di mezza età che sia mai stata narrata. Mi manca l’attenzione al dettaglio, la pazienza degli autori nel non voler mai, assolutamente mai abbandonare le redini della narrazione. Si entra, passo per passo, nella crisi di Walter. Non è improvvisa. Lo sembra, e invece è molto dosata. A un gesto clamoroso corrisponde un turbamento della coscienza, un ripiego, un tentativo di fuga dalla follia. E poi un altro baratro. E sembra che la battaglia non finisca mai. Ma qual è lo scopo di Walter? Dare un&#8217;opportunità di sopravvivenza alla propria famiglia, nel momento in cui il cancro ai polmoni lo porterà via? Oppure la malattia è soltanto la goccia che fa traboccare il vaso della sua pazienza, lo specchio di fronte a cui vede il riflesso ipocrita di tutta la civiltà che egli stesso ha sempre deciso di difendere, anche a costo, a volte, della sua dignità personale? Forse Walter, messo alle strette, ha imparato una dura lezione: che l’uomo è solo al mondo, che ciò che conta è il raggiungimento del proprio risultato, che la vita è innanzitutto la costruzione di una casa e la difesa di questa casa &#8211; un po&#8217; come il giovane <strong>Dustin Hoffman</strong> si ritrova costretto a fare in <em>Cane di paglia</em> &#8211; prima che sia troppo tardi. Forse Walter vede l&#8217;ipocrisia dietro la sicurezza ostentata dai suoi cognati, <strong>Marie</strong> e <strong>Hank</strong>, e che aleggia all’interno del proprio focolare. Vede tutta la pochezza di queste vite al di là del loro sfoggio di cose e di atteggiamenti, e la crudeltà del mondo che lo costringe, lui, uomo di scienza, mente brillantissima, a fare il professore di chimica alle superiori e lo sguattero in un autolavaggio come secondo lavoro. Per questo la sua sfida continua. Non soltanto per l’immediato guadagno che la produzione di metanfetamine gli consente di ottenere, soldi sicuri per un futuro incerto (è davvero così? Anche ciò non è così scontato), ma anche per sfidare lo sbirro Hank, agente dell’antidroga, così sicuro di sé e della propria integrità e forza, tanto da permettersi di fare la voce grossa come e quando vuole, anche in casa d’altri (vedi: quella di Walter). La sua sfida personale contro il mondo diventa un’intricata matassa di rapporti che coinvolge i membri della sua famiglia: la bella <strong>Skyler</strong>, moglie fedele, forte, intelligente, caparbia, ma anche lei banale nella generale banalità delle persone che abitano il mondo, piccola ed egoista nei suoi desideri, nelle sue intenzioni; e suo figlio <strong>Walter Jr.</strong>, un ragazzo d’oro zecchino nonostante il peso del suo handicap, innamorato del padre e della sua famiglia, cresciuto ignaro dei pericoli che abitano il mondo, fin troppo protetto e sottovalutato, nonostante la sua intelligenza e il suo coraggio.</p>
<p>C&#8217;è una ricerca ostinata, da parte degli autori, supportati con grande cura e grande maestria dalla regia, di scovare quell’area grigia nel quale il bene si tramuta in male e viceversa, nel quale gli atteggiamenti e le convinzioni delle persone si tramutano in debolezze e ipocrisie. Walter è una lancetta che oscilla pericolosamente da un lato all&#8217;altro senza mai trovare il proprio equilibrio, e il proprio mondo inclina pericolosamente a ogni suo cambio di umore. Assistiamo alla trasformazione del mondo di Walter in una realtà disfunzionale. La disfunzionalità stessa, tuttavia, non è una degenerazione, bensì l’effetto di un disvelamento, di qualcosa che è sempre stato là. E ancora: la stessa confusione delle situazioni trasforma continuamente rapporti, persone, punti di vista. Ogni puntata cambia la disposizione delle forze in gioco, ogni menzogna produce un&#8217;esplosione di ramificazioni di trame che poi, un po’ alla volta, si dipanano e ritornano alla fonte. Per certi versi <em>Breaking Bad</em> ricorda alcune opere letterarie (e torna il parallelo con il romanzo): un po&#8217; <em>Tristram Shandy</em>, per le peregrinazioni e le disavventure quasi ostinate del proprio protagonista, per i rovesciamenti e i capitomboli; un po&#8217; <em>I promessi sposi</em>, poiché, proprio come i due sposini manzoniani, lo stesso Walter White là dove passa crea scompiglio e accende la scintilla del cambiamento, del rovesciamento, ed è a sua volta rovesciato e costretto a far fronte, a volte, ad eventi che vanno al di là della suo controllo, come lo schianto di un aereo. Oppure no? Un po’ buddhista, questa serie si svolge partendo dalla riflessione che a ogni causa corrisponde un effetto. Un po&#8217; protestante, la colpa è un oggetto centrale nella vita di ogni personaggio. Cos&#8217;è la responsabilità? A che punto la responsabilità si tramuta in presunzione? <em>Breaking Bad</em> è la storia di un mondo. Un mondo non sempre plausibile (è pur sempre fiction), ma a tutti gli effetti un universo di personaggi che si incontrano e si scontrano, ciascuno con un proprio ruolo e una propria convinzione. Da scardinare, da riformulare, rivedere, mediare a ogni giro di vite.</p>
<p>Cosa ne sarà di me senza Walter White? Ce la farò ad aspettare durante i mesi che mi separano dalla prossima stagione? Cosa guarderò nel frattempo? Qualcosa mi dovrò inventare. Mi auguro nel frattempo di avervi invogliato a provare a seguire le avventure del prof. White. E non lasciatevi condizionare dal riferimento costante alla chimica: questo non è <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2011/02/19/tv-b-4-house/" title="tv.b. / 4 (house)" target="_blank">House</a></em>, non è <em>Csi</em>. La scienza non è un pretesto: al limite, forse, un discorso nel discorso. Come un esperimento chimico, le persone si incontrano, si congiungono, formano composti originali, nuovi, creano la vita. Il sottotitolo italiano, <em>Reazioni collaterali</em>, per quanto suoni un po’ squallido e futile, è molto azzeccato. È una buona glossa del titolo inglese: una possibile traduzione della forma gergale “to break bad”, infatti, non è altro che “sbroccare”. Più chiaro di così.</p>
<p><strong>Francesco Rigoni</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3846/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3846/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3846/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3846&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/19/tv-b-14-breaking-bad/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2012/01/breaking-bad.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">breaking bad</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>i dieci film più attesi del 2012</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/14/i-dieci-film-piu-attesi-del-2012/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/14/i-dieci-film-piu-attesi-del-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> varie ed eventuali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3830</guid>
