scott pilgrim vs. the world

SCOTT PILGRIM VS. THE WORLD (Usa/Canada/Uk 2010)

locandina scott pilgrim vs. the world

Esistono film così divertenti, così frizzanti, così originali e così… pieni di roba che nel guardarli non si può far altro che pensare “Wow! Il regista dev’essersela davvero spassata a girare ‘ste scene!”. Mi era capitato l’anno scorso con (500) giorni insieme, mi è capitato ieri con Scott Pilgrim vs. the world, commedia-fumettone-cartone animato-pseudovideogioco-action movie diretto da quell’Edgar Wright, inglese, che nel 2004 esordì alla regia con l’esilarante Shaun of the dead, parodia dei film di zombie.

E forti dosi di parodia (una parodia piena d’affetto nei confronti dell’oggetto ridicolizzato, che poi è l’unico modo di fare una parodia non idiota, almeno da Frankenstein Junior a questa parte – e scusate se ho scritto quattro volte la parola ‘parodia’ in tre righe. Con questa fanno cinque) campeggiano anche in Scott Pilgrim, storia di un ragazzo di Toronto molto indie e un po’ fancazzista (Scott, appunto, interpretato da Michael Cera) che, per conquistare il cuore della fanciulla che ama (Ramona, che ha l’adorabile volto di Mary Elizabeth Winstead), deve sconfiggere in duello tutti i suoi cattivissimi ex fidanzati, capeggiati dal crudele e potente Gideon Graves (nientemeno che un Jason Schwartzman all’apice della sua geniale nerdosità).

Ok, potrebbe sembrare tutto molto stupido, e lo è, per carità, ma lasciate che vi spieghi perché questo film è una colossale minchiata che va vista a tutti i costi: innanzitutto perché si tratta di 112 minuti in cui non c’è un attimo di tregua. Ogni singolo fotogramma è arricchito da un numero infinito di citazioni, colpi di scena, battute, effetti speciali e chi più ne ha più ne metta, un vortice postpostmoderno, ipercinetico e superkitsch che quantomeno vi conquisterà per sfinimento. Poi perché, per chi come il sottoscritto è verso la fine del terzo decennio di vita, vedere questa pellicola sarà come fare un tuffo nella propria adolescenza più sfrenata: vi basti sapere che ogni volta che Scott sconfigge un cattivo il suddetto nemico esplode in una cascata di monetine (sììì, come nei videogiochi anni Novanta!), e ad un certo punto il nostro eroe riceve pure una vita supplementare. Non solo: il protagonista indossa per parecchi minuti una maglietta degli Smashing Pumpkins, suona in una garage rock band che ricorda un po’ i primi White Stripes (c’è persino una ragazza alla batteria) e… ah! A proposito di musica: se vi dico che la colonna sonora del film è scritta e interpretata da gente come Beck e Nigel Godrich (storico produttore dei Radiohead)? Ora vi ho convinti? Be’, in caso contrario lasciate che vi dica ancora che il motivo migliore per andare a vedersi questo film è la straordinaria ed esilarante inventiva con cui sono state girate e arricchite le scene di combattimento, nelle quali Scott – tanto per farvi capire l’andazzo – deve vedersela con un astro nascente del cinema d’azione e le sue spietate controfigure, una rock star spocchiosa i cui superpoteri nascono dal suo essere vegano e una coppia di gemelli giapponesi che (le) suonano (con la) musica elettronica.
C’è altro da aggiungere?
Ah sì, molte delle scene più spassose vedono coinvolto il coinquilino di Scott, gay e pettegolo all’ennesima potenza (interpretato da Kieran Culkin, fratello di voi-sapete-chi), che già da solo varrebbe il prezzo del biglietto.

Aaah… erano mesi che non mi divertivo così tanto al cinema!

Alberto Gallo

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10 thoughts on “scott pilgrim vs. the world

  1. Entusiasmo alle stelle che condivido in pieno davvero. Oltre alla parodia, però, io ci ho trovato anche la forza comunicativa di una sorta di racconto di formazione nel quale il protagonista apprende il valore dell’amore e prima di tutto di se stesso. Detta così è una minchiata, ma raccontata con lo stile fighissimo in cui lo fa Wright è davvero una genialata!

  2. Compagno! Un ultimo dispaccio:

    la colonna sonora, ce l’ho. Porta con te una valigia piena di quattrini al molo, stanotte. Indosserò un fagiano in testa.

    e acqua in bocca.

  3. che credi? i bruce peninsula stanno a toronto come i reegones stanno a torino. con più soldi. su youtube trovi dei live, ma le mie fonti (valentina) mi dicono che non reggono al confronto con l’ost del film. per loro ci sarà da aspettare che ciccio canadese diventi un regista famoso o che almeno esca nelle sale (speriamo cazzo, voglio quella colonna sonora, strepitoserrima, così grungie-gospel-tribal-epica, è un amplesso di rigoniana potenza)

  4. ti regalo questa:

    forse l’ost non è brillante come il film, forse non è così brillante SENZA il film, però sto pezzo è fico. Quando ho finito di senDirla ti dico.

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