qualche consiglio

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Un quantomai benvenuto periodo di febbrile inattività ha permesso al sottoscritto di concedersi numerose puntate presso le sale cinematografiche, in fortunata coincidenza con il (post) Festival di Venezia. Ecco perciò un breve elenco dei film più interessanti in circolazione, con un altrettanto breve commento.

Io non sono qui (di Todd Haynes): splendida fantabiografia di Bob Dylan. Per l’occasione il grande cantautore americano è interpretato da sei personaggi diversi – ognuno per ogni fase della sua vita – tra cui spiccano per originalità un bambinetto di colore, Richard Gere e una donna (Cate Blanchett, semplicemente fantastica). Caleidoscopico, discontinuo e intricato, ma sempre e comunque geniale come il personaggio che descrive, il film verrà forse apprezzato maggiormente da quanti abbiano una certa dimestichezza con la vita e l’arte di Dylan, ma il suo valore cinematografico rimane fuori discussione. Numerosi i rimandi alla storia della settima arte e le citazioni cinefile (Vigo, Fellini, Godard, Spike Lee…). Julianne Moore interpreta Joan Baez, mentre in una piccola parte appare Kim Gordon dei Sonic Youth.

Il vento fa il suo giro (di Giorgio Diritti): pastore francese in fuga dal mondo si traferisce con moglie e figli in un paesino dell’Occitania, regione montana situata nel sud del Piemonte. Accolto con malcelata diffidenza, dovrà fare i conti con la piccola e gretta umanità contadina del luogo. Belli i paesaggi, elegante e discreto (quasi olmiano) il tono con cui le piccole vicende sono narrate, interessanti le musiche che si rifanno alla tradizione occitana, ma ciò che veramente conta in questo film è la perfetta rappresentazione della psicologia e della morale contadina (piemontese ma non solo), fatta di piccole invidie, grandi rancori e morboso attaccamento alla “roba”. Film coraggioso e importante per il cinema italiano, si è fatto conoscere soprattutto all’estero, dove ha vinto numerosi premi in festival minori.

La ragazza del lago (di Andrea Molaioli): una giovane fanciulla uccisa, un paese dove molti hanno qualcosa da nascondere, un ispettore che cerca di individuare il colpevole. Il solito giallo? Forse sì, ma assolutamente perfetto. Perfetta l’interpretazione dei protagonisti (tra cui spicca il sempre grande Toni Servillo), perfetta l’atmosfera di sottile inquitudine che la vicenda trasmette, perfetta la tensione che porta lo spettatore a chiedersi fino agli ultimi minuti di film chi è l’assassino, perfetta la caratterizzazione dei personaggi, tutti un po’ malinconici e antieroici. Un’atmosfera alla Twin Peaks per una delle migliori pellicole italiane dell’anno, che riesce a trasformare un brutale e banale omicidio in pura poesia.

Reign over me (di Mike Binder): da qualche anno a questa parte è nato un vero e proprio genere nella cinematografia americana: i film sul post-11 settembre. Il capostipite di questo interessante filone è stato il capolavoro di Spike Lee La venticinquesima ora, pellicola che descriveva una New York triste, grigia e sostanzialmente diversa da quella che un secolo di cinema made in Usa ci aveva abituato a conoscere. La Big Apple di Reign over me – vuota, autunnale, inospitale – non è molto diversa. È in questa sorta di città fantasma che si incontrano due vecchi amici dell’università (interpretati magistralmente da Don Cheadle e Adam Sandler) da tempo lontani. Uno è depresso e asociale da quando moglie e figlie hanno perso la vita nell’attacco a Ground Zero, l’altro è insoddisfatto della sua vita e rischia di essere espulso dallo studio dentistico in cui lavora. La ritrovata amicizia li aiuterà a superare, sebbene parzialmente, le difficoltà in cui si trovano. Si tratta di un’opera imperfetta (troppo lunga, troppo parlata, talvolta inconcludente se non persino soporifera) e non sempre centrata e necessaria, ma drammaticamente sincera, ben recitata ed elegante. Bellissima la colonna sonora, che comprende tra gli altri Bruce Springsteen (il cantautore newyorkese per eccellenza, come già ci aveva insegnato La venticinquesima ora) e gli Who (Reign over me è un brano della rock opera Quadrophenia).

Alberto Gallo

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2 thoughts on “qualche consiglio

  1. Ho appena finito di vedere Reign over me, che tu consigliavi e mi ha incuriosito, e l’ho trovato bellissimo, molto umano, molto delicato, pieno di riflessioni e di immagini. Mi è piaciuto un casino!!!

    😀 😀 😀

    Fra

  2. La venticinquesima ora non è affatto un capolavoro. E’ un film piagnone e borioso con pochissimi momenti validi. Scazzuffi gli da’ un cinque e mezzo

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