inglourious basterds

locandina inglorious basterds

Avvertenza: la sceneggiatura di questo film è un frullato poliglotta che comprende dialoghi in francese, inglese, tedesco e persino un po’ in italiano. Pertanto si consiglia fortemente la visione della pellicola in lingua originale. Io ho visto la versione doppiata e ho fatto male.

Un film di propaganda nazista, una ragazza sopravvisuta a un massacro antisemita, un manipolo di ebrei americani spediti in Europa per ammazzare i tedeschi, una celebrità del grande schermo hitleriano divenuta spia per conto degli inglesi: sono questi gli ingredienti di Inglourious basterds, pellicola appassionante, irriverente e divertententissima che, dopo il deludente Death proof, riporta Quentin Tarantino nell’Olimpo dei grandi geni hollywoodiani.

Non so nemmeno da dove cominciare, in questo film è tutto così maledettamente perfetto e memorabile che le parole quasi sembrano fuggire dalla tastiera in preda all’entusiasmo: già soltanto la sorpresa di sedersi in sala e vedere, come prime immagini, un remake ambientato nella Francia occupata dai nazisti dell’incipit di C’era una volta il west (stavolta il cattivo non è un fuorilegge con fucile e cappellaccio da cowboy, bensì un cacciatore di ebrei) vale il prezzo del biglietto. Sin da questi primi, magnifici minuti si intuiscono quali saranno le caratteristiche del film: dialoghi lunghi e carichi di tensione (quanta differenza rispetto ai pur memorabili botta e risposta delle Iene e Pulp fiction!), una regia attenta ai dettagli, una costruzione del colpo di scena precisa come un orologio svizzero, uno score enfatico (e, ça va sans dire, morriconiano) eppure mai invadente e fine a se stesso.

Ma le sorprese non si esauriscono qui, in questi primi minuti così eleganti e così classici – per quanto possa essere elegante e classico un minuto filmato da Tarantino: a partire dal secondo capitolo (il film è suddiviso in sezioni alla maniera di Kill Bill) il regista si ricorda di essere un pazzo, un pazzo che ce ne fossero, e allora inizia la violenza più estrema (scalpi, tanto per rimanere in tema western, ma anche croci uncinate incise sulla pelle viva, e torture di ogni genere). E allora inizia il postmodernismo (scritte in sovraimpressione tipo fumetto, musiche rock che nulla c’entrano con il periodo in cui è ambientata la pellicola, apparizioni dissacranti di personaggi storici). E allora inizia la comicità demenziale (Brad Pitt e soci costretti a impegnarsi in una sorta di imitazione ante litteram del Padrino).

Impossibile elencare, anche schematicamente, tutti i punti di forza di questo film (ma non posso non citare almeno le due bravissime e biondissime attrici protagoniste, Diane Kruger e soprattutto Mélanie Laurent), tutte le scene appassionanti, i dialoghi memorabili. Ma fidatevi: andate a vederlo. Perchè Inglourious basterds non è solo un’opera estremamente piacevole da vedere, una pellicola originale che prende allegramente per il culo la storia e tutto il dramma che vi gira intorno, ma è anche e soprattutto una dichiarazione d’amore per il cinema: e stavolta non si tratta soltanto del cinema di serie z alla maniera di Death proof e persino di Jackie Brown. La settima arte entra nella trama e la determina con la sua forza di essere, tavolta, più forte e più reale della realtà, con il suo aspetto più materiale e materico, con la sua potenza evocativa (ben nota già a Goebbels, chiedere a Leni Riefenstahl e Georg Wilhelm Pabst) e il suo anelito di libertà. Da qualche parte, a Parigi, non lontano dal cinema in cui Hitler e compagni trovano la morte, squartati dai mitra di un plotone di ebrei americani, Gérard Depardieu e Catherine Deneuve stanno cercando di prendere l’ultimo metrò.

