indiana jones e il regno del teschio di cristallo

locandina indiana jones e il regno del teschio di cristallo

Quando uscì Indiana Jones e l’ultima crociata, terzo e fino a pochi mesi fa ultimo episodio della saga dell’archeologo più figo del mondo, era il 1990. Avevo sette anni, e al cinema – il Lux di Torino, che ora non esiste più – ci andai con mio papà. Sono passati diciotto anni (diciotto! Sono davvero così vecchio da avere ricordi risalenti a diciotto anni fa?), e a vedere Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo ci sono ancora andato – nel segno di una malinconica continuità – con il mio ormai vecchissimo genitore (dai quarant’anni in su sono tutti vecchissimi, giusto?).

Mi sono un po’ sentito come Bart Simpson quando, adulto, va a vedere il film di Grattachecca e Fichetto con suo padre Homer. Nonostante io non sia ancora giudice della corte suprema degli Stati Uniti e nonostante mio papà non sia stupido e calvo come Homer.

Tutto ciò solo per dire quanto il sottoscritto abbia atteso, nel corso di questi tre lunghissimi lustri, la spesso annunciata e altrettanto spesso rimandata quarta puntata della serie di Indiana Jones: un mito dell’infanzia al pari di Marty McFly, Roby Baggio, Luke Skywalker e Paperino (per non parlare dei già citati Simpson, che però sono arrivati qualche anno dopo), un esempio da seguire per la sua intraprendenza così colta e trasandata, un modello di coolness e spiritualità da fumetto, un eroe fallibile ma al contempo indistruttibile.

Difficilmente Il regno del teschio di cristallo avrebbe potuto non deludermi: troppe le aspettative, troppo diverso il cinema di oggi dal cinema di allora, troppo cambiati i miei gusti cinematografici per accettare a scatola chiusa, come tanti anni fa, improbabili vicende a metà strada tra archeologia e fantascienza.

E infatti in parte mi ha deluso.

Diretto ancora da Steven Spielberg, musicato ancora da John Williams e interpretato ancora da Harrison Ford, Il regno del teschio di cristallo abbandona la spiritualità pseudocristianogiudaica che aveva reso affascinanti I predatori dell’arca perduta e L’ultima crociata per recarsi dalle parti più smaccatamente fantastiche e fantascientifiche del decisamente meno memorabile Tempio maledetto.

La vicenda, piuttosto intricata, si sviluppa intorno alla leggenda precolombiana dei teschi di cristallo, oggetti del desiderio tanto del dottor Jones quanto dei cattivissimi comunisti russi, capeggiati dalla splendida Cate Blanchett: siamo negli anni ’50, i nazisti non esistono più, e l’America maccartista ha scelto l’Urss come nemico supremo e capro espiatorio di ogni male.

Tra citazioni cinefile (Gioventù bruciata, Il selvaggio, Aguirre furore di dio, lo stesso Spielberg di Incontri ravvicinati del terzo tipo), rimandi agli episodi precedenti (Indy – che sulla scrivania del suo studio tiene le foto del padre Henry e di Marcus Brody – è nuovamente affiancato dalla vecchia fiamma Marion Ravenwood, e a inizio pellicola si scorge persino l’Arca dell’alleanza!) e tentativi poco originali di introdurre nella saga elementi di novità (l’archeologo scopre di avere un figlio), Il regno del teschio di cristallo fa della regia il suo principale punto di forza: la telecamera vola su immagini di grande potenza evocativa, rendendo indimenticabili le lunghissime e numerose scene d’azione che sono in fin dei conti la spina dorsale della pellicola – spesso incapace di lasciare il segno con le parole.

Nonostante qualche piccola caduta di stile (le marmotte computerizzate del deserto, gli alieni del finale), Il regno del tempio di cristallo è in definitiva e semplicemente un buon film d’azione, più simile alla Mummia che a un’opera d’autore: forse era lecito aspettarsi di meglio, ma come malinconico e disimpegnato tuffo nel passato è già più che sufficiente.

Alberto Gallo

Annunci

5 thoughts on “indiana jones e il regno del teschio di cristallo

  1. Che schifo. L’ho visto in dvd qualche sera fa. Non so che altro dire. Che schifo. Esplosioni nucleari, russi, guerra fredda, maya, matrix, e ovviamente (ma Spielberg è stato rapito da un ufo da giovane???) GLI ALIENI!!!! Cristo quanto ha rotto le balle Spielberg con sti ometti del caspio: mi stupisce che non li abbia

    Formiche carnivore che ti mangiano vivo??? Tre cascate di centinaia di metri nel cuore del centro america (a cui si sopravvive nel balzo con nonchalce)??? Combattimenti a fil di spada sul cofano di una jeep che, invece che alla foresta pluviale, sembra sfrecciare in autostrada sempre dritta e senza sobbalzi.

    MA chi è che ha scritto la sceneggiatura? Topolino??

    E il matrimonio finale poi? Ma c’è niente di peggio epr un fan di Indy?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...