		<description><![CDATA[Nel 2011 le uscite cinematografiche interessanti non sono mancate, e &#8211; da Polanski a Lars Von Trier, da Almodovar a Woody Allen &#8211; sono spesso state all&#8217;altezza delle aspettative. Ecco ora un breve elenco dei film più attesi del 2012 in Italia. 1) Dopo il già mitico Petroliere, Paul Thomas Anderson torna con The master, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3830&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2012/01/woody-e-penelope-a-roma.jpg?w=300&#038;h=223" alt="woody e penelope a roma" title="woody e penelope a roma" width="300" height="223" class="size-medium wp-image-3835" /></p>
<p>Nel 2011 le uscite cinematografiche interessanti non sono mancate, e &#8211; da Polanski a Lars Von Trier, da Almodovar a Woody Allen &#8211; sono spesso state all&#8217;altezza delle aspettative. Ecco ora un breve elenco dei film più attesi del 2012 in Italia.</p>
<p>1) Dopo il già mitico <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2008/03/16/il-petroliere/" title="il petroliere" target="_blank">Petroliere</a></em>, <strong>Paul Thomas Anderson</strong> torna con <em>The master</em>, storia ispirata, pare, alla setta di Scientology, nel film chiamata The Cause. Nel cast, tra gli altri, Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix. Musiche, come nel film precedente, del Radiohead Jonny Greenwood. Più di così&#8230;</p>
<p>2) Io non è che sia andato pazzo per <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/14/midnight-in-paris/" title="midnight in paris" target="_blank">Midnight in Paris</a></em>, ma a molti è piaciuto. Questi molti, dunque, attenderanno con particolare trepidazione il progetto romano di <strong>Woody Allen</strong>, <em>Nero Fiddled</em>, con Penelope Cruz, Ellen Page, Roberto Benigni e lo stesso Woody. Nel cast anche una pletora di attorucoli nostrani. Mah!</p>
<p>3) Con <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2010/04/21/fantastic-mr-fox/" title="fantastic mr. fox" target="_blank">Fantastic Mr. Fox</a></em> ci ha fatto capire che un regista, quando è geniale, può cimentarsi alla grande, una tantum, anche con i cartoni animati. Ora <strong>Wes Anderson</strong> torna con <em>Moonrise Kingdom</em>, ambientato negli anni Sessanta. Nel cast un inedito &#8211; per Anderson &#8211; Bruce Willis e il solito, adorabile Bill Murray.</p>
<p>4) Quando il più grande regista vivente, a settant&#8217;anni suonati, decide di cimentarsi con la più rivoluzionaria, per quanto incompiuta, delle recenti innovazioni cinematografiche, c&#8217;è di che leccarsi i baffi. Lui è <strong>Martin Scorsese</strong>, l&#8217;innovazione è ovviamente il 3D e il film in questione è <em>Hugo</em>, basato sulla &#8211; pare &#8211; bellissima graphic novel <em>The invention of Hugo Cabret</em> di Brian Selznick.</p>
<p>5) Ho adorato <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2008/03/10/persepolis/" title="persepolis" target="_blank">Persepolis</a></em>, secondo me uno dei cartoni animati migliori di tutti i tempi. Ripongo dunque grandissime aspettative su <em>Poulet aux prunes</em>, nuova opera cinematografica della fumettista iraniana <strong>Marjane Satrapi</strong>, co-diretta come la precedente da <strong>Vincent Paronnaud</strong>. Questa volta però non si tratta di un cartone, ma di un film con attori in carne e ossa. Tra i quali spicca il mio adorato Mathieu Amalric.</p>
<p>6) C&#8217;è poco da fare: il migliore film mai tratto da un fumetto è <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2008/07/26/il-cavaliere-oscuro/" title="il cavaliere oscuro" target="_blank">The dark knight</a></em>, ennesima pellicola su Batman, diretta nel 2008 dal geniale <strong>Christopher Nolan</strong>. Tra poco uscirà il seguito di questo inquietante capolavoro, e si intitolerà <em>The dark knight rises</em>. Stesso cast, stesso regista: una garanzia.</p>
<p>7) Un nuovo cartone animato della Pixar è sempre un evento. Dopo gli ultimi capolavori <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2009/10/20/up/" title="up" target="_blank">Up</a></em> e <em>Wall-e</em> arriva la favola <em>Brave</em>, diretta da <strong>Mark Andrews</strong>.</p>
<p>8) Ho letto <em>Molto forte, incredibilmente vicino</em> 5 o 6 anni fa, e non mi ha fatto una grande impressione. Ma è stato un caso letterario mondiale, e probabilmente il film tratto da questo romanzo di Jonathan Safran Foer sarà un caso cinematografico altrettanto importante, come già accadde nel 2005 con <em>Ogni cosa è illuminata</em>. Le premesse per un prodotto commerciale di buon livello, d&#8217;altronde, ci sono tutte: regista è il bravo <strong>Stephen Daldry</strong> (<em>The hours</em>), protagonisti Tom Hanks, Sandra Bullock e Max von Sydow. </p>
<p>9) Dopo esserci sorbiti i vari Thor, Hulk, Iron Man e Captain America singolarmente, tanto vale a questo punto sorbirseli nel film che li riunisce, <em>The Avengers</em>. Peccato che a dirigerlo sarà <strong>Joss Whedon</strong>, regista per anni e anni della serie tv <em>Buffy</em>. Non proprio un autore, insomma.</p>
<p>10) Tanto per citare un nome italiano in questa classifica, devo dire che sono abbastanza curioso di vedere come se la caverà <strong>Dario Argento</strong> con il suo <em>Dracula 3D</em>, esperimento singolare in quanto primo film nostrano in 3 dimensioni. Una cosa è certa: non potrà essere più brutto degli ultimi film del regista romano.</p>
<p><strong>Alberto Gallo</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3830/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3830/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3830/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3830/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3830/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3830/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3830/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3830/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3830/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3830/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3830/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3830/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3830/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3830/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3830&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/14/i-dieci-film-piu-attesi-del-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2012/01/woody-e-penelope-a-roma.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">woody e penelope a roma</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>j. edgar</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/07/j-edgar/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/07/j-edgar/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 16:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> clint eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[> recensioni - film internazionali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3814</guid>
