tutta la vita davanti

locandina tutta la vita davanti

L’ultima pellicola di Paolo Virzì è una cosa meravigliosa! Perchè fa ridere e piangere e incazzare e sperare con una semplicità e un’onestà quasi disarmanti. Perchè è volgare, spietata e grottesca come il mondo che descrive. Perchè ognuno si può rispecchiare nella triste condizione dei suoi personaggi, buttati a casaccio in una società crudele e turbocapitalistica che ti usa e ti getta come un fazzolettino di carta. Perchè l’attrice che è stata scelta come protagonista è una ragazza stupenda, con un viso intelligente e sofisticato e un vero talento nella recitazione. Perchè è raro trovarsi di fronte a film che abbiano qualcosa da dire e sappiano farlo in modo originale e attuale, senza inutili moralismi o patetismi o intellettualismi.

Storie di ordinario precariato e quotidiana solitudine: Marta (Isabella Ragonese), ragazza allegra, colta e intelligente, è in crisi per tre motivi: 1) perchè non ama più il suo ragazzo che è in America; 2) perchè sua mamma sta morendo di tumore; 3) perchè nonostante si sia appena laureata a pieni voti di fronte a una commissione di novantenni rincoglioniti non riesce a trovare un impiego decente. Perciò finisce a lavorare part time in un call center (la peste del XXI secolo) e ad accudire una povera bambina figlia di madre tanto bella quanto stupida e irresponsabile (Micaela Ramazzotti). Dapprima tutto sembra andare per il meglio – il lavoro procede alla grande, Marta si invaghisce di un giovane sindacalista (Valerio Mastandrea), i capi (Sabrina Ferilli e Massimo Ghini) sono entusiasti di lei e le colleghe sembrano essere tutte ottime persone, sebbene un po’ ignoranti e malate di Grande Fratello -, ma nel giro di poche settimane il sistema e la fauna che lo popola gettano improvvisamente e violentemente la maschera, mostrando tutto il marcio che li consuma: invidie, ipocrisia, solitudine, arrivismo… Marta non sa più che pesci pigliare.

Ma per fortuna la soluzione è a portata… ah no, questo è un altro film.

Già, perchè come nella realtà in Tutta la vita davanti (titolo che a fine proiezione suona più che altro come una minaccia) non c’è soluzione, non c’è happy ending, non c’è modo di risolvere una volta per tutte i mille problemi che l’esistenza quotidianamente pone. L’unica scelta possibile è continuare a vivere. Ed è ciò che fanno i personaggi di questo film, insieme intorno a un tavolo – scena finale “non finita” di incredibile dolcezza -, tre generazioni di donne unite dagli stessi sentimenti di speranza e solitudine, povertà e voglia di vivere, gioia e quieta disperazione.

Tutta la vita davanti non è solo il capolavoro di Paolo Virzì, ma anche e soprattutto una delle migliori pellicole italiane dell’anno. Farà epoca.

Alberto Gallo

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16 thoughts on “tutta la vita davanti

  1. pensavo non ti sarebbe piaciuto..insomma, per via dei molti stereotipi (in questo caso efficacissimi, secondo me) e del finale un po’ melenso a tavola dalla nonnina.. comunque anch’io l’ho trovato bellissimo! al cinema mi ero perfino commossa..

  2. Il finale è bellissimo: a me ha fatto commuovere parecchio, con il “crollo” finale totale e liberatorio della protagonista, che tra l’altro è una gnocca pazzesca!

    Meglio secondo me anche della Ramazzotti, pure con la sua scena di nudo che ha fatto il giro di Youtube e del mondo.

