terminator salvation

locandina terminator salvation

Lasciamo perdere la trama, che è la cosa più superflua di tutto il film. E che, se proprio vi interessa, può essere riassunta in tre parole: uomini contro macchine.
Lasciamo perdere anche gli attori (sì, ok, c’è Christian Bale che è pure bravino come sempre, ma non conta), la regia (il film è diretto dal mitico McG! Ma come non sapete chi è? Quello delle Charlie’s Angels!), le musiche (musiche? C’erano delle musiche?) e ogni altra cosa.
Lasciamo perdere tutto insomma, e concentriamoci su ciò che davvero conta in Terminator salvation, quarto episodio della saga che fu di James Cameron: le vibrazioni che idromassaggiano il deretano dello spettatore che ha avuto il buon senso di non scaricare il film e andarselo a vedere al cinema. In media un’esplosione ogni quattro minuti: meglio che andare in palestra.

Perché il fatto è questo: visto su un megaschermo panoramico con un buon impianto Dolby, la pellicola in questione è davvero una… ehm… bomba. Effetti speciali da capogiro, macchine sempre più grandi e più cattive, effetti sonori che sembra di essere in guerra più che in una sala cinematografica, scoppi improvvisi, proiettili che sibilano, inseguimenti mozzafiato.
Un riuscitissimo e appassionante videogioco, insomma.
Per il resto poco o niente. Ma d’altronde cosa vi aspettavate da un Terminator?

Alberto Gallo

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