sweeney todd

locandina sweeney todd

No. Non ci siamo. Il fatto è che Tim Burton sembra proprio aver smarrito la via. Dopo un inizio di carriera quantomai promettente, quasi miracoloso (Edward mani di forbice, i primi due episodi della serie Batman – splendidi nel loro genere -, persino Ed Wood, semplice ma delizioso), dopo due cartoni animati che hanno fatto la storia del cinema (Nightmare before Christmas e il recente La sposa cadavere) e dopo un vero e proprio capolavoro quantomai sottovalutato (Big fish, punto più alto della carriera del Nostro), il regista californiano non ha più saputo trovare l’ispirazione e la continuità qualitativa di una volta, il genio che – al pari dei Coen e del Tarantino dei bei tempi – lo aveva distinto dalla mediocre massa dei registi della sua generazione. Sweeney Todd è la conferma di quanto già avevano fatto intuire opere inutili o sbagliate quali La fabbrica del cioccolato (anonimo remake del mitico film del ’71 con Gene Wilder), Planet of apes (che a sua volta banalizzava la visione apocalittica di Franklin J. Schaffner di quarant’anni prima) e Mars Attacks! (satira fantascientifica kitsch e un po’ sconnessa).

Innanzitutto perchè un musical – di questo si tratta – deve proporre canzoni ricche di fascino e personalità, mentre Sweeney Todd presenta piuttosto dialoghi canticchiati privi di veri ritornelli e vere idee musicali. Poi perchè la vicenda è la solita, risaputa storia di amore-morte-e-vendetta, vecchia come la latteratura e spesso riproposta in modi decisamente più inventivi. Infine perchè vanno benissimo il trash e lo splatter, ma quando sono ripetitivi e fini a se stessi non possono che annoiare: alla decima vittima sgozzata nello stesso identico modo delle altre nove che l’hanno preceduta e delle altre dieci che la seguiranno (con tanto di sangue color rosso brillante che sprizza dalla gola del malcapitato in direzione dello spettatore), il fascino del diabolico barbiere di Fleet Street subisce una decisa battuta d’arresto. Per non parlare, inoltre, dell’inutile e pacchianissima grafica computerizzata che illustra i titoli di testa e le finte panoramiche dei cieli di Londra e del finale, frettoloso e inconcludente.

È probabile che se questo film non fosse stato diretto da Tim Burton l’analisi che avete appena letto sarebbe stata diversa e forse più indulgente, ma dai grandi è lecito aspettarsi grandi cose. Grandi cose che, secondo la legge della probabilità burtoniana, dopo due film mediocri non dovrebbero farsi attendere troppo.

Alberto Gallo

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7 thoughts on “sweeney todd

  1. mmm…io gli ho dato comunque un voto altino perchè esteticamente è un film molto buono…ma manca di cuore..non pulsa a differenza di quella meraviglia di big fish..peccato.

  2. Mah, non sono d’accordo. Secondo me è un bel musical: è ben girato e gli interpreti sono bravi. L’impronta teatrale è innegabile, ma forse è per questo che a me piace e a te no: il fatto che sia costruito come un’opera di Broadway.
    Eccepisco alcune cose però: primo, gli effetti troppo plateali (per esempio il sangue); secondo, la troppa insistenza sulla carneficina (si poteva raccontare per elisione, e qui Kitano docet); terzo, la ripetizione della scena dei corpi che cadono (anche lì ne bastava uno di crani che si rompono e di scrichiolii delle ossa); quarto, ma forse è un problema che io ho particolarmente a cuore, la grafica computerizzata inutile ed esagerata delle panoramiche (ma se non ricordo male Burton gira tutto in interni, come prima di lui faceva Kubrik).
    Una nota di merito a Sacha Baron Cohen, che è il mio eroe personale da Ali G Indahouse.

  3. Io invece ho trovato questo film eccezionale, una vera e propria summa della fantasia e della visionarietà burtoniana. Non lo considero un misical vero e proprio, dato che a mio avviso le canzoni fanno da sfondo ma non sono la colonna portante della narrazione. Concordo sul Sacha Baron Cohen (che in genere odio) che interpreta un personaggio fortissimo.
    Anche i due protagonisti e i comprimari si sono mossi sulla scena con un’abilità unica.

  4. Diciamo che le mie aspettative erano modeste,e infatti il film si è rivelato piuttosto scadente: prevedibile, didascalico, a tratti persino noioso. Si salvano la recitazione di Depp e le scenografie (specie nelle scene in cui Mrs. Lovett immagina la futura vita familiare); riguardo i titoli di testa: ma perchè fare una cosa del genere??? che è successo? avevano finito i soldi?

    P.S. non c’entra nulla ma.. Persepolis è un capolavoro! voglio rivederlo!!!

    Saluti

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