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28TFF

SUPER (Usa 2010)

Questo film è stato presentato in anteprima al XXVIII Torino Film Festival, nella sezione Festa mobile – Figure nel paesaggio.

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Guardando Super in una sala gremita da (super)nerd come il sottoscritto, che hanno colto e apprezzato ogni riferimento, non possono non venire in mente altri fumetti, quali Kick-Ass o Powers, che hanno affrontato il tema del supereroe in modo parodistico e postmoderno, riscrivendone l’identità in chiave naturalistica. E cioè: se una persona normale diventa o decide di diventare un supereroe, cosa succede? Se in Kick-Ass il protagonista è un teenager, e se in Powers è un ex supereroe in un mondo dove i supereroi sono stati banditi (come in Watchmen, capostipite del genere), in Super, che non è tratto da un fumetto, il protagonista è un ciccione brutto, impacciato e solo interpretato da Rainn Wilson (Juno, Almost famous), il quale, non si capisce come (ma poi lo spiega, ed è molto importante), si sposa con Liv Tyler (nientepopodimenoche), fin quando non arriva Kevin Bacon e lei scappa con lui. Ma il nostro non si dà per vinto: è convintissimo che il cattivo Jacques la tenga prigioniera, imbottendola di droga. Ma come può il cuoco ciccione di uno squallido fast food tenere testa a un mafiosetto figo e strafottente? Poi c’è la visione: è dio in persona ad aprirgli la testa (letteralmente) e a toccargli il cervello con la punta del suo dito. Allora l’impacciato Frank D’Arbo diventa The Crimson Bolt, il supereroe che sconfigge il crimine al grido di “Shut up, crime!”. Ovviamente Frank non ne sa niente di supereroi, gira con la sua macchina (con la targa ben in vista) e soprattutto all’inizio non sa con chi (e soprattutto, come) prendersela. Ma è grazie alla lettura dei fumetti giusti che saprà trovare la strada per scoprire la sua arma ideale (un’enorme chiave inglese) e incontrerà la sua fedele spalla, la commessa della fumetteria Libby (una strepitosa Ellen Page) – pazza, isterica, arrapata e sadica versione di un grillo parlante ubriaco e incazzoso. Naturalmente, trattandosi di una parodia, non mancano le gag e le risate. Ma il film con l’andare avanti prende un’altra piega. Il trauma di Frank diventa centrale, e il film a sua volta diventa la vera storia delle origini di un supereroe, un uomo vero. Bruce Wayne senza soldi, Peter Parker senza intelligenza, Tony Stark senza soldi&intelligenza. E quindi bisogna mettere in conto l’imbarazzo, la goffaggine, l’incompetenza di fondo; e quindi un’eventuale numero di figure di merda da scontare e tanta violenza a caso, prendendosela anche con chi non se lo merita. Frank impara a prendersi le responsabilità di Spiderman e a costruirsi i congegni di Batman. Diventa anche un uomo eccitante, un po’ alla Ironman (secondo Libby, almeno), ma sempre in una chiave di lettura squallida che scade spesso nel patetico e a suo modo anche nel sociale, essendo il film ambientato nei quartieri delle underclass americane, dove non c’è bisogno di essere supereroi per avere superproblemi.

Il regista, James Gunn, noto per aver girato i film di Scooby Doo e un po’ meno noto per aver girato un ancor meno noto remake dell’opera shakespeariana dal titolo Tromeo and Juliet , film cult per gli amanti del trash e dello splatter, conosce i trucchi per rendere l’idea dello schifoso: il vomito, le budella, il sangue, tantissimo turpiloquio (al limite della blasfemia). La scena di sesso più squallida che si sia mai vista. Anche i cattivi sono delle mezze seghe, gangster di infima categoria. E nonostante ciò, Super riesce a essere un film morale: il finale è agrodolce ma lucido. L’eroe compie la sua missione, impara la sua lezione, rende il suo servigio e si mette da parte – cosa che il supereroe classico di solito non fa. Impara inoltre l’umiltà e il rispetto verso se stessi, chiudendo circolarmente la storia.

Un altro bel film a chiudere questo TFF: ero convinto di andare a vedere una cazzatina (passatemi il termine) e invece mi sono ritrovato di fronte a una piccola perla di cinema, che un giorno mi auguro di poter rivedere nelle sale. Ma su questo non mi faccio illusioni.

Francesco Rigoni

Post scriptum: scopro che esiste un altro film sullo stesso argomento e più o meno con lo stesso taglio comico intitolato Defendor, uscito l’anno scorso. Il protagonista è Woody Harrelson (nientepopodimenoche). Lo guardo e poi vi dico…

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3 thoughts on “super

  1. sì ma ratman non esiste, si capisce subito, non vive. Mentre questo è un uomo che vive una vita, una vita triste, e le sue imprese da supereroe riflettono la miseria della sua esistenza. Un esempio è la scena in cui si cambia di costume in macchina, il suo grosso sedere sbucando dal sedile posteriore, ben in vista attraverso il lunotto: mutandoni bianchissimi, dimenandosi, una bambina lo scorge e la madre la porta via.

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