come dio comanda

locandina come dio comanda

Cinque anni dopo Io non ho paura, il più sopravvalutato dei nostri registi, Gabriele Salvatores, torna a cercare ispirazione nell’opera del più sopravvalutato dei nostri romanzieri, Niccolò Ammaniti. Ma se il film del 2003 era, se non un capolavoro tout court, sicuramente la migliore pellicola del cineasta napoletano, Come dio comanda non riesce a emergere dalla mediocrità che spesso contraddistingue i film di Salvatores.

Questo perché, al di là di una ricerca spesso fine a se stessa della bellezza estetica dell’immagine e di una recitazione manierata e poco convincente (mi riferisco soprattutto a Elio Germano nella parte del minus habens: perché i registi “importanti” ancora lo fanno recitare? Quando si accorgeranno che è un incapace?), il grande difetto di Come dio comanda è l’assoluta superficialità nella costruzione dei personaggi: il fatto che padre e figlio siano due squallidi neonazisti potrebbe dare vita a una serie potenzialmente infinita di interessanti conseguenze, tanto parlate quanto agite, mentre (lasciando da parte l’ambigua indulgenza morale nei loro confronti: non c’è traccia di condanna del pensiero fascista) tutto si riduce a un tema in classe e una croce celtica tatuata sul braccio di papà. E nemmeno si capisce bene la connessione logica tra la questione politico-sociale e l’elemento narrativo centrale del racconto, ovvero lo stupro della ragazzina.

Un film freddo, prevedibile e poco convincente, che tristemente si candida a essere una delle migliori produzioni italiane della stagione cinematografica appena iniziata.

Alberto Gallo

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2 thoughts on “come dio comanda

  1. Gabriele Salvatores è una persona estremamente complessa ( non complicata ), ricco, creativo, mai banale.
    Di lui mi ha incuriosito sempre una cosa: il rapporto che ha con la luce.

    Infatti dai primi agli ultimi film c’è un andamento ciclico della solarità.

    I primi film, vere e proprie perle, ( Mediterraneo, Puerto Escondito, Sud ,Marrakech Espress ..) sono dominati da una luminosità quasi accecante .

    Poi è arrivato Nirvana dove l’oscurità fredda tende a prevalere sulla luminosità e così Denti ( film che pochi hanno visto e che può capire fino in fondo solo chi ha appunto problemi di denti..) dove dominano scene buie ed inquietanti.
    Luminosità che ricompare a tratti in “Io non ho paura” ed in “ Come Dio comanda”.
    E’ un andamento ciclico…etc.
    Così iniziavo a scrivere su questo film che invece ho trovato ben fatto e ben recitato con valenze socio politiche espresse attraverso una storia antica etc..
    Scusami per la lunghezza del commento..ed infatti mi fermo pur dovendo dire altre cose.
    Ciao a presto

    1. ciao!
      sono d’accordo sul fatto che i primi film di salvatores non siano male, e anche “io non ho paura”, ma gli ultimi due (questo e “happy family”) sono, come dire, veramente superficiali, buttati lì.
      sulla questione luce-oscurità in effetti non ci avevo mai fatto caso, e “denti” sono uno dei tanti che non l’ha visto, anche se mi sembra interessante.
      grazie, a presto!
      alberto

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