onora il padre e la madre

locandina onora il padre e la madre

Innanzitutto i nomi.

Philip Seymour Hoffman: sempre più grasso e sempre più bravo, gioca a fare il Marlon Brando se non l’Orson Welles, confermando di essere l’attore migliore della sua generazione. Marisa Tomei: spesso derisa per aver vinto un improbabile Oscar, è in realtà un’ottima e – cosa che non guasta mai – incredibilmente sexy interprete. Albert Finney: sembrava aver dato il meglio di sè nell’incredibile capolavoro burtoniano Big Fish ma qui non è da meno. Ethan Hawke: è il solito eterno bamboccione, ma il personaggio che interpreta sembra scritto apposta per lui. E, soprattutto, Sidney Lumet, splendido ottantaquattrenne che dirige con mano sicura e originale un thriller rigoroso e severo che si insinua con prepotenza nel novero delle sue opere migliori. Magari non al livello di Quel pomeriggio di un giorno da cani ma siamo da quelle parti.

A metà strada tra il capolavoro appena citato (per la sua capacità di mostrare eventi drammatici e non ordinari con un’impassibilità e un’antispettacolarità altrettanto notevoli) e l’alleniano Sogni e delitti (per le evidenti somiglianze delle rispettive vicende e per l’approccio morale, quasi da parabola biblica – in questo caso il titolo italiano non è privo di senso -, con cui le stesse vengono descritte), Onora il padre e la madre narra la storia di due fratelli che, in grave crisi economica e personale, decidono di rapinare la gioielleria degli anziani genitori. Ovviamente ogni cosa va per il verso sbagliato, e i due protagonisti e il mondo che gravita loro intorno precipitano in una spirale di crescente violenza e lucida follia.

La regia è abile nel sapersi giostrare tra piani temporali scombinati (alla Pulp Fiction, tanto per capirci), che svelano di volta in volta nuovi elementi narrativi e punti di vista differenti, e registri in perenne contrasto, capaci di alternare momenti di calma apparente ad altri di incredibile efferatezza. Memorabili, in particolare, il crescendo di violenza che tinge di rosso il finale di pellicola e lo scoppio di controllata disperazione – che ricorda molto da vicino l’analoga scena di Quarto potere – con cui Hoffman, appena abbandonato dalla moglie, mette a soqquadro il suo appartamento.

Una delle opere migliori dell’anno.

Alberto Gallo

Ps: durante la scena della rapina Ethan Hawke è conciato esattamente come Vic Colfari nel video di Sabotage dei Beastie Boys (colpo di genio diretto nientemeno che da Spike Jonze): citazione o semplice casualità?

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2 thoughts on “onora il padre e la madre

  1. Estremamente d’accordo su tutto. Un cinema che mostra la crudeltà umana e la scomparsa di alcuni dei valori più importanti, soprattutto in America. Grandissimo Lumet e straordinari gli interpreti. Da non perdere assolutamente.

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