		<description><![CDATA[J. EDGAR (Usa 2011) Vita, morte, amori, deliri e successi di John Edgar Hoover, direttore dell&#8217;Fbi dal 1924 al 1972. Per quasi mezzo secolo questo personaggio bruttino, antipatico, paranoico, anticomunista, moralista e razzista fu, tra luci e ombre, l&#8217;uomo più potente d&#8217;America. Quante cose da dire su questa ultima fatica (è proprio il caso di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3814&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>J. EDGAR</em> (Usa 2011)</p>
<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2012/01/locandina-j-edgar.jpg?w=150&#038;h=210" alt="locandina j. edgar" title="locandina j. edgar" width="150" height="210" class="size-medium wp-image-3815" /></p>
<p>Vita, morte, amori, deliri e successi di <strong>John Edgar Hoover</strong>, direttore dell&#8217;Fbi dal 1924 al 1972. Per quasi mezzo secolo questo personaggio bruttino, antipatico, paranoico, anticomunista, moralista e razzista fu, tra luci e ombre, l&#8217;uomo più potente d&#8217;America.</p>
<p>Quante cose da dire su questa ultima fatica (è proprio il caso di dirlo: 137 minuti che volano in un lampo) cinematografica dell&#8217;instancabile ultraottantenne <strong>Clint Eastwood</strong>! Andiamo con ordine.</p>
<p>1 &#8211; Il protagonista. Non so molto a proposito di J. Edgar Hoover. Certo, come tutti l&#8217;ho sentito nominare molto spesso in film, romanzi e serie tv, ma la sua figura rimane, almeno qui in Italia, avvolta nel mistero, nelle fitte brume dell&#8217;epos americano, in quel novero di personaggi misconosciuti al limite tra eroismo e depravazione, insieme ad Al Capone, John Wilkes Booth, Jesse James e Lee Harvey Oswald. Bellissima la descrizione che di lui fornisce <strong>Don De Lillo</strong> nel monumentale <em>Underworld</em>, nelle cui pagine Edgar è sconvolto dalla visione, durante una partita di baseball, di una riproduzione del <em>Trionfo della morte</em> di Bruegel. E una persistente sensazione di morte caratterizza anche la pellicola di Eastwood: una morte in vita, una morte fatta di rinunce (all&#8217;amore per un altro uomo, fatto impensabile per l&#8217;epoca), di solitudine, di perenne rancore. Per la lettura che ne è stata data in questo film, Hoover mi ha fatto pensare più di una volta al <strong>Giulio Andreotti</strong> dipinto da Sorrentino nel <em>Divo</em>: entrambi personaggi potenti ma soli; entrambi capaci di piegare a proprio vantaggio, con mezzi leciti e illeciti, le regole e i vuoti del sistema ma incapaci di condurre una vita normale e soddisfacente; entrambi spalleggiati da una segretaria silenziosa e fedele custode di un &#8220;archivio segreto&#8221; in grado di zittire, con i suoi imbarazzanti segreti di stato, anche i personaggi politici più influenti. Se fosse vissuto in Italia, Hoover avrebbe sicuramente saputo giostrare a suo vantaggio chiesa, mafia, terroristi e quant&#8217;altro. L&#8217;America gli permise invece di rivoltare come un guanto il Bureau, che sotto la sua direzione divenne uno degli enti investigativi più avanzati ed efficienti al mondo. Fu Hoover, tanto per fare un esempio, a introdurre l&#8217;utilizzo sistematico delle impronte digitali per combattere il crimine. Un genio e un innovatore, a suo modo.</p>
<p>2 &#8211; Il film. Con la consueta classe, Eastwood ci regala un&#8217;opera che è un capolavoro di ritmo, misura ed eleganza. È veramente raro riuscire a trovare pellicole che, come questa, sappiano, come dire, coinvolgere con un simile distacco. Non c&#8217;è condanna, non c&#8217;è esaltazione, non c&#8217;è gossip né revisionismo: Hoover, l&#8217;Fbi e l&#8217;America dei primi decenni del Novecento ci vengono mostrati per quello che probabilmente erano, con tutte le scomode contraddizioni del caso. Lo stile è puro distillato di Clint al 100%: sobrio, sotto tono e dominato dalla cupezza di colori, musiche e ambientazioni. Notevole, in particolare, il lavoro svolto sul montaggio: i piani spaziali e temporali si intersecano costantemente in modo sulle prime un po&#8217; spiazzante ma sicuramente originale e coinvolgente, dando al film un ritmo incalzante e mai noioso &#8211; nonostante qualche sbrodolamento nel finale. Riuscitissimo è anche il discorso relativo alla (presunta per alcuni, qui data per certa) omosessualità del protagonista, condizione che lo spettatore arriva a conoscere in maniera graduale e quasi naturale, senza il ricorso a outing o illuminazioni improvvise che in un simile contesto sarebbero risultati decisamente fuori luogo. È la modestia &#8211; nel senso latino del termine &#8211; il punto di forza di questo grandissimo regista, e <em>J. Edgar</em> ne è ennesima e riuscitissima prova.</p>
<p>3 &#8211; Il cast. <strong>Leonardo DiCaprio</strong> nella parte principale è semplicemente perfetto. Che dire? L&#8217;interpretazione migliore della sua carriera, per un Oscar che &#8211; complice un trucco capace di imbruttirlo e invecchiarlo in maniera credibile &#8211; a questo punto mi sembra davvero inevitabile. Accanto a lui un manipolo di buoni interpreti, alcuni anche piuttosto famosi (<strong>Naomi Watts</strong>, <strong>Judi Dench</strong>), le cui parti, però, quasi soccombono di fronte alla complessità e alla profondità di un J. Edgar che spadroneggia dalla prima all&#8217;ultima scena. Se il film non è il capolavoro totale che sarebbe potuto essere, però, è paradossalmente colpa dello stesso DiCaprio e della sua fama eccessiva. &#8220;Se possiamo avere la star più famosa di Hollywood &#8211; avranno pensato Eastwood e i suoi produttori &#8211; perché usarla soltanto per metà film?&#8221;. Motivo per cui DiCaprio interpreta Hoover tanto da ventenne sbarbatello quanto da settantenne scafato e moribondo. Ripeto, sul trucco di questo personaggio niente da dire, ma per quanto riguarda i coprotagonisti è stato fatto un lavoro decisamente più approssimativo: Armie Hammer in particolare, classe 1986, nella parte dell&#8217;amante di Edgar, <strong>Clyde Tolson</strong>, truccato da ottantenne fa veramente ridere i polli. E in ogni caso il film ne avrebbe senz&#8217;altro guadagnato se anche il vecchio Hoover fosse stato interpretato da un attore dell&#8217;età giusta. Magari proprio da Clint Eastwood in persona.</p>
<p><strong>Alberto Gallo</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3814/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3814&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/07/j-edgar/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2012/01/locandina-j-edgar.jpg?w=194" medium="image">