Alberto Gallo

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18 thoughts on “inglourious basterds

  1. D’accordissimo su tutto, tranne che Death proof è stata una delusione ^^ Vabè, a parte questo, davvero un grandissimo film che come dici tu prende in giro la storia, ma soprattutto secondo me la stravolge attraverso il mezzo cinema proprio per dimostrare di quanta forza esso sia dotato.

  2. forse dovrei rivederlo, “death proof”: mi ricordo che alla sua uscita nelle sale non piacque a nessuno o quasi, ma oggi, riparlandone con la gente, vedo che è stato rivalutato. magari piacerebbe anche a me, ora. forse all’epoca avevo troppe aspettative.
    alberto

  3. Beh, come non essere d’accordo con te? Una volta l’anno capita di vedere un gran film, e per chi ama il pasticcio di generi e l’epica metacinematografica Inglourious Basterds è divertentissimo dall’inizio alla fine. Il fumetto e l’ucronia si mescolano alla perfezione con la tradizione del western e il risultato complessivo è addirittura più gradevole di Gran Torino o di V for Vendetta, dei film che considero piccoli capolavori un po’ snobbati dalla critica. Sicuramente più riuscito della saga di Kill Bill, per me Tarantino con questo film raggiunge l’apice della sua produzione. Mi piacerebbe che vincesse l’oscar come miglior film, è chiedere troppo dopo No Country For Old Men e Slumdog Millionaire?

  4. anche a me piacerebbe, ma credo che sia molto improbabile: generalmente l’oscar lo vincono i film “seri”, per non dire quelli patetici o retorici o noiosi. tutti aggettivi che certo non si addicono alla pellicola di tarantino. credo che proprio “no country for old men” sia il film che si sia scostato di più da questa tradizione di vincitori di oscar. ma “inglourious basterds” è ancora oltre: non mi vengono in mente opere così beffarde e politicamente scorrette che abbiano vinto premi oscar. ma è comunque, sicuramente, uno dei film dell’anno, e come tale verrà premiato da molte riviste specializzate.
    alberto

  5. Caro Alvise
    aspettavo di leggere questa tua dopo aver visto il film.
    Sinceramente non capisco tutto l’entusiasmo. I film di tarantino sono una versione chic di un mercatino dell’usato e francamente di inventiva ne ho vista poca. I.B. è da salvare per le interpretazioni di Waltz e Pitt e poco altro. Sarà che la maggior parte dei commentatori di questo blog sono degli studiosi di Cinema (con la c maiuscola) ma io non riesco a trovare questi tratti “geniali”. Sarà che sono naif io come fruitore occasionale ma a me questo film sembra un enorme bambinata, e vabbé le citazioni, e vabbé l’amore per il cinema, ma questa è (diciamocelo) una stronzata che se avesse diretto chiunque altro (un esempio: Guy Ritchie) sarebbe stato stroncato da più parti. Alla fine, Snatch e I.B. sono molto simili: personaggi sopra le righe, caratterizzati ai limiti del ridicolo, intreccio “suspense” e colpi di scena, brad pitt (ok, qua scherzo). A Snatch mancano solo i nazisti qualche citazionismo “colto” (buono per studenti del dams) e super-oscuro (buono per cinefili pippaioli come il regista) e siamo a posto. Capolavori entrambi? o solenni idiozie buone come intrattenimento e nulla più?

    Pietro

    ps
    aspetta un attimo: death proof ti ha deluso e questo entusiasmato? io non ci vedo molta differenza. Anzi, come operazione post-moderna (una parola usata a volte a sproposito) mi era sembrata più interessante. Certo, la sensazione di aver buttato i soldi del biglietto ce l’ho avuta entrambe le volte.
    pps
    questo film vince il premio per avere una delle parti più noiose di un film che abbia mai visto: la parte della rifugiata proprietaria del cinema. Non ho mai voluto così tanto mandare avanti con il telecomando. E ai fini dell’intreccio è persino inutile. la parte “finestra su parigi-vestito rosso-david bowie” vince invece il premio per sequenza più pacchiana degli ultimi 200 anni di cinema (comprende anche gli anni a venire)
    ppps
    riguardo tarantino: quando farà la versione post-moderna degli erotici italiani con cameo di pippo franco si griderà lo stesso al capolavoro, lo so.

