i love woody

woody e scarlett

Lo scopo di queste poche righe è molto semplice: in attesa dell’uscita del nuovo – come sempre attesissimo – film di Woody Allen (Sogni e delitti, ultimo capitolo della trilogia londinese) il vostro recensore di fiducia desidera mettere le mani avanti, e dichiarare a priori il suo sconfinato amore per l’opera del regista newyorkese. Egli è per il sottoscritto un punto fermo, un’inesauribile fonte di gioia, una delle poche sicurezze in questa spesso deludente valle di lacrime (cos’avete capito! intendo la cinematografia attuale…). E badate bene a quanto appena scritto: questo è un discorso aprioristico! Ovvero: anche se Sogni e delitti dovesse risultare il film più scarso e inutile della stagione o dell’intera filmografia alleniana, per il sottoscritto nulla, proprio nulla cambierebbe. Il grande amore non segue le regole del buon senso, se c’è c’è e lì rimane.

Ciò detto, il vostro recensore di fiducia (che, chissà perchè, parla di se stesso in terza persona come il più ignorante dei calciatori, e che d’ora in poi verrà indicato con la sigla v.r.d.f.) ci terrebbe a fare un paio di considerazioni, una molto personale (cionondimeno piuttosto commovente e interessante), l’altra più generale e, sì, scientifica.

Considerazione n.1 (personale): il sottoscritto è ahimè venuto al mondo troppo tardi, perdendo in tal modo l’occasione di godersi al cinema in prima visione le opere migliori del Nostro (che a suo insindacabile avviso sono, nell’ordine: Io e Annie, Manhattan, Zelig, Crimini e misfatti e Radio days). Ciononostante da ormai nove anni (per la precisione da Accordi e disaccordi, visto al cinema Romano di Torino con i compagni di liceo) il film puntualmente annuale di Woody Allen è per lui un appuntamento fisso. Come si diceva prima: una delle poche sicurezze in questa spesso deludente valle di lacrime (cosa avete capito! Intendo la vita…). Certo, la qualità delle opere in questione è spesso altalenante, per non dire – talvolta – piuttosto deludente. Eppure non esiste film di Woody Allen che il v.r.d.f. non si sia gustato con grande piacere. Ogni sua opera ha qualcosa da dire, ogni sua singola battuta è geniale, ogni idea necessaria. Vedere un film di Mr. Königsberg è sempre e comunque un’esperienza positiva. Punto. E poi, insomma, volete mettere l’emozione, quella sorta di abitudine curiosamente ecumenica che parte dall’esclamazione “È uscito l’ultimo film di Woody Allen!”, continua con la risposta “Dobbiamo assolutamente andare a vederlo!” e finisce con un branco di cinefili più o meno improvvisati stipati in un cinema generalmente pieno a sgranocchiare pop corn e ridere a crepapelle (be’, non sempre in realtà, ma il senso è quello)? Permettetemi poi di dire che le fanciulle raramente rifiutano l’invito ad andare a vedere “l’ultimo film di Woody Allen”, magari seguìto da un bicchiere di vino rosso che fa molto intellettuale newyorkese e poi chissà. Grazie, Woody.

Considerazione n.2 (scientifica): è da qualche anno che il v.r.d.f. si trastulla con l’idea (che cede in questo preciso istante a chi abbia la voglia e il tempo e i mezzi per metterla in pratica) di compilare una tabella recante i topoi alleniani allo scopo di dimostrare – se mai ancora ce ne fosse bisogno – il genio del newyorkese, che consiste nella capacità di girare incessantemente lo stesso film senza mai – paradossalmente – ripetersi o quasi. In altre parole questa tabella dovrebbe essere strutturata nel seguente modo: in verticale i titoli dei film, in orizzontale i suddetti topoi. Ogni singolo topos presente in ogni singolo film verrà semplicemente indicato con una “x” (o, all’inglese, con una “v”). Si noterebbe in tal modo che, tanto per fare qualche esempio, il 90% dei film alleniani è commentato da musica jazz (e vabbè, questo lo sanno tutti), l’80% presenta la storia di fratelli o sorelle, l’85% si svolge a New York, il 78% comprende un omicidio e il 92% parla di tradimento coniugale. Ovviamente si tratta di cifre indicative. Obiettivo della ricerca: dimostrare quanto il genio del Nostro sappia rendere sempre originali e diverse storie che potremmo definire “archetipiche” o esemplari, parabole – ora tragiche ora leggere – delle nostre esistenze quotidiane. Grazie, Woody.

Alberto Gallo

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3 thoughts on “i love woody

  1. Il genio gatto a persona. Woody Allen è il mio più grande mito!!! Lo adoro come pochi, anzi come nessun altro e anche io non vedo letteralmente l’ora di guardare la sua ultima fatica cinematografica che sono sicura non mi deluderà affatto!

  2. condivido appieno il tuo giudizio.
    E’ incredibile come un regista dopo più di trent’anni di carriera, con una media di quasi un film all’anno, riesca quasi sempre a cogliere nel segno.
    Speriamo in quest’ultimo.
    A presto Albi

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