soul kitchen

locandina soul kitchen

Un film divertente, quest’ultimo di Fatih Akin, ma non eccezionale. Una di quelle commedie furbette in cui in un modo o nell’altro tutti i personaggi, anche i più sgradevoli, alla fine risultano simpatici e tutti gli elementi disseminati lungo il percorso tornano per costruire un happy ending scontato e un po’ zuccheroso.

La vicenda ruota intorno a uno squallido ristorante di Amburgo, chiamato appunto Soul Kitchen, gestito da un ragazzo un po’ incasinato in collaborazione con il fratello, un galeotto in libertà vigilata. L’esistenza stessa del locale è messa in pericolo da vari elementi (il fisco, l’ufficio di igiene, uno spietato speculatore edilizio) proprio nel momento in cui, grazie a un nuovo cuoco pazzoide e genialoide, il Soul Kitchen sembra aver trovato una sua strada culinariamente convincente.

Belle le musiche (c’è un po’ di funky, un po’ di musica etnica, un po’ di antiquariato italiano), alcune scene sono divertenti (altre invece decisamente poco riuscite: l’umorismo tedesco di origine turca non è precisamente irresistibile), ma in generale non si tratta di un film destinato a scolpirsi nella memoria.

Alberto Gallo

Ps: su questo sito potrete trovare alcune delle ricette del film e altre curiosità su Soul Kitchen.

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