  6. Stai davvero paragonando No country for old men e questa cagata? che i piccioni ti entrino in casa, Daniele.

    ps
    chi usa le parole epica metacinematografica e ucronia dovrebbe farmi uno shampoo allo scroto

  7. caro scazzuffi, hai messo oltre che i puntini sulle i anche tanta carne al fuoco. io ti posso rispondere solo in un modo: non m’importanto le citazioni, la cinefilia, la necrofilia, il kitsch, il postmodernismo, il pippaiolismo da studenti di cinema e quant’altro.
    per me, soggettivamente, un film vale quando mi dà, mi dice qualcosa.
    ovvero quando mi fa piangere o ridere o riflettere e quando fa tutto ciò in modo non banale o patetico o saccente. per me “inglourious basterds” risponde a questi requisiti, perchè mi ha divertito molto, mi ha spaventato, ha scaturito in me sentimenti di empatia con i personaggi e mi ha pure un po’ schifato. e lo ha fatto, secondo me, in modo originale. tutto il resto (pippaiolismi ecc) viene dopo.
    per quanto riguarda “death proof” trovo che non c’abbia molto a che fare, anzi che siano distanti anni luce tanto nello stile quanto nelle tematiche quanto soprattutto nelle intenzioni. ovvero, con “death proof” q.t. ha puntato tutto sull’inutile cazzeggio, mentre con “inglourious basterds” ha alzato decisamente il tiro.
    per quanto riguarda “no country” trovo che in comune abbiano l’ironia e il fatto che sia i coen che q.t. abbiano voluto fare la loro opera definitiva. si sono impegnati, insomma, mentre spesso ti capita di vedere film, anche di grandi autori, che sono decisamente tirati via. per il resto effettivamente questi 2 film non hanno molto in comune.
    alberto

  8. Ma scusa ma che razza di replica è? Allora mettiamola così: a me il film non ha fatto riflettere, non ha spaventato, ha divertito poco e a tratti e quindi lo reputo brutto. Chi ha ragione?
    Ok, ammetto che mi ha fatto riflettere (a posteriori) sulla pochezza del cinema tarantiniano, che, hai ragione tu, non è banale e patetico ma saccente sì. E aggiungerei: un delirio autocompiacente, sbruffone e narcisista.
    Ma anche ammettendo che la critica “soggettiva” sia valida, quanti altri film rispondono alle caratteristiche che hai citato? Centinaia. E perché non sono considerati capolavori?
    E’ ora di piantarla di dar retta a gente come Daniele che gridano al miracolo e invocano l’oscar (un premio che, se fosse stampato su carta, sarebbe buono per pulircisi il culo) non appena questo regista mediocre mette il naso fuori di casa. Non abbiamo più 15 anni ed esaltarci per baracconate come i suoi film mi sembra fuori luogo.

