a new dawn

obama

Cosa c’entra Barack Obama con il cinema?

Niente, a parte il fatto che il nuovo presidente degli Stati Uniti assomiglia vagamente a Will Smith.

Ieri, però, quando i tg nazionali hanno dato notizia dello storico risultato elettorale, la mia mente è volata indietro al 1998. Dieci anni fa. All’epoca avevo 15 anni, frequentavo il liceo, e tra noi giovani stupidotti ancora inconsapevoli di cosa fosse il grande cinema fece scalpore l’uscita di un film catastrofico che si preannunciava ricco di meravigliosi effetti speciali.

Si trattava di Deep impact.

Come forse ricorderete, il presidente americano (figura che in un kolossal catastrofista non può mancare) era interpretato dall’attore afroamericano Morgan Freeman. All’epoca la scelta fu accolta con sufficienza, per non dire con ilarità: “Quando mai un nero potrà diventare presidente degli Usa? Ci vorranno almeno cinquant’anni!”

E invece…

Ogni tanto il cinema ci azzecca. E ogni tanto il mondo riserva qualche bella sorpresa.

Vi lascio con questa frase di un (altro) grande americano, che mi sembra adattarsi alla perfezione al nuovo contesto:

L’orrore, per quanto grande, non è stato universale. Ci sono stati i corrotti e ci sono stati gli incorruttibili. Ci sono state allucinazioni e ci sono stati miracoli. Si sono dette enormi menzogne, ma ci sono stati uomini decisi a smascherarle. E’ uno stato d’animo, e non un giudizio, l’affermare che ciò che è vero di alcuni non possa esser vero di un numero maggiore o sufficiente di uomini. Si può disperare di quello che non è mai stato; si può disperare di poter avere tre teste. Ma non si può disperare delle possibilità che potrebbero esistere grazie a una qualsiasi delle qualità umane già manifestate da esseri umani. E se in mezzo a tutti i mali di questo decennio non abbiamo visto uomini e donne, né conosciuto momenti che vorremmo veder moltiplicati, nemmeno il Signore ci può aiutare. (Walter Lippmann, L’opinione pubblica, 1922)

Alberto Gallo

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4 thoughts on “a new dawn

  1. che bello questo articolo. ma chi è il lettore indignato del post successivo? ha dimenticato di firmarsi con l’ormai universale simbolo di indignazione: x-(

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