persepolis

locandina persepolis

Quanta poesia, quanta grazia, quanta delicatezza in questo capolavoro a cartoni animati – tratto dall’omonimo fumetto di Marjane Satrapi – che riesce nell’ardua impresa di affrontare argomenti estremamente drammatici (la tragica situazione dell’Iran degli anni ’80 che, tra guerre civili, invasioni e dittature visse uno dei periodi più bui della sua storia) con una leggerezza e una semplicità così profonde e intelligenti da lasciare senza fiato.

Leggerezza e semplicità che trovano perfetto compimento tanto nel tratto del disegno (essenziale, bidimensionale e – salvo poche scene – in bianco e nero, eppure sempre accattivante e imprevedibile) quanto nel modo in cui le tragedie sopra menzionate vengono illustrate: come in un reportage giornalistico nulla, nemmeno gli aspetti più tragici della realtà (torture, fucilazioni, suicidi, implicazioni e responsabilità politiche), viene omesso, ma come in una favola della buona notte raccontata da una nonna amorevole alla sua nipotina, ogni avvenimento mantiene comunque un barlume di speranza, di ironia, di reversibilità, un tocco di sorpendente levità.

Ogni cosa è vista attraverso gli occhi di Marjane, bambina – poi ragazza – che, pur crescendo tra lo squallore iraniano e il non meno deludente mondo occidentale (la famiglia, moderna e democratica, la manda a studiare al liceo francese di Vienna), riesce nel tempo a mantenere un idealismo e un’autonomia di pensiero che, nonostante i non pochi momenti di crisi (dovuti non solo alla politica e alla lontananza da casa, ma anche a ben più comuni – ma non per questo meno dolorose – faccende amorose), la salvano dalle brutture del mondo.

Persepolis (titolo che rimanda alla millenaria e spesso tormentata storia dell’Iran) è – senza mezzi termini – uno dei film a cartoni animati più belli e importanti di tutti i tempi. Il fatto che abbia perso la sfida degli Oscar contro il pur divertente Ratatouille la dice lunga sullo stato di salute non solo del cinema contemporaneo, ma della nostra società.

Alberto Gallo

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