			<media:title type="html">locandina j. edgar</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>2011 in review</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/01/2011-in-review/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/01/2011-in-review/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 10:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> varie ed eventuali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3809</guid>
		<description><![CDATA[The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog. Here&#8217;s an excerpt: The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 17.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3809&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.</p>
<div style="background:url('/wp-content/mu-plugins/annual-reports/img/emailteaser.jpg') no-repeat center center;height:300px;"></div>
<p>Here&#8217;s an excerpt:</p>
</p>
<blockquote><p>The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people.  This blog was viewed about <strong>17.000</strong> times in 2011.  If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.</p></blockquote>
<p><a href="/2011/annual-report/">Click here to see the complete report.</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3809/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3809&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2012/01/01/2011-in-review/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>cave of forgotten dreams</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/27/cave-of-forgotten-dreams/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/27/cave-of-forgotten-dreams/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 12:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> recensioni - documentari]]></category>
		<category><![CDATA[> recensioni - film internazionali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3792</guid>
		<description><![CDATA[CAVE OF FORGOTTEN DREAMS (Francia/Canada/Usa/Uk/Germania 2010) Qualcosa come 30mila anni fa alcuni uomini del paleolitico dipinsero sulle pareti di un&#8217;enorme grotta nel sud della Francia scene di caccia e di animali in branco. Nel 1994 lo speleologo Jean-Marie Chauvet ritrovò quasi per caso questi graffiti, in perfetto stato di conservazione: una frana aveva separato per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3792&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>CAVE OF FORGOTTEN DREAMS</em> (Francia/Canada/Usa/Uk/Germania 2010)</p>
<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/locandina-cave-of-forgotten-dreams.jpg?w=150&#038;h=210" alt="locandina cave of forgotten dreams" title="locandina cave of forgotten dreams" width="150" height="210" class="size-medium wp-image-3793" /></p>
<p>Qualcosa come 30mila anni fa alcuni uomini del paleolitico dipinsero sulle pareti di un&#8217;enorme grotta nel sud della Francia scene di caccia e di animali in branco. Nel 1994 lo speleologo <strong>Jean-Marie Chauvet</strong> ritrovò quasi per caso questi graffiti, in perfetto stato di conservazione: una frana aveva separato per migliaia di anni la grotta dal mondo esterno, preservando quello che può essere considerato come il primo grande ciclo pittorico della storia dell&#8217;arte.</p>
<p>E&#8217; un documentario dalla bellezza sconvolgente, questo <em>Cave of forgotten dreams</em>: diretto dal maestro <strong>Werner Herzog</strong>, che ha avuto l&#8217;eccezionale possibilità di visitare con la sua troupe l&#8217;interno della caverna, solitamente chiuso al pubblico, il film alterna interviste ad archeologi e speleologi, riflessioni sull&#8217;uomo e sulla natura, indagini naturalistiche sull&#8217;ambiente che circonda la grotta e, soprattutto, lunghe, lente, contemplative riprese degli eccezionali dipinti preistorici presenti nei bui e claustrofobici interni della Chauvet Cave, immagini commentate dalle meravigliose musiche di <strong>Ernst Reijseger</strong>, al contempo ancestrali e modernissime.</p>
<p>Perché questo ennesimo documentario di Herzog è così unico e imperdibile? Per due motivi, secondo me. A essere straordinario è innanzitutto l&#8217;oggetto dell&#8217;indagine: non sono uno che si esalta facilmente quando si tratta di arte antica o preistorica, non do di matto alla vista di un mucchio di pietre che un tempo furono un altare a Zeus o di due linee che nella mente di qualche studioso dovrebbero rappresentare un cavallo o una persona. Quella contenuta nella caverna francese è invece arte di altissimo livello, incredibilmente attuale (impossibile non vederci almeno un <strong>Picasso</strong>, in mezzo a quei tratti preistorici), evocativa e ben conservata. Si tratta di pitture che sembrano parlare, nitrire, ringhiare, raccontarci la storia di un mondo che noi non vedremo mai. E il tutto risulta ancora più affascinante se si pensa che non vedremo mai non solo quel mondo, ma nemmeno le pitture stesse, giustamente interdette al grande pubblico: il documentario diventa quindi un&#8217;occasione unica per assistere (per di più in <strong>3D</strong>, tecnica che una volta tanto sembra avere un senso, anche se il film sarebbe stato bellissimo pure senza) a uno spettacolo che dal vivo, probabilmente, non avremo mai il privilegio di godere.<br />
Ma se il contenuto è grandioso anche la forma non è da meno (ed eccoci al punto numero 2). Il regista, in stato di grazia, ci regala non solo una serie di immagini belle da togliere il fiato, ma anche tante digressioni estetico-filosofiche capaci di portare il film oltre i confini di un pur bellissimo documentario storico-culturale: ogni figura dipinta, ogni teschio ritrovato nella grotta, ogni utensile&#8230; ogni cosa diventa il pretesto per affrontare un più ampio discorso sull&#8217;uomo, sulla sua caducità, sulla sua irrilevanza di fronte alla natura, ma anche sulla sua capacità di creare opere destinate a durare in eterno. Originalissime anche le interviste agli studiosi, nel corso delle quali Herzog trasforma le sue fonti in personaggi, facendoli parlare di sé, del proprio passato, del proprio modo di approcciarsi a una realtà artistico-archeologica di simili dimensioni, o anche soltanto lasciandoli in silenzio davanti alla telecamera per studiare il loro imbarazzo, la loro reticenza. Questo approccio così personale a un argomento tanto vasto trova il suo punto più alto in un &#8220;post scriptum&#8221; di surreale genialità, dove un coccodrillo albino tenuto in cattività (animale buffo e terribile che riconduce la memoria al grosso rettile del <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2009/09/15/il-cattivo-tenente-ultima-chiamata-new-orleans/">Cattivo tenente</a></em>) diventa una scusa per parlare dell&#8217;incerto destino dell&#8217;uomo.</p>
