videocracy

locandina videocracy

Videocracy è un documentario sulla televisione italiana, sulla “rivoluzione culturale” del trentennio berlusconiano. E non si tratta di un bel film: immagini piuttosto banali, tanto repertorio alla Blob, un montaggio confusionario, una voce narrante fastidiosamente non professionale, tante cose già viste e già sentite. Non siamo di fronte alla spigliata brillantezza di un Michael Moore o a un’idea originale alla Super size me. Prodotto in Svezia per un pubblico prevalentemente non italiano ancora in grado di stupirsi di fronte a Mara Carfagna che da valletta diventa ministro, agli occhi ormai disillusi di noi abitanti di quello che fu un Belpaese dice poco o niente.

Questo, più o meno, per la prima mezz’ora di pellicola. Poi le cose cominciano a farsi davvero inquietanti.

Siamo in Sardegna, presumibilmente l’estate scorsa. Una specie di eunuco catatonico vestito interamente di bianco e circondato da ragazzotti abbronzati a torso nudo, tira fuori il suo cellulare e, dichiarandosi candidamente “mussoliniano”, mostra alla telecamera una serie di video inneggianti al fascismo e al nazismo, con tanto di svastiche e braccia tese. Questo sinistro personaggio risponde al nome di Lele Mora. E’ un potente “talent scout” televisivo, amico intimo del nostro presidente del consiglio.

La seconda mazzata arriva pochi minuti dopo, assumendo stavolta le sembianze di un orrido palestrato (il cui stile, tanto nel modo di vestire quanto nell’unta pettinatura e nel modo di parlare l’inglese, ricorda quello di un mafioso italoamericano) di nome Fabrizio Corona. Professione: ricattatore. Fotografa i personaggi della tv in atteggiamenti compromettenti per poi rivendere a loro stessi le immagini con la promessa di non pubblicarle. Questo avanzo di galera (nel vero senso della parola: si è fatto 80 giorni di prigione per lo scandalo “vallettopoli”), incapace di mettere insieme due parole in italiano, guadagna 10mila euro per stare un’ora in discoteca a farsi fotografare insieme a mentecatti che sognano di diventare come lui.

Mi limito a citare questi due esempi per rispetto nei confronti di anziani, bambini e deboli di cuore.

Questo, cari lettori, è il nostro paese.

Alberto Gallo

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7 thoughts on “videocracy

  1. il mio preferito rimane il talento mezzo van damme e mezzo ricky martin.
    perché, si sa, van damme non può fare il cantante, e ricky martin non può fare arti marziali

  2. Lele Mora che sorride con quell’espressione falsa sembra il nano di Lost Highway (provare per credere http://media.photobucket.com/image/lost%20highway/ericrider/LostHighwayBlake.jpg ) e “orrido” non è la definizione che userei per fabrizio corona (certo, usando un’espressione veneta riferita alle donne: “basta che el tasa”).

    Detto questo, fa veramente impressione vedere sintetizzati gli ultimi 30 anniin un unico documentario e incarnati in un personaggio come Ricky. Chissá quanto tempo ci vorrà per ritornare un po’ in qua.

    E mi hanno fatto impressione le ultime inquadrature, dove veramente Berlusconi viene ritratto per quello che è: un vecchio (sembra anche un po’ rimbambito), spaesato, circondato da chi lo sorregge e chi gli dice chi salutare. Il re è nudo.

  3. non lo so, non sono tanto convinto della tesi “il re è nudo”, che pure in questi ultimi mesi è molto accreditata…
    per quanto mi riguarda il potere di berlusconi è ancora assoluto – guarda cos’ha fatto con porta a porta e con la conseguente manifestazione per la libertà di stampa – e il popolo bue ancora lo ama…
    ma cosa vuol dire “basta che el tasa”?!?
    😮
    alberto

  4. Hai capito benissimo… 🙂

    In Veneto c’è un detto sulla donna che uno dovrebbe sposare, che deve avere 3 caratteristiche: che a piasa (=che piaccia, quindi bella), che a tasa (=che stia zitta) e che a staga casa (=che se ne stia a casa e non in giro a dare scandalo).

    Invece io credo che gli attacchi di berlusconi siano così forti perchè si sente minacciato. Certo, non dagli italiani, dalla stampa o dalla sinistra, né tantomeno dal vaticano. Bisogna guardare alle notizie che qui vengono date come “di contorno”:

    a) berlusconi a colloquio con montezemolo dopo che la fiat che perde due importanti fusioni (btw, a perorare la causa fiat non c’era berlusconi, mentre c’era la merkel)
    b) la stampa estera
    c) europa: da più parti dicono che berlusconi è pericoloso per tutta europa (leggi ci discredita)
    d) obama e la sua preoccupazione sull’approvvigionamento energetico dell’italia (letti: gheddafi ci sta sul cazzo, non e’ una buona compagnia)
    e) i processi all’estero (mica come qua), perfino in tailandia hanno trovato tracce del suo amico Agrama

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