up

locandina up

Non ci sono parole sufficienti nel vocabolario italiano per descrivere la poesia, la fantasia, la visionarietà, l’originalità di questo film. Raramente, al cinema, capita di ridere e piangere come si può ridere e piangere di fronte alle avventure di Carl, un vecchietto rimasto vedovo che decide di decollare con la sua abitazione per i cieli del Sudamerica – accompagnato da un boy scout imbranato e da un cane parlante un po’ tontolone. Tutto è perfetto in Up, ennesimo capolavoro della Disney-Pixar, almeno quanto lo era in Wall-e e in pochi altri cartoni animati digitali dell’ultima generazione.

Dovessi elencare le scene migliori di questo film, le più spassose o le più commoventi, starei qui fino a domani, e finirei per raccontare tutta la pellicola. Pertanto mi limiterò a citare la migliore in assoluto, ovvero i cinque minuti (veramente da antologia) in cui, senza bisogno di parole, viene descritta la vita coniugale di Carl e di sua moglie. Una vita semplice, come tante, fatta di aspettative e delusioni, momenti di gioia e altri più difficili. Una vita ordinaria che, come tutte, a un certo punto deve arrendersi all’inevitabilità della morte – discorso splendidamente e sorprendentemente privo di retorica sulla vecchiaia e sul passare del tempo. Pura, semplice poesia.

Alberto Gallo

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10 risposte a "up"

  1. Ogni film della Pixar ha il potere di mandarmi nel panico totale: e ora, qual è il mio preferito?
    La parte iniziale è, concordo pienamente, memorabile. Non starò a dirti che ho pianto come una fontana con il cuore in gola.
    E poi mi sono resa conto, per l’ennesima volta, che questi della Pixar sono degli infami. Perché sembra che costruiscano fiabe per bambini (voglio dire, il protagonista parte per il Sudamerica dentro una casa sollevata da migliaia di palloncini), ma non è vero. Perché la scena iniziale non la capisci e non la ami se sei un bambino, così come la profondità dei personaggi. Se sei un bambino ridi per le gag, ma non puoi amarlo fino in fondo.
    E poi, te lo assicuro, tecnicamente è veramente, VERAMENTE straordinario.

  2. concordo: la lettura di “up” cambia radicalmente a seconda dell’età dello spettatore.
    un bambino non può apprezzare questo film a tutti i livelli.
    anzi, probabilmente nemmeno noi, che siamo ancora abbastanza giovani, possiamo capirlo in pieno: la perdita della propria compagna, o compagno, la malattia, la disillusione… sono cose che noi, per ora, possiamo fortunatamente solo immaginare.
    alberto

  3. L’ho visto anch’io: i primi 5 minuti in effetti sono vera poesia.. Il film è bello, e si rivedrebbe volentieri anche tre volte di fila: l’unica scena che non mi è piaciuta è quella dei cani rintronati che guidano gli aeroplani con la cloche a forma di osso Friskas che prima sparano centomila proiettili senza colpire un solo palloncino e poi vanno giù come pere appena qualcyuno si ricorda di urlargli appena inquadrato “Scoiattolo!”.

    A parte quello, tutto perfetto. Come sempre.

    La Pixar è e resta fenomenale.

    PS: Che combini di bello ora Albe? Bisogna che ci si riagganci, prima o poi… A presto!

    Gig:)

  4. ciao gig!
    sì, in effetti quella scena è forse la più infantile… però divertente! ed è una specie di parodia di “star wars”.
    (sì, ci vorrebbe una rimpatriata… hai più visto i vecchi compagni? un abbraccio!)
    alberto

  5. Ciao cari! Anche a me “Up” è piaciuto da morire. L’ho visto in francese a Montpellier. Il titolo era “Là-haut”. “Lassù in alto” è proprio dove ti porta. Per me è anche migliore di Wall-e. E Wall-e mi ha fatto quasi piangere. Vi ho detto tutto…

    P.S. Ma un bell’oscar a un film della Pixar, come miglior film, dico? “Up” meriterebbe un premio almeno alla regia. Se non lo vogliono dare a “Inglorious Basterds” almeno che lo diano ad “Up”! Scusate, io sono fissato coi premi Oscar ma vedo che a Venezia/Cannes/Berlino i cartoni animati non vengono considerati dei veri film. Come mai? Finché si tratta dell’Era Glaciale 3 posso capire. Ma questi qua sono capolavori. O no? Cazzo! (Tant pour “épater les bourgeois”).

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