<p><em>Cave of forgotten dreams</em> (il titolo, fortunatamente non tradotto, dice già tutto) è un film grandioso perché sa passare con naturalezza, passione e curiosità dal particolare (uno dei pittori preistorici aveva una malformazione al mignolo) all&#8217;universale (la storia dell&#8217;umanità, il suo scopo sulla terra) passando per il mito (uno dei dipinti più straordinari raffigura una sorta di minotauro abbarbicato su una figura femminile). Un&#8217;esperienza estetica, umana e filosofica come è raro trovarne sul grande schermo.</p>
<p><strong>Alberto Gallo</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3792/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3792/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3792/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3792/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3792/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3792/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3792/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3792/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3792/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3792/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3792/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3792/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3792/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3792/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3792&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/27/cave-of-forgotten-dreams/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/locandina-cave-of-forgotten-dreams.jpg?w=225" medium="image">
			<media:title type="html">locandina cave of forgotten dreams</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>le idi di marzo</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/21/le-idi-di-marzo/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/21/le-idi-di-marzo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 19:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> recensioni - film internazionali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3773</guid>
		<description><![CDATA[THE IDES OF MARCH (Usa 2011) Ok, forse il tizio seduto accanto a me che ha rumorosamente sonnecchiato per tutto il tempo della proiezione, svegliandosi di soprassalto di tanto in tanto e ostentando naturalezza con la moglie/fidanzata, era già stanco di suo. D&#8217;altronde l&#8217;ultimo spettacolo del martedì sera&#8230; Però secondo me il film ha fatto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3773&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>THE IDES OF MARCH</em> (Usa 2011)</p>
<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/locandina-le-idi-di-marzo.jpg?w=150&#038;h=210" alt="locandina le idi di marzo" title="locandina le idi di marzo" width="150" height="210" class="size-medium wp-image-3778" /></p>
<p>Ok, forse il tizio seduto accanto a me che ha rumorosamente sonnecchiato per tutto il tempo della proiezione, svegliandosi di soprassalto di tanto in tanto e ostentando naturalezza con la moglie/fidanzata, era già stanco di suo. D&#8217;altronde l&#8217;ultimo spettacolo del martedì sera&#8230; Però secondo me il film ha fatto la sua parte. È una di quelle pellicole, <em>Le idi di marzo</em>, che finisce quando sembra che stia per iniziare davvero e che non può che suscitare in definitiva una sola, semplice domanda: &#8220;Embè?&#8221;</p>
<p>Sia chiaro: questo non è un film brutto. Se è qualcosa di brutto che andate cercando tanto vale rivolgersi a Pieraccioni o a Christian De Sica. Direi piuttosto che <em>Le idi di marzo</em>, diretto da <strong>George Clooney</strong> (che dopo un promettente inizio di carriera dietro la macchina da presa sembra ultimamente aver smarrito la via), è un film dalle eccessive ambizioni, che sono lì, belle evidenti, e che altrettanto evidentemente non sono state raggiunte. </p>
<p>Primarie del Partito Democratico americano. Il fatale <strong>Ohio</strong>. Intorno al governatore <strong>Mike Morris</strong>, probabile futuro presidente degli Stati Uniti, gravita un manipolo di giornalisti, consiglieri, stagisti (soprattutto stagiste), politici e avversari il cui scopo comune è quello di &#8220;nutrirsi&#8221; in qualche modo del suo successo personale, presente e futuro. Tra essi spicca il giovane e (anche troppo) ambizioso <strong>Stephen Meyers</strong>, coinvolto in una trappola politico-mediatica che rischia di distruggere per sempre la sua brillante per quanto ancora breve carriera. Ne uscirà (vincitore) scendendo a compromessi con il suo lato più oscuro, sacrificando la memoria di una ventenne morta al momento giusto (o sbagliato, secondo i punti di vista).</p>
<p>Qual è il messaggio di questo film? Che &#8211; come cantava <strong>Gaber</strong> &#8211; &#8220;la politica è schifosa e fa male alla pelle&#8221;? Che esistono uomini privi di scrupoli pronti a tutto pur di portare a casa il risultato? Che il sistema elettorale è malato e tende a premiare solo chi è pronto ad alzare la posta in gioco fino al limite estremo? Be&#8217;, caro George, grazie tante ma ce n&#8217;eravamo già accorti. E il fatto è proprio questo: <em>Le idi di marzo</em> non dice nulla di nuovo, nulla che già non sia stato detto in passato da mille altri film in modo spesso assai più interessante. Certo, gli intenti &#8211; come sempre quando si parla di Clooney, che tra una fidanzata vip, uno spot per il caffè e una festa ad Arcore rimane comunque un democratico americano vecchia maniera, alla Paul Newman, Robert Redford e compagnia &#8211; sono encomiabili. E pure la forma non è da buttare via: il film è elegante, ben fatto, ben recitato e tutto quanto. Ma ciò che manca è lo spessore, un&#8217;idea originale, il guizzo del grande cineasta capace di trasformare la materia banale in qualcosa di memorabile. Tutto è molto prevedibile e già visto, e giuro che fino a 60 secondi dai titoli di coda ero convinto che il bello del film dovesse ancora arrivare, o quantomeno che qualche colpo di scena finale avrebbe smosso un po&#8217; le acque. Niente da fare: il giovane consigliere (interpretato dal bravo <strong>Ryan Gosling</strong>; accanto a lui una sfilza di buoni/grandi/grandissimi attori come lo stesso Clooney, Evan Rachel Wood, Paul Giamatti e <strong>Philip Seymour Hoffman</strong>) si spoglia del suo abito morale, trova il ricatto vincente, se la sfanga e il film finisce lì. Un po&#8217; poco, no?</p>
<p><strong>Alberto Gallo</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3773/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3773/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3773/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3773/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3773/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3773/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3773/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3773/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3773/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3773/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3773/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3773/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3773/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3773/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3773&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/21/le-idi-di-marzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/locandina-le-idi-di-marzo.jpg?w=214" medium="image">
