la mia vita è uno zoo

WE BOUGHT A ZOO (Usa 2011)

locandina la mia vita è uno zoo

E io che pensavo che lo zoo del titolo fosse solo una metafora. Invece no, è proprio un vero giardino zoologico, che il protagonista del film (il solito Matt Damon, che arrivato a quota mille film riceverà finalmente e comodamente a casa sua un set di pentole – o almeno così gli hanno detto, e lui ci ha creduto), fresco di vedovanza, compra e rimette a nuovo non si sa bene perché (“Perché?” “Perché no!”). Accanto a lui il figlio adolescente problematico, la figlia piccola tanto caruccia e una guardiana dello zoo che… be’, che ha le labbra di Scarlett Johansson e ho detto tutto.
No, niente metafora: in questo film ci sono gli animali. Così imparo a non leggere le trame dei film prima di andare al cinema, o quantomeno a non controllare il titolo originale (“Abbiamo comprato uno zoo” è decisamente più esplicito, in effetti).

E imparo anche a non fidarmi (più) di certi registi. Voglio dire, cos’ha mai fatto Cameron Crowe nella sua vita cinematografica per meritarsi i 5 euro che ho speso ieri sera? Ok, Almost famous è un film molto carino, ma soprattutto perché ha una bella colonna sonora e sfrutta a suo vantaggio la preesistente mitologia rockettara; Vanilla sky è kitsch, pretenzioso, fighetto e inutile; Elizabethtown è solo fighetto e inutile; gli altri non li ho visti. Ma allora perché diavolo sono andato a vedere questo film? E perché, soprattutto, ho pensato tra me e me “Mh, il nuovo film di Cameron Crowe… Dev’essere carino!”. Non so perché, e in ogni caso La mia vita è uno zoo non è affatto carino. È brutto. È patetico. È banale. E, nonostante la presenza di Scarlett, è pure un film per bambini.

Non starò qui ad approfondire l’argomento, che certo non ne vale la pena. Mi limiterò soltanto a dire che: a) le musiche di Jónsi, leader dei Sigur Rós, per quanto belle sono decisamente fuori contesto, e contribuiscono ad appesantire il tutto con ulteriori dosi di patetismo e inutile enfasi; b) se davvero volete vedere qualcosa di cinematograficamente piacevole che contempli la presenza di un sacco di adorabili cuccioli tanto vale che andiate su YouTube a rivedervi per l’ennesima volta il video di Island in the sun dei Weezer (la versione diretta da Spike Jonze). Se anche non dovesse piacervi avrete perso non più di 200 secondi del vostro preziosissimo tempo: nulla in confronto ai 124 interminabili minuti di questo film su Matt Demon e il suo zoo.

Alberto Gallo

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