religiolus

locandina religiolus

Il messaggio di questo documentario di stampo ridanciano é molto semplice: le religioni (tutte) sono invenzioni stupide, ridicole e pericolose. E il dramma é che molto spesso lo spettatore non può che essere d’accordo con questo punto di vista: come non sbellicarsi di fronte alle teorie degli “ebrei per Gesù”, al “museo del creazionismo” e a grassi americani che versano calde lacrime assistendo a una ricostruzione kitsch della via crucis? Per non parlare dei mormoni, di chi interpreta Bibbia e Corano alla lettera e di chi fonda religioni basate sull’uso di sostanze stupefacenti. Cazzate, nient’altro che semplici cazzate. Semplici e pericolose, considerato l’assurdo numero di vite umane spazzato via dalla faccia della terra in nome della fede da qualche millennio a questa parte.

E fin qui siamo tutti d’accordo.

Il fatto, però, é che il film in questione (diretto da Larry Charles, già autore del pessimo Borat), propone uno scambio tra le certezze della fede e le certezze dell’ateismo: nonostante i buoni propositi, insomma, nei ragionamenti di Religiolus non c’é spazio per il sacro (ehm…) dubbio, vera ricchezza dell’animo umano.
Senza pretese di completezza scientifica nè statistica, il documentario propone una serie di ridicole stupidaggini cristiano-giudaiche (sull’Islam – saggiamente – non si insiste più di tanto) che, sebbene divertenti, lasciano il tempo che trovano. Per non parlare dell’approccio metodologico quantomai scorretto: come si può pretendere di confutare le credenze religiose con le armi della ragione, della storia e della scienza? La fede, per definizione, è – come l’amore – un sentimento irrazionale, non spiegabile nè giustificabile. Se i poveri pazzi intervistati da Larry Charles fossero stati un po’ più accorti, e alle incalzanti domande poste dall’autore attraverso la faccia da schiaffi del comico Bill Maher avessero risposto semplicemente “questo é ciò in cui credo, non devo rendere conto a nessuno”, il film non sarebbe mai esistito. E le grandi religioni monoteiste si sarebbero risparmiate l’ennesima figuraccia.

Religiolus é una pellicola divertente ma niente di più, esteticamente povera e che – alla maniera di Michael Moore – paga il prezzo di partire da una conclusione invece di giungervi attraverso un discorso ragionato. L’ennesima dimostrazione del fatto che fare film (o scrivere libri o comporre canzoni) contro qualcosa non é mai una buona idea. Rimane comunque il fatto che sarebbe estremamente interessante gustarsi questo documentario accanto ad uno dei tanti fanatici cattolici che ammorbano il nostro povero Paese.

Alberto Gallo

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