be kind rewind

locandina be kind rewind

Be kind rewind è il nome di un piccolo e disastratissimo videonoleggio di Passaic, cittadina del New Jersey in cui – vuole la leggenda – è nato e vissuto Fats Waller, mitico pianista jazz. Il negozio è gestito da Mr. Fletcher, un vecchietto povero e un po’ rimbambito, aiutato da Jerry e Mike, due giovani che non fanno della scaltrezza il loro punto di forza. Un giorno Mr. Fletcher parte per un lungo e misterioso viaggio, lasciando ai due ragazzi la gestione dell’attività. In meno di ventiquattr’ore – complice il fallito tentativo di boicottaggio di una centrale elettrica – Jerry e Mike riescono nella missione impossibile di smagnetizzare tutte le videocassette in noleggio, rendendole inutilizzabili e rischiando di mandare in rovina il negozio.
Che fare? Niente di più semplice: telecamera alla mano i due idioti si mettono a ridirigere i film cancellati, cercando di spacciarli per gli originali. Ovviamente nessuno ci casca, eppure le nuove versioni di classici (più o meno) intramontabili quali 2001:odissea nello spazio, Ghostbusters e Robocop ottengono un grande successo, permettendo a Mr. Fletcher di raggranellare i soldi necessari per la ristrutturazione del negozio.
Fino al momento in cui gli avvocati delle major hollywoodiane non si accorgono dell’inganno…

Trashissimo colpo di genio o cretinata di dimensioni colossali? Forse entrambe le cose, o nessuna delle due. Il fatto è questo: laddove il regista Michel Gondry ha sempre fatto dell’apparente semplicità delle sue (in realtà complicatissime e geniali) invenzioni il suo punto di forza, in Be kind rewind l’autore francese ha deciso di regredire al livello zero della cinematografia, il livello amatoriale di chi prende in mano per la prima volta una telecamera da quattro soldi per farne un’improbabile opera filmica. Già, perchè i remake di Jerry e Mike (interpretati da Jack Black e Mos Def) non sono i piccoli capolavori di inventività naïf cui Gondry ci aveva abituato nei suoi film precedenti, bensì vere e proprie improvvisatissime cazzate amatoriali: se in passato il regista aveva sempre puntato sulla sua enorme abilità tecnica al fine di creare inediti mondi onirici e poetici, in questo caso ha scelto di dedicarsi al puro divertimento (per non dire cazzeggio), mostrando la settima arte nella sua forma più “bassa” e popolare. Ciò che ne risulta è un esilarante pastrocchio cinefilo (condito da una certa malinconia per il vecchio supporto in vhs) ora molto stupido ora decisamente commovente (come nel finale dedicato a Fats Waller), ora superfluo ora grottescamente geniale.

Be kind rewind è forse l’opera meno necessaria e riuscita del regista francese (il cui capolavoro rimane l’imperdibile Eternal sunshine of a spotless mind), eppure il modo in cui riesce a esprimere passione per il cinema (e per il fare cinema) è tanto semplice, sincero e disarmante da risultare impossibile da non amare. L’universo poetico e bislacco di Gondry si arricchisce di un altro (tutto sommato) indispensabile tassello.

Alberto Gallo

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4 thoughts on “be kind rewind

  1. D’accordo.
    Però ci tengo a sottolineare il finale davvero commuovente.
    Chi non secerne la lacrimuccia quando lo zoom si allarga sulla via ha capito solo metà film. Ed è, come dicevano i poeti, un “incistato”.

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