nemico pubblico

locandina nemico pubblico

Un film un po’ svogliato e impersonale, quest’ultimo di Michael Mann, che narra in modo abbastanza banale le gesta di John Dillinger, gangster nella Chicago degli anni ’30. Le solite sparatorie, le solite rapine in banca, il solito poliziotto incorruttibile, la solita pupa del boss, il solito tradimento… Certo, stavolta non c’era molta scelta dal momento che si tratta di una storia vera, ma l’impressione finale è quella di aver già visto tutto decine di altre volte.

E il problema è proprio questo: negli ultimi settant’anni il gangster movie sembra aver dato tutto ciò che poteva dare, trattandosi ormai di un genere fuori dal tempo, spolpato, esattamente come il western. Nato, morto e resuscitato più volte (da Scarface a Bonnie and Clyde, dal Padrino a C’era una volta in America, da Piccolo Cesare a Quei bravi ragazzi), dagli anni ’30 agli anni ’90 il genere gangsteristico ha sfornato capolavori a raffica, attraversando e facendo proprie mode e fasi storiche del Novecento. Ma nel terzo millennio, salvo rare eccezioni (La promessa dell’assassino), sembra aver smarrito la sua identità, rifugiandosi nei luoghi comuni o nel manierismo: opere come Era mio padre o The departed, per non parlare di trite parodie come Terapia e pallottole, faticano a trovare una propria dimensione.

Stesso discorso per Nemico pubblico: privo della grandiosa malinconia propria delle opere migliori di Mann (Insider, Alì, Collateral), ma anche del ritmo e dell’esaltante violenza che hanno reso memorabili i gangster movie più riusciti, si pone come via di mezzo tra il dramma privato e il film di genere, senza convincere però nè su un versante nè sull’altro. Va da sè che si tratta comunque di un buon film, essendo diretto da un veterano di grande mestiere, ma ciò che manca è l’anima.
Pessimo il doppiaggio italiano.

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6 thoughts on “nemico pubblico

  1. Dissento su tutta la linea. Io lo trovo un film personalissimo, oltre che dotato di un’anima pulsante veramente impressionante. Io mi sono sentita completamente immersa e coinvolta nel film, nei personaggi, nella narrazione, ecc…
    Poi, secondo me The departed e Era mio padre sono due grandissimi film, soprattutto il primo.
    E la commistione, in Nemico Pubblico, di classico e moderno è davvero esaltante.

  2. E’ vero: impersonale. Non avevo fatto caso allo sfruttamento del genere, forse giunto al capolinea. Mann, ti do ancora ragione, ha fatto di meglio.

  3. Impersonale forse no..ma sembra mancare piuttosto di sentimenti..secondo me è un buonissimo film con una regia splendida, una storia per forza di cose molto buona e appunto un qualcosa a livello di presa sul pubblico che manca rispetto a collateral (forse la malinconia di cui parli).comunque rimane un grande film con un depp che finalmente non si limita a far faccette e smorfiette come negli ultimi film!

  4. Un film abbastanza piatto. La psicologia del personaggio non viene mai approfondita e sfugge anche al regista. Peccato, il film è un po’ lento e il finale è deludente.

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