portrait of the fighter as a young man

28TFF

PORTRETUL LUPTATORULUI LA TINERETE (Romania 2010)

Questo film è stato presentato in anteprima al XXVIII Torino Film Festival, in concorso nella categoria principale TORINO 28.

portrait of the fighter as a young man

Constantin Popescu è uno dei registi che un paio d’anni or sono diedero vita al sopravvalutato Racconti dell’età dell’oro, film a episodi sulla Romania di Ceauşescu. Con Portrait of the fighter as a young man l’autore fa un salto indietro di trent’anni ma un bel passo avanti a livello qualitativo.

Storia di un manipolo di partigiani nella Romania invasa dai russi, questa pellicola attraversa un lungo periodo di lotte fratricide (dal 1949 al 1957) illustrando alcuni episodi significativi della resistenza. Con uno stile crudo, realista e antispettacolare (in una parola: europeo. Il giorno in cui in Asia o in America si girerà in questo modo un film di guerra non saprò più cosa pensare!), senza musiche, senza attori famosi, senza enfasi nè retorica, il racconto procede in modo abbastanza ripetitivo alternando scene di (relativa) quiete, scontri armati e torture, senza scadere in un’inutile pornografia della violenza ma anche senza omettere i particolari più disturbanti.

Tradimenti, esecuzioni, nascondigli, cameratismo… Siamo nella Romania sovietica ma le stesse immagini potrebbero anche illustrare la resistenza antinazista italiana o francese, la guerra civile spagnola (cfr. Terra e libertà) o, che so, la Roma di Spartaco. Perché il messaggio, in fin dei conti, è sempre lo stesso: oppressi che si ribellano agli oppressori. In alcuni casi i primi hanno avuto la meglio, nel caso rumeno, come sappiamo, è andata diversamente.

Due ore abbondanti di film in lingua originale sulla resistenza di un Paese che non è nemmeno il nostro potrebbe sembrare una di quelle esperienze cinematografiche che urlano “Noia!” da tutte le parti. Ma credetemi, non è così, e se capitate dalle parti del TFF in questi giorni non perdetevi questa pellicola. Bellissima, in particolare, la scena dell’assedio nel fienile.

Alberto Gallo

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