			<media:title type="html">locandina le idi di marzo</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>midnight in paris</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/14/midnight-in-paris/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/14/midnight-in-paris/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 21:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> recensioni - film internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[> woody allen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3737</guid>
		<description><![CDATA[MIDNIGHT IN PARIS (Usa/Spagna 2011) Che l&#8217;ipernewyorkese Woody Allen sia da tempo innamorato dell&#8217;Europa, e in particolare della Francia e dell&#8217;Italia, è cosa nota ormai a tutti; che arrivasse a girare un film interamente a Parigi (città già frequentata, insieme a Venezia, in Tutti dicono I love you) era solo questione di tempo: Midnight in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3737&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>MIDNIGHT IN PARIS</em> (Usa/Spagna 2011)</p>
<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/locandina-midnight-in-paris.jpg?w=150&#038;h=210" alt="locandina midnight in paris" title="locandina midnight in paris" width="150" height="210" class="size-medium wp-image-3738" /></p>
<p>Che l&#8217;ipernewyorkese <strong>Woody Allen</strong> sia da tempo innamorato dell&#8217;Europa, e in particolare della Francia e dell&#8217;Italia, è cosa nota ormai a tutti; che arrivasse a girare un film interamente a <strong>Parigi</strong> (città già frequentata, insieme a Venezia, in <em>Tutti dicono I love you</em>) era solo questione di tempo: <em>Midnight in Paris</em>, in questo senso, è anzitutto un atto d&#8217;amore, così come fu, anni fa, <em>Manhattan</em> nei confronti di New York e così come sarà, probabilmente, <em>Bop Decameron</em> nei confronti di Roma. Ma c&#8217;è un&#8217;altra grande passione, nell&#8217;universo alleniano. Un vizio, quasi: l&#8217;estrema propensione alla malinconia, la tensione verso un passato idealizzato e forse mai esistito. Che si tratti dell&#8217;epoca d&#8217;oro del cinema hollywoodiano (come in <em>Provaci ancora Sam</em> o <em>La rosa purpurea del Cairo</em>), degli anni gloriosi della radio (<em>Radio days</em>) o dei <em>roaring twenties</em> (<em>Pallottole su Broadway</em>) e <em>thirties</em> (<em>Accordi e disaccordi</em>), il regista ha sempre cercato conforto nei decenni passati, epoche e luoghi anche molto diversi tra loro ma sempre caratterizzati da una purezza di fondo, dall&#8217;essere distanti da un presente sempre troppo caotico, smaliziato, eccessivo. In questo altro senso, dunque, <em>Midnight in Paris</em> è anche la summa del pensiero malinconico di Woody, del suo sentimento di estraneità nei confronti di un mondo e di una contemporaneità che in fondo non gli appartengono. Parlo di summa perché stavolta, in modo ancor più radicale rispetto alla <em>Rosa purpurea del Cairo</em>, dove già faceva la sua comparsa l&#8217;elemento fantastico, il tuffo nel passato avviene in modo esplicitamente impossibile e inspiegabile: <strong>Gil</strong>, uno sceneggiatore di Hollywood dei giorni nostri in vacanza nella capitale francese con la futura moglie e i genitori di lei, si trova catapultato ogni notte a mezzanotte nella Parigi degli anni Venti, insieme a <strong>Ernest Hemingway</strong>, i coniugi Fitzgerald, Gertrude Stein, Pablo Picasso, Salvador Dalì e <strong>Luis Buñuel</strong>. Non sappiamo come ciò sia possibile e come mai soltanto Gil riesca a compiere questo viaggio nel tempo, ma non importa: tutto è estremamente coerente nell&#8217;universo alleniano, un universo dove Europa è sinonimo di passato, dove il sogno (anche d&#8217;amore) è più importante della realtà e dove &#8220;la vita è sostanzialmente insoddisfacente&#8221;, come ammette lo stesso Gil alla fine del film, ma lo è in un modo poetico, intellettual-alto borghese e tutto sommato&#8230; soddisfacente.</p>
<p>Ho sentito parlare piuttosto bene, in giro, di questo film. Personalmente non sono così d&#8217;accordo: <em>Midnight in Paris</em> è un film grazioso, piacevolmente leggero, pieno di sincera ammirazione per la città di Parigi e per coloro che in passato la popolarono. Eppure credo che sia anche molto facile appassionare e divertire il pubblico con l&#8217;apparizione un po&#8217; random di tanti grandi personaggi del passato (trovata che talvolta sfiora l&#8217;&#8221;effetto Forrest Gump&#8221;, come quando Gil suggerisce a Buñuel con una ventina d&#8217;anni di anticipo la trama dell&#8217;<em>Angelo sterminatore</em>), con una storia d&#8217;amore impossibile ma non poi così triste e con le bellezze da cartolina (soprattutto nei titoli di testa) di una città sicuramente affascinante ma che al cinema s&#8217;è vista spesso in modo ben più originale e penetrante. Dico questo con tutto l&#8217;affetto possibile per un regista che amo e ho amato come nessun altro, per un artista che a quasi ottant&#8217;anni riesce ancora a confezionare un film all&#8217;anno senza mai aver partorito qualcosa di almeno decente ma spesso sublime. Ma il fatto è che da qualche film a questa parte non mi convince più tanto l&#8217;espediente degli attori famosi usati in piccole parti (qui, a parte i protagonisti <strong>Owen Wilson</strong> e Marion Cotillard, compaiono anche Michael Sheen, <strong>Adrien Brody</strong>, Kathy Bates e persino Carla Bruni), il parlare alla fine sempre delle stesse cose, la necessità di introdurre personaggi inverosimilmente negativi e monodimensionali (in questo caso la moglie di Gil e il saputello Paul) per metterne positivamente in risalto altri (in questo caso Adriana e lo stesso Gil) e un basso profilo estetico e narrativo portato al limite estremo (non si ride nemmeno più, da un po&#8217; di tempo a questa parte, nei film di Woody. Al limite si sorride un po&#8217;, ogni tanto). Certo, <em>Midnight in Paris</em> è anche un film estremamente curato &#8211; nella fotografia, nelle scenografie, nei costumi &#8211; e non sciatto e nemmeno stupido, ci mancherebbe, ma sono sempre più convinto del fatto che Woody Allen dovrebbe tornare a osare un po&#8217; di più, a puntare più in alto, almeno un&#8217;altra volta prima che il corso naturale degli eventi (di <strong>Manoel de Oliveira</strong> ce n&#8217;è uno al mondo) glielo impedisca irreversibilmente. Io ci credo ancora, così come credo ancora fermamente, tanto per fare un nome, a Bob Dylan e ad un suo prossimo capolavoro &#8211; magari anche postumo. Con Woody, invece, appuntamento a Roma, tra un annetto circa.</p>