    Comunque, finalmente un’altro film che riusciamo a vedere assieme! Concordo con la critica, è piaciuto anche a me…

  3. Sono uscito dal cinema con un misto di incazzatura e soddisfazione.Incazzato per quello che il film racconta , che più o meno viviamo sulla nostra pelle tutti i giorni, nel paese di merda in cui abbiamo la sfiga di vivere. Soddisfatto perchè finalmente ho visto un film italiano diverso da quegli schifi mucciniani che attualmente proliferano.Forse in quest’italia del cazzo c’è ancora qualcuno che il cinema lo sa fare.Per fortuna

    PS: concordo sulla gnoccaggine della protagonista:-)

  4. A me ha fatto mancare l’aria per dieci minuti buoni, dopo la fine.
    Però devo concordare con quello che ha detto il mio coinquilino: Virzì è un ottimo narratore, è anche piuttosto coraggioso nel dire le cose che ha veramente senso dire e io ho molto apprezzato la scelte di esasperare i tipi umani (che poi, io, di gente come i personaggi della Ferilli, di Ghini, o delle telefoniste, in giro ne ho vista eccome); tuttavia non è un vero regista, non ti offre una ricerca particolare sull’immagine, non te ne offre di forti (se non la bella trovata iniziale con la musica, che promette bene ma non mantiene)…sembra piuttosto uno che nel cinema ha trovato un buon mezzo per esprimersi.

    Cmq sicuramente il miglior film italiano che io abbia visto quest’anno, meglio anche della Ragazza del Lago.

    E in tutto questo si apre una caccia. Tolti i film in costume (in cui includo Nuovomondo, che peraltro non ho ancora visto mannaggia a me), e tolto Il Caimano che è piuttosto intellettualoide, che altri film italiani si può dire che raccontino così onestamente schiettamente e duramente l’attualità, negli ultimi anni?

    Io sono ignorante in materia, ho tirato fuori La Scuola ma non si parla di ultimi anni, si parla di un decennio fa.

    Voi che cosa proponete?
    Via al televoto.

    p.s.: e ricordate che siete persone speciali.

  5. in effetti non me ne vengono in mente molti… chi è che parla dell’italia di oggi? muccino, lo stesso virzì con “caterina va in città”, marco tullio giordana (la fine de “la meglio gioventù”, “quando sei nato non puoi più nasconderti)… sorrentino… boh, pochi nomi sparsi…
    ci penserò…
    alberto

  6. a me invece “Tutta la vita davanti” non è piaciuto granchè; della protagonista ho letto che ne sei rimasto entusiasta..penso invece che sia proprio l’inizio da cui sarebbe dovuta partire un bel racconto, che invece per me non è mai iniziato sul serio. Penso che se fossi stata io la responsabile del casting avrei pensato a una ragazza come lei quale stereotipo per la parte, e dunque non la avrei scelta. E’ piovere nel bagnato, è scegliere la strada più facile. Riprodurre uno spaccato di vita, denunciare la precarietà del lavoro con elementi così semplici e scontati è soltanto una testimonianza molto realistica dell’Italia di oggi. Ma con il cinema si può fare di più. Ho trovato che “Caterina va in città” o “La prima cosa bella” abbiano quel qualcosa in più, senza necessariamente proporre un cammino introspettivo . La riproduzione a livello ovviamente basso e realistico di parte della problematica italiana è già data da “Cado dalle nubi” di Checco Zalone. Diciamo che da un regista del calibro di Virzì mi sarei aspettata molto di più.
    Nuove proposte nella realtà, o evidenziare la realtà per spunti di riflessione sono il compito di un gran regista, e non realizzare perfette riproduzioni..queste ultime sono soltanto il triste compito degli storici.
    Con ciò non critico ciò che hai scritto, ma nonostante ho ancora gran parte della vita davanti =), spero di continuare a vedere film migliori di questo!

    Lyla

    1. be’ quello lo spero anch’io in realtà!
      per quanto riguarda questo flm diciamo che è una di quelle classiche opere che hanno toccato le mie corde sensibili, e forse è per quello mi è piaciuto così tanto. concordo sul fatto che “la prima cosa bella” sia un ottimo film, mentre “caterina va in città” non l’ho ancora visto, ma considerata la mia recente passione per virzì mi sa che rimedierò..
      ciao!
      alberto

  7. L’ingenuità della protagonista è qualcosa di indescrivibilmente tenero, e il cast è eccellente..

    Tra l’altro, in momento Virzì, “L’ESTATE DEL MIO PRIMO BACIO” è anche assolutamente da guardare.
    Virzì è un genio nella cura di questi personaggi..

    Aspetto le tue prossime recensioni!!

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