tonino guerra

blow up

Spiace, e parecchio, per la morte di questo grande sceneggiatore, noto ai più per una serie di ridicoli spot televisivi (ovvero: come sputtanarsi completamente in poche facili mosse) ma autore invece di alcuni dei copioni più belli e memorabili del cinema italiano. Aveva 92 anni il simpatico nonnetto romagnolo, e nella sua lunghissima carriera ha lavorato con alcuni dei più grandi maestri del grande schermo nostrano. Il suo nome rimane indissolubilmente legato a quello del regista Michelangelo Antonioni, per il quale ha sfornato, negli anni Sessanta, praticamente tutte le sue (sue di Tonino e sue di Michelangelo) cose migliori: L’avventura, La notte, L’eclisse, Deserto rosso, Blow up e Zabriskie Point. Famosa è stata anche la collaborazione con Federico Fellini. Famosa e sopravvalutata, se devo dire la mia, ché se escludiamo Amarcord ha prodotto soltanto opere minori come E la nave va e Ginger e Fred. Tra gli altri maestri con cui Guerra ha collaborato fino agli anni Novanta troviamo altri nomi di spicco come Elio Petri, Vittorio De Sica, i fratelli Taviani, Mario Monicelli e, fuori dai nostri confini, Andrej Tarkovskij e Theodoros Angelopoulos.
Un grande, insomma, che nemmeno un insensato – e senile – ottimismo potrà farci dimenticare o sottovalutare.

Alberto Gallo

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