coraline

locandina coraline

Ormai è una regola non scritta: da circa un decennio a questa parte, con cadenza quasi annuale, esce nelle sale cinematografiche un cartone animato sorprendente capace di cambiare le carte in tavola. E non si tratta – soltanto – di pura tecnica, di disegni sempre più perfetti, di paesaggi sempre più realistici: con la tecnologia evolvono anche le storie, che si fanno sempre più adulte e universali, i personaggi, sempre più umani, i messaggi, sempre più profondi. Pur rimanendo, i cartoni animati, opere d’arte capaci di sorprendere anche e soprattutto i bambini e la loro ingenuità.

All’inizio fu il geniale Nightmare before Christmas, girato con la tecnica della stop-motion. Poi, con Shrek e Alla ricerca di Nemo, la rivoluzione digitale raggiunse il suo punto più elevato. Ma, fuori dai confini americani, arrivarono anche capolavori “artigianali” come La città incantata, Appuntamento a Belleville e Persepolis. Per non parlare dell’Era glaciale e della Sposa cadavere di Tim Burton.

Con Coraline, diretto proprio da Henry Selick, regista di Nightmare before Christmas, l’arte del cartone animato raggiunge un nuovo traguardo, questa volta a tre dimensioni: grazie a una tecnica innovativa (sebbene alcuni tentativi in 3D avessero già visto la luce molti decenni orsono) e un paio di speciali lenti da sole, il disegno buca lo schermo invadendo il pubblico del cinema, entusiasta di avere la sensazione di fare quasi parte della storia.
Ecco, appunto, la storia: lungi dall’accontentarsi di lasciare il pubblico a bocca aperta con tecniche digitali di prima categoria, i creatori di questo splendido film hanno estratto dal cilindro una favola nera (a tratti quasi horror) davvero memorabile, che vede protagonista una bambina un po’ triste (Coraline, appunto), una casa stregata e un mondo parallelo in cui niente è come sembra. Con un messaggio finale classico ma sempre efficace: la famiglia conta più di ogni altra cosa.

Un film da non perdere, anche se avete più di dodici anni.

Alberto Gallo

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6 thoughts on “coraline

  1. D’accordissimo, non solo tecnica ma anche anima e cuore. Una storia che ti prende e ti trasmette moltissimo, aiutata anche, bisogna dirlo, da una serie di caratteristiche spettacolari come appunto il 3d, ma anche la fotografia coloratissima e la funzionalissima regia. Gran bella sorpresa, non c’è che dire.

  2. dico solo due cose:
    “computer grafica” e “punta-e-clicca”.
    L’ho visto da poco e mi è piaciuto davvero molto (forse un po’ lento).
    La tecnica 3d rende a pieno il senso del concetto di “intrattenimento”, ma la settima arte sopravviverebbe anche senza. Tutto molto bello, anche le musiche.

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