noi credevamo

NOI CREDEVAMO (Italia/Francia 2010)

locandina noi credevamo

Il contesto. Come forse saprete questo film è uscito venerdì nei cinema italiani in sole 30 copie. Una quantità ridicola, se confrontata alle centinaia di sale cinematografiche in cui generalmente vengono proiettati i film commerciali, anche nostrani. Una scelta ancor più incomprensibile se pensiamo che Noi credevamo è non solo un film sul Risorgimento che capita a fagiolo per i 150 anni dell’Unità d’Italia, e che potrebbe dunque rappresentare, per il nostro misero e ignorante popolo, una buona occasione per ripassare un po’ di storia e magari farsi anche un’opinione sui processi che portarono alla creazione del Regno d’Italia, ma è un film sul Risorgimento girato da uno degli Autori più importanti del nostro cinema, Mario Martone. Direttore del Teatro Stabile di Torino e regista di alcune pellicole bellissime e misconosciute (Morte di un matematico napoletano, L’amore molesto…), il napoletano Martone è l’ennesima dimostrazione di come l’Italia non sappia valorizzare i propri talenti.
Trenta copie.
E intanto comincia il tamtam pubblicitario per Natale in Sud Africa.
Polemiche a parte ieri – che bella sorpresa! – la sala grande del Cinema Massimo di Torino era stracolma. Per lo più di vecchietti che a intervalli regolari facevano partire improbabili suonerie di cellulare, ma comunque stracolma. Evidentemente a volte il pubblico italiano vale più di quanto non vogliano farci credere, se tre ore di pellicola sul Risorgimento non hanno spaventato qualche centinaio di persone in un sabato pomeriggio d’autunno. E nessuno, a quanto mi è sembrato di vedere, ha abbandonato il suo posto prima del tempo.

Il film. Se l’espressione “imponente affresco storico” ha mai avuto un senso in ambito cinematografico, è questo il caso. Storia di un gruppo di idealisti-indipendentisti dal 1828 agli anni immediatamente successivi all’Unità, Noi credevamo segue le avventure dei suoi protagonisti (interpretati da Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi, Luca Barbareschi, Andrea Renzi e Toni Servillo nella parte di Giuseppe Mazzini) lungo i sentieri del Cilento, i boulevard di Parigi, i vicoli oscuri di Torino e le fumose strade di Londra. E lo fa senza retorica, evitando di esaltare o condannare una parte piuttosto che l’altra: i Piemontesi sono dipinti come dei prussiani dal cuore di pietra e la mano pesante, ma anche come coloro che – unici in tutta la Penisola – seppero dare forma concreta al sogno unitario; Mazzini è visto come un eroe romantico ma anche come un uomo indeciso e pieno di contraddizioni; Felice Orsini come un idealista tutto d’un pezzo ma goffo e pieno di sè. È chiaro che la simpatia dell’Autore va tutta ai protagonisti – repubblicani, democratici e antisabaudi -, in particolare a Domenico, interpretato da Lo Cascio, ma anche questi personaggi sono dipinti senza retorica, senza enfasi, in tutte le loro contraddizioni di uomini e donne di un’epoca travagliata. Inutile dire che si tratta di un film (un kolossal?) girato in grande stile, con scenografie, costumi e scene di massa molto ricchi ed elaborati e un’attenzione al dettaglio quasi maniacale. Alla maniera di Senso e Novecento, Noi credevamo è un filmone con un’anima e un’impronta autoriale notevoli, una pellicola impegnativa ma non noiosa, colma di un senso di profonda delusione per un Paese nato storto (“come un albero piantato male”) ma non banalmente disfattista.

Il mio giudizio. Un film imperdibile. Elegante, avvincente, toccante, storicamente (dicono gli esperti) accuratissimo. È molto raro che in Italia vengano prodotte opere così ambiziose: sarebbe un peccato se Noi credevamo passasse inosservato. Invito dunque tutti i cinefili a prendersi un pomeriggio o una serata libera e investire tre ore del loro tempo per tuffarsi in un film – passatemi il termine – davvero importante.

Alberto Gallo

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8 thoughts on “noi credevamo

    1. nooo, è veramente pazzesco! un film così importante…
      comunque l’altro giorno ho sentito in tv una bellissima intervista a martone in cui diceva che il film sta avendo più successo del previsto, e che quindi, forse, verrà distribuito in più copie… speriamo!
      alberto
      ps: se vuoi fare un salto da queste parti… così vedi anche il museo del cinema! 😉

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