the reader

locandina the reader

Solo due parole per esprimere la mia delusione, chè su questo film non c’é poi molto da dire: dal regista del magnifico The hours (Stephen Daldry) e da attori del calibro di Kate Winslet e Ralph Fiennes era lecito aspettarsi molto di più.

The reader, storia di un’ex guardia nazista che negli anni ’50 instaura una relazione con un quindicenne e che alcuni anni dopo viene processata per l’omicidio di 300 persone, é un film patetico, prevedibile e ricco di incongruenze, il cui difetto maggiore sta nello scadere troppo spesso nella comicità involontaria.
Un argomento “pesante” come l’eredità del nazismo avrebbe potuto dar vita a una serie di situazioni e considerazioni interessanti, mentre tutto si riduce all’illustrazione – già vista mille volte – di una liaison dangereuse tra una donna matura e un ragazzino – un po’ la versione triste del Laureato. La seconda parte del film si concentra invece sullo svolgimento di un processo quantomeno improbabile.

Tutto é impacchettato alla perfezione o quasi (dopotutto stiamo parlando di un film hollywoodiano), ma ciò che manca é l’anima.

La Winslet comunque se la cava egregiamente, e l’Oscar come migliore attrice protagonista non l’ha certo rubato.

Alberto Gallo

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6 thoughts on “the reader

  1. Io non sarei così categorica, a me tutto è parso fuorchè ridicolo e tra l’altro mi ha offerto degli ottimi spunti di riflessione: l’iniziazione sessuale per un uomo, la forza di un evento drastico che può cambiare totalmente il proprio modo di rapportarsi con gli altri (vedasi il rapporto del protagonista con le donne, l’ex moglie, la figlia, le amanti, ecc…) e soprattutto il grande senso di colpa di una generazione (quella post-nazista) nei confronti di un grande orrore quale fu l’Olocausto (impersonata alla perfezione dal collega di studi di Michael, che indignato si rivolge al professoere e ai suoi compagni).
    Tutto sommato a me è parso un buon film se consideriamo anche che è recitato ottimamente, ben fotografato e musicato e anche elegantemente girato.

  2. non so…
    sicuramente gli intenti erano quelli che indichi tu (l’iniziazione sessuale per un uomo, la forza di un evento drastico che può cambiare il proprio modo di rapportarsi con gli altri e il senso di colpa di una generazione), quanto ai risultati…
    ci sono opere che da partendo questi presupposti sono arrivate molto oltre.
    sono d’accordo sull’eleganza, dalle musiche invece, memore del philip glass di “the hours” (una delle colonne sonore più belle di sempre, secondo me), mi aspettavo di più.
    alberto

  3. Ciao Albe, come va? Ti mando un saluto da Milano, dove per la prima volta da quando sono qui si vede finalmente il cielo azzurro!

    Un weekend di questi pensavo anche di fare un salto a Torino a trovarti, se ti andava. Magari ne approfittavo per fare una gitarella culturale con la morosa…

    Domandina cinefila: quand’é che recensisci “Watchmen”? Mi tentava, ma prima volevo vedere l’opinione dell'(ex) critico ufficiale del master… 🙂

    Attendo news!

    A presto!

    Gig:)

  4. “watchmen” forse vado a vederlo stasera stessa!
    ti farò sapere…
    per la gita a torino sarò felice di farti fare una visita guidata alle bellezze della città. gratuita, visto che sei tu. 😉
    dài, ti aspetto!
    alberto

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