<p><strong>Alberto Gallo</strong></p>
<p>Post scriptum: ho visto <em>Midnight in Paris</em> in lingua originale grazie al solito benemerito cinema Centrale di Torino. Non oso nemmeno pensare agli scempi del doppiaggio di un film che mischia continuamente personaggi francofoni, anglofoni e ispanofoni. A proposito di accento spagnolo: spassoso &#8211; e, appunto, assolutamente indoppiabile &#8211; il cameo di Brody nei panni di un Dalì particolarmente appassionato di rinoceronti: uno dei pochi momenti davvero divertenti del film.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3737/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3737&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/14/midnight-in-paris/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/locandina-midnight-in-paris.jpg?w=213" medium="image">
			<media:title type="html">locandina midnight in paris</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>1921 &#8211; il mistero di rookford</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/10/1921-il-mistero-di-rookford/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/10/1921-il-mistero-di-rookford/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 10:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> recensioni - film internazionali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3748</guid>
		<description><![CDATA[THE AWAKENING (Uk 2011) Inghilterra, anni Venti. In un college immerso nella campagna più tetra muore un bambino, che pochi giorni prima del fattaccio aveva detto di aver visto il fantasma di un altro bambino, morto in quello stesso posto decenni addietro. A investigare su questi strani fatti viene chiamata la giovane scrittrice e (scettica) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3748&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>THE AWAKENING</em> (Uk 2011)</p>
<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/locandina-1921-il-mistero-di-rookford.jpg?w=150&#038;h=210" alt="locandina 1921 - il mistero di rookford" title="locandina 1921 - il mistero di rookford" width="150" height="210" class="size-medium wp-image-3749" /></p>
<p><strong>Inghilterra</strong>, anni Venti. In un college immerso nella campagna più tetra muore un bambino, che pochi giorni prima del fattaccio aveva detto di aver visto il fantasma di un altro bambino, morto in quello stesso posto decenni addietro.<br />
A investigare su questi strani fatti viene chiamata la giovane scrittrice e (scettica) acchiappafantasmi <strong>Florence Cathcart</strong>.</p>
<p>La solita storia di spiriti. Il solito personaggio positivista che vede vacillare le proprie convinzioni razionali. I soliti bambini morti che, effettivamente, fanno sempre un bel po&#8217; di paura. La solita ambientazione gotica. Le solite musiche con cori epici. I soliti effettacci per spaventare lo spettatore, visti e rivisti.<br />
E la recensione potrebbe anche finire qui.<br />
Ma il fatto è che questo <em>The awakening</em> (a proposito: la solita traduzione idiota in italiano del titolo), diretto dallo sconosciuto <strong>Nick Murphy</strong>, non è privo di momenti non dico di originalità, ma quantomeno di interesse. Momenti riconducibili per lo più ad alcune scelte e invenzioni di regia niente male, a tratti metacinematografiche (Florence che rivede la sua storia attraverso i pupazzetti di una casa delle bambole, scena tra l&#8217;altro carica di tensione) e a tratti quasi psichedelico-gondryane (nel senso di <strong>Michel Gondry</strong>, che mi sembra richiamato abbastanza esplicitamente nel finale, quando la protagonista entra ed esce in preda al panico da diverse stanze continuando a vedere la stessa scena della sua infanzia). Positiva anche la prova del cast, con una brava e affascinante <strong>Rebecca Hall</strong> (già in <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2008/10/21/vicky-cristina-barcelona/" title="vicky cristina barcelona" target="_blank">Vicky Cristina Barcelona</a></em>) e un dolente <strong>Dominic West</strong>.</p>
<p>Peccato che <em>The awakening</em> sia così spudoratamente simile ai soliti <em>Sesto senso</em> e <em>The others</em> (non è uno spoiler perché ormai quasi tutti i film di fantasmi si rifanno a questi due modelli, diventati in pochi anni veri e propri standard): con un tocco di originalità in più sarebbe potuto uscirne qualcosa di piacevole.</p>
<p><strong>Alberto Gallo</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3748/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3748/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3748/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3748/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3748/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3748/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3748/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3748/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3748/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3748/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3748/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3748/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3748/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3748/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3748&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/10/1921-il-mistero-di-rookford/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/locandina-1921-il-mistero-di-rookford.jpg?w=215" medium="image">
			<media:title type="html">locandina 1921 - il mistero di rookford</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>50/50</title>
		<link>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/03/5050/</link>
		<comments>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/03/5050/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 18:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>albertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[> recensioni - film internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[> TFF]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://albertogallo.wordpress.com/?p=3723</guid>
		<description><![CDATA[50/50 (Usa 2011) Questo film è stato presentato in anteprima per l’Italia al XXIX Torino Film Festival, dove è in concorso nella sezione principale Torino 29. Il 27enne Adam ha una grave forma di tumore maligno alla spina dorsale: le sue possibilità di sopravvivere sono 50 su 100. Accanto a lui una madre apprensiva, un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3723&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>50/50</em> (Usa 2011)</p>
