tutti i volti di laura chiatti

laura chiatti

I francesi l’hanno paragonata alla Bardot. I critici la stimano, il pubblico la adora.
Laura Chiatti è diventata, nel giro di un paio d’anni, la nuova icona femminile del cinema italiano: corpo sinuoso, sguardo intrigante, voce matura da diva degli anni Cinquanta.
Laura non c’è: era il 1997 e la Chiatti, appena quindicenne, recitava con Nek, il cantante idolo delle ragazzine. Con la musica ci aveva provato anche lei. Due dischi dance, stile Alexia. «Faccenda archiviata», dice adesso. Ma quasi dieci anni dopo la ritroviamo a cantare, nuda, in una camera d’albergo. Però questa volta è cinema d’autore: scena culto di A casa nostra, regia di Cristina Comencini. Intensa, da togliere il fiato. È il 2006, l’anno d’oro per la ragazza di Castiglione del Lago. Esce anche L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino: per la Chiatti è la consacrazione definitiva.
Prima c’era stata tanta televisione (Compagni di scuola, Un posto al sole, Don Matteo), lo spot Vodafone con Muccino, film inutili e mediocri (Mai più come prima, Passo a due). Sembrava avviata ad una carriera così così, ma i ruoli che le sono stati tagliati addosso dalla Comencini e da Sorrentino l’hanno fatta sbocciare definitivamente. Eclettica, per certi versi inafferrabile: fredda come Liv Ullman, sensuale come B.B. Anche i suoi personaggi sono doppi: Rosalba ed Elodie sono in apparenza due figure forti, sicure di sé, che giocano con la vita e con gli uomini. Ma entrambe si rivelano presto fragili, insicure. La Chiatti regge benissimo l’ambiguità, recitando sul filo di un’impassibilità sempre sul punto di crollare.
Lontana dalla frenesia recitativa di molte attrici italiane, distaccata eppure espressiva.
Di recente il critico Paolo Mereghetti le ha rimproverato di non saper scegliere tra cinema d’autore e cinema per le ragazzine: infatti la ritroviamo vicino a Scamarcio in Ho voglia di te, successone al botteghino che ha attirato gli strali della critica. «Laura è brava, bravissima – dice il giornalista del Corriere − ma deve decidersi se diventare una grande attrice recitando in grandi film, o se rimanere una delle tante recitando in pellicole mediocri». Sicuramente, però, adesso è più conosciuta: le copertine sulle riviste accanto al bel Riccardo si sprecano, il suo nome è sulla bocca di tutti.
Artista di nicchia o idolo dal grande pubblico? Laura ha 25 anni, ci sarà tempo per capirlo.
Accontentiamoci intanto di averla ospite a Verona, ad aprire Schermi d’amore, il festival del cinema melò.
Il melodramma in fondo è passione e freddezza, emotività e ambiguità: il ritratto di Laura Chiatti. Il talento c’è, la faccia anche. Resta da vedere cosa vorrà fare da grande.

Riccardo Verzè

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