    Saluti
    Piero

    ps
    temo ancora il ritorno di pippo franco

  9. Rispondo brevemente a Pietro Scazzuffi. Il film è bello, e giudicarlo col paraocchi solo perché è stato girato da Tarantino è una dimostrazione di esasperata partigianeria. Io vedo una cinquantina di film all’anno e parto sempre con l’idea che il film mi possa piacere. Alla fine mi può non piacere, lasciare piuttosto indifferente, divertire o piacere molto. So prima se il film non mi piacerà (o se non mi interessa) e di conseguenza non vado a vederlo. Ciò non significa che io non possa andare a vedere un film che poi mi delude. Allora io mi chiedo, perché lo Scazzuffi è andato a vedere il film in questione invece di farsi uno sciampo ai coglioni? Perché a) amava Tarantino alla follia, è rimasto terribilmente deluso e adesso ne dice peste e corna perché arrabbiato per aver speso i suoi 7 euro, b) è andato al cinema munito del suo bel pregiudizio, geloso dell’ammirazione malriposta della massa, livido per la sfacciata rivisitazione storica, irritato dalla citazione facile. In due parole, Tarantino gli sta sul cazzo. Allora, con gli stessi disinvolti argomenti ti assicuro che riesco a distruggere qualsiasi film ti piaccia. Qualsiasi. Basta alzarsi in piedi e dire: “E’ una cagata pazzesca!” Ovazione delle masse. Resta il fatto che chi ha parlato è un Fantocci qualsiasi…

  10. P.S. No Country for Old Men evidentemente a Pietro Scazzuffi è piaciuto. Javier Bardem fa anche paura nel film ma la sua interpretazione è robetta rispetto a Mar Adentro, il capolavoro di Amenabar che lo ha consacrato. Ma è normale che uno psicopatico assassino tiri di più di un film di Tarantino, in cui la morte è dissacrata farsescamente. La rilettura della storia mette sempre a disagio, specie se una trama esiste, è semplice ed è lineare. Ma quell’idiota di Bardem da dove viene? Chi è? Cosa fa? Perché è così stronzo? Oh, ma è parte del mistero mi dirà Scazzuffi. Mistero una sega. E’ una cagata pazzesca, la storia non si regge in piedi neanche per sbaglio e quell’inseguimento ansiogeno di un’ora e quaranta è una boiata.

  11. Del film salvo solo i primi cinque minuti. Quando spara in testa al primo tizio e quando fa tirare la monetina al secondo. Il resto è noia e non ditemi che non è la verità.

  12. Rispondo brevemente:

    1)Scroto non è una volgarità, coglioni sì. Inoltre era una citazione (ma forse tra i 50 film all’anno che vedi non c’era questo. E non era neanche male)
    2)Caro daniele, non mi sta sul cazzo tarantino. Lui può fare tutti i film geek dell’universo e può piacere o no. Non mi piace ma non mi sta sul cazzo (per la precisione non mi è piaciuto questo film, insieme ad altri. Altri li ho trovati non male). Ma mi sta decisamente più sul cazzo la gente come te che è brava brava a parlare sostenuta dall’ammirazione acritica della massa.
    3)Il tuo parere sul film dei cohen non fa che confermare la mia idea della tua pochezza. E’ facile sparare a zero su un film troppo complesso per essere condensato in due righe, mentre è ancora più facile invocare gloria sui propri idoli sulla base del consenso popolare.
    4)OMMIODDIO la morte dissacrata farsescamente! Caaazzo adesso sì che ho capito! Geniale! Aspetta aspetta… diamogli un oscar!!! Nel frattempo lo diamo anche a Freddy vs Jason
    5)Specchio riflesso
    6)Tua!Chiuso!

  13. Ho letto in ritardo questo serrata polemica.
    Ma perchè uno stesso evento crea reazioni diverse in chi lo vive?
    Da qui bisogna partire. Tutto dipende dalla propria soglia emotiva, dal proprio vissuto e dall’impatto che quel determinato evento ha su questo retroterra emotivo e culturale.
    Per cui, al netto della polemica sterile, va bene sia il pensiero di Scazzuffi sia quello di Daniele.
    Personalmente ritengo Tarantino ” un demone, un demone sapiente. Se posso osare, egli fa parte di quel “disegno intelligente” ( per chi ci crede ) che cadenza il progresso nel campo dell’arte, del cinema, dell’uomo..
    Io, che credo in Darwin, ritengo che il nostro è stato selezionato…Ogni suo lavoro è un punto di non ritorno; e chiunque..”
    Questo scrivevo a proposito di Tarantino e del suo film, cui diedi come voto un nove pieno.
    A presto Sandro

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