incontrerai l’uomo dei tuoi sogni

YOU WILL MEET A TALL DARK STRANGER (Usa/Spagna 2010)

locandina incontrerai l'uomo dei tuoi sogni

È un Woody Allen stanco e un po’ svogliato l’autore che ha scritto e diretto questa commedia non così dolce e non così amara. L’anziana Helena è appena stata abbandonata dal marito Alfie dopo quarant’anni di matrimonio. La loro figlia Sally lavora in una galleria d’arte ed è sposata con Roy, scrittore fallito che la tradisce con la vicina di casa Dia. Nel frattempo Alfie si sposa con l’attrice-prostituta Charmaine, conosciuta da poco, e Helena si appassiona di occultismo.

Che dire? Potremmo partire dal titolo, che come al solito in italiano è stato tradotto in maniera vergognosa (e per Woody non si tratta certo della prima volta, basti pensare a Il dittatore dello stato libero di Bananas o Sogni e delitti) – così vergognosa che si perde pure il doppio senso di uno dei pochi motti di spirito del film, quando Roy dice a Helena che sicuramente anche lei, come le è stato predetto dalla veggente Cristal, incontrerà uno sconosciuto alto e scuro, lo stesso sconosciuto alto e scuro che prima o poi incontreremo tutti, ovvero la morte (che in inglese è un termine maschile). Ma tanto per cambiare potrei prendermela anche con il doppiaggio, qui a livelli da “ora esco dalla sala e chiedo indietro i soldi del biglietto”. Mi riferisco in particolare al personaggio di Charmaine, la cui parlata da oca pseudoromana è a dir poco fastidiosa e ricorda un po’ il trattamento riservato alla povera Mira Sorvino nella Dea dell’amore (altro titolo tradotto vergognosamente – e siamo di nuovo lì).

Ma la verità è che ci sto girando intorno, sto in tutti i modi evitando di dire che questo film è forse il Woody Allen peggiore che mi sia mai capitato di vedere. Non tanto per il fatto che in Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni non si ride, non si piange e non si riflette, quanto piuttosto per la strana sensazione che non ci venga nemmeno raccontata una storia: si ha quasi l’impressione che Woody sia capitato per caso nella vita di una famiglia di Londra con la sua telecamera e ne abbia ripreso qualche conversazione, qualche scaramuccia, qualche passeggiata in centro. Impressione rafforzata dal fatto che la storia “non finisce”, non si risolve, lasciando in sospeso il percorso (interiore, professionale, matrimoniale) dei protagonisti. Sono davvero poche le scene memorabili del film (su tutte il lungo piano sequenza della litigata casalinga tra Roy, Helena e Sally), e molto spesso i dialoghi sono quasi banali, insipidi. Tutto ciò fermo restando che si tratta comunque di un film di uno tra i maggiori autori americani della storia, che come sempre scrive e dirige con gusto circondato da grandi professionisti capaci in un modo o nell’altro di risollevare le sorti della pellicola: mi riferisco in particolare al direttore della fotografia, il geniale ungherese Vilmos Zsigmond (già in Sogni e delitti e Melinda e Melinda), e a un cast di grandi nomi in cui spiccano Naomi Watts, Antonio Banderas, Josh Brolin, Anthony Hopkins e Freida Pinto.

Tanti i topoi alleniani in questa pellicola: la magia, i tradimenti, le frecciatine alla psicoanalisi, l’ambientazione altoborghese, gli amori fallimentari, la colonna sonora jazz, la voce fuori campo… Eppure per la prima volta non mi sono sentito a casa. Spero tanto che il progetto parigino in fase di realizzazione ci riporti indietro il vecchio Woody.

Alberto Gallo

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16 thoughts on “incontrerai l’uomo dei tuoi sogni

  1. Cosa intendi con “in inglese è un termine maschile”? quale termine? Death? Stranger? è specificato nel film?
    E’ vero che in letteratura la morte è maschile (come personificazione: v. The Grim Reaper) ma non come genere grammaticale in sè.
    Si rimetta sui libri!
    Cordiali saluti
    Pietro

  2. Riguardo al film: non l’ho ancora visto. Ne ho visti altri dei suoi cosiddetti “europei”, tipo Vicky Cristina Barcelona (o come cavolo si chiamava). Secondo me Woody Allen dovrebbe cercare di pensare un pò meno all’immagine da cartolina che gli “intellettuali” americani hanno dell’europa

    1. mah, sì, però nei suoi film europei ci sono anche atteggiamenti poco comuni: è capace di girare un film a venezia senza far vedere piazza san marco e a londra senza inquadrare il big ben. non è roba da tutti!

      1. non mi riferivo alle location ma più all’idea “romantica” di una cultura europea che sinceramente mi lascia un pò perplesso. Il film in spagna ne è saturo ed è quasi patetico; gli altri magari un pò meno ma è chiaro che (ad esempio) l’autore non prevede un altro lavoro in inghilterra che non sia l’insegnante di tennis

  3. Scusa Scafuzzi perchè topoi non va bene?
    Comunque mi sembra di aver capito che anche a te Allen non scalda il cuore. Se è così siamo in due.
    Devo dire però che quest’ultimo film non mi è dispiaciuto ( Alberto non concorda ).
    Allen ha finalmente abbandonato quell’atteggiamento radical chic che sferza…la borghesia, pontificando su una classe sociale in cui sembra si trovi a proprio agio.
    Sugli altri film – Alberto- aspetto prima di vederli per poi leggere le recensioni.
    A presto Sandro

    1. non so, secondo me allen non è che pontifichi sulla borghesia.. semplicemente è il suo ambiente, e lui parla di ciò che conosce – così come all’inizio della sua carriera i suoi personaggi erano sempre sfigati e squattrinati come lo era lui nella realtà. vede le cose con il distacco dell’intellettuale, questo sì, ma credo senza supponenza.
      alberto

  4. Metti anche la cadenza quasi industriale con cui produce i suoi film, metti anche la trasgressione ostentata ed inopportuna ( anche nel suo privato.. ) dei suoi film, metti ila critica negativa su una classe sociale di cui lui è un grande esponente, metti il suo genio discutibile…allora ti rendi conto che la sua maestria non solo è stata supervalutata ma talvolta è anche fastidiosa.
    Ripeto con quest’ultimo film ho l’impressione che qualcosa è cambiato nel suo modo di esprimersi ( non sto parlando di capolavoro ).
    A presto, Sandro.
    A proposito la tua foto accanto al Grande Lebowski evoca in me una sana invidia . Grandioso quel film.

  5. Woody Allen ha diretto come al solito un film interessanti, pieno di dialoghi, storia brillante. Io personalmente lo adoro, ho visto tutti i film.
    Ti consiglio un libro che ho letto da poco

    “Conversazioni su di me e tutto il resto” di Eric Lax

    Tutta la vita di Woody, è valido

    Ciao

    1. ah sì, ce l’ho quel libro, è sul comodino da un po’, penso che lo leggerò al più presto. anch’io adoro woody con tutto il mio cuore, eppure questo film mi ha proprio deluso..
      ciao!
      alberto

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