<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/foto0614.jpg?w=300&#038;h=225" alt="tff" title="tff" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-3724" /></p>
<p><em>Questo film è stato presentato in anteprima per l’Italia al <strong>XXIX Torino Film Festival</strong>, dove è in concorso nella sezione principale <strong>Torino 29</strong>.</em></p>
<p><img src="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/50-50.jpg?w=300&#038;h=199" alt="50/50" title="50/50" width="300" height="199" class="size-medium wp-image-3725" /></p>
<p>Il 27enne <strong>Adam</strong> ha una grave forma di tumore maligno alla spina dorsale: le sue possibilità di sopravvivere sono 50 su 100. Accanto a lui una madre apprensiva, un padre con l&#8217;Alzheimer, una fidanzata che lo tradisce, una psicologa alle prime armi e, soprattutto, un amico caciarone ma buono come il pane.</p>
<p>Diretto da quel <strong>Jonathan Levine</strong> (newyorkese, classe 1976) che nel 2008 si fece notare con <em>Fa&#8217; la cosa sbagliata</em>, questo <em>50/50</em> è in ugual misura divertente e commovente. Registri differenti ma non stridenti che il film si e ci impone seguendo gli stati d&#8217;animo del protagonista: per Adam la consapevolezza, la tragicità della malattia arriva lentamente, quasi distrattamente, lasciandolo perplesso laddove, in un primo momento, il tumore era sembrato soltanto una buona scusa per portarsi a letto nuove ragazze e fumare erba in libertà.</p>
<p>Cosa mi è piaciuto di questo film? Molte cose. La sceneggiatura, ad esempio, ricca di gag fenomenali (specialmente quelle che coinvolgono <strong>Kyle</strong>, migliore amico del protagonista nonché evidente &#8220;linea comica&#8221; della situazione) ma capace anche di affrontare senza troppa indulgenza un argomento piuttosto delicato: bellissimi, ad esempio, i momenti in cui Adam si trova a fare la chemio con una coppia di anziani signori un po&#8217; cinici e molto appassionati di marijuana. Mi sono piaciuti gli interpreti, tutti, a partire da <strong>Joseph Gordon-Levitt</strong> (già protagonista dell&#8217;indimenticabile <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2009/12/10/500-giorni-insieme/" title="(500) giorni insieme" target="_blank">500 giorni insieme</a></em>) e la bellissima &#8211; e in questo caso odiosissima &#8211; <strong>Bryce Dallas Howard</strong>, fino all&#8217;intramontabile <strong>Anjelica Huston</strong> e persino <strong>Seth Rogen</strong>, che generalmente non sopporto ma che qui ci sta a pennello. Mi è piaciuto anche il fatto (allarme spoiler) che il film abbia il coraggio di finire, e di finire bene: mi sarei aspettato un finale aperto, in cui Adam entra in sala operatoria per l&#8217;operazione decisiva e chissà se se la caverà. Invece no: il ragazzo si sveglia dall&#8217;anestesia, torna a casa, lentamente guarisce e comincia a uscire con <strong>Katherine</strong>, la terapista che gli era stata assegnata come supporto psicologico alla malattia. È vero, si tratta di un finale molto consolatorio e americano, ma è comunque un&#8217;esplicita scelta narrativa: <em>50/50</em> è una commedia, dolceamara quanto si vuole ma pur sempre una commedia, e allora può anche starci che finisca più che bene.</p>
<p>Cosa non mi è piaciuto di questo film? La regia (e scusate se è poco), troppo spesso banale, sciatta, priva di inventiva. Esempio n.1: l&#8217;oncologo dice ad Adam che ha una grave forma di tumore e che potrebbe morire. A quel punto parte una soggettiva del protagonista, che comincia a vedere tutto sfocato e a sentire solo un fischio al posto delle parole del medico. Che banalità! Esempio n.2: Adam, abbattuto dalla sua condizione di malato, gira al rallentatore per le vie della sua città con un sottofondo musicale extradiegetico; si tratta di <em>High &amp; dry</em> dei <strong>Radiohead</strong>. Bellissima canzone, per carità, ma anche in questo caso la banalità è dietro l&#8217;angolo, condita pure da una buona dose di patetismo. Esempio n.3: Adam e Kyle decidono di distruggere un quadro dipinto da <strong>Rachael</strong>, ex fidanzata fedifraga di Adam; si mettono in giardino e cominciano a tirargli addosso oggetti di ogni tipo; a un certo punto, dal nulla, spunta uno split screen. Dura pochissimi secondi ed è l&#8217;unico di tutto il film: inutile. Queste piccole ma non impercettibili cadute di stile portano il film un po&#8217; indietro, artisticamente, facendolo assomigliare talvolta più a una puntata del mio pur amato <em><a href="http://albertogallo.wordpress.com/2011/02/21/tv-b-5-scrubs/" title="tv.b. / 5 (scrubs)" target="_blank">Scrubs</a></em> che a un&#8217;opera da festival per cinefili.</p>
<p>In ogni caso <em>50/50</em> è un bel film, toccante e divertente al punto giusto, il cui successo, almeno per quanto riguarda il coinvolgimento emotivo del pubblico, è stato ampiamente dimostrato dall&#8217;enorme quantità di fazzolettini bagnati improvvisamente spuntati in sala poco prima dei titoli di coda.</p>
<p><strong>Alberto Gallo</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertogallo.wordpress.com/3723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertogallo.wordpress.com/3723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertogallo.wordpress.com/3723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertogallo.wordpress.com/3723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertogallo.wordpress.com/3723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertogallo.wordpress.com/3723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertogallo.wordpress.com/3723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertogallo.wordpress.com/3723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertogallo.wordpress.com/3723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertogallo.wordpress.com/3723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertogallo.wordpress.com/3723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertogallo.wordpress.com/3723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertogallo.wordpress.com/3723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertogallo.wordpress.com/3723/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertogallo.wordpress.com&amp;blog=610800&amp;post=3723&amp;subd=albertogallo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://albertogallo.wordpress.com/2011/12/03/5050/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8f87fb31b106180e4797408f4ad9f1f7?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">albertogallo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/foto0614.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">tff</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://albertogallo.files.wordpress.com/2011/12/50-50.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">50/50</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
