la noiosa classifica del british film institute

vertigo

Lo fanno ogni dieci anni. Il sondaggio, intendo, il cui format, portato avanti dal British Film Institute attraverso la sua rivista “Sight & Sound”, prevede che vari critici cinematografici di tutto il mondo stabiliscano la classifica dei migliori film di tutti i tempi.

E che noia, ragazzi: sempre gli stessi titoli che ormai tutti conosciamo a memoria, pochissime pellicole che siano state girate negli ultimi (non dico dieci ma) trent’anni, un miscuglio di generi, date e paesi da non capirci più una mazza… Voglio dire, che senso ha inserire nella stessa classifica un film muto girato in Unione Sovietica negli anni Venti con uno pseudo-horror americano del 2001? Cosa ci fanno uno accanto all’altro Gertrud di Dreyer e Pierrot le fou di Godard? Cosa c’entra un documentario sull’Olocausto della durata di 613 minuti con, tanto per dire, I sette samurai? Ecco le risposte: nessuno; non lo so; niente.

Il minimo sarebbe stato distinguere i film di fiction dai documentari e i film muti da quelli sonori. Perché questa top50, compilata così, ha lo stesso valore di quegli stupidi sondaggi che girano su Facebook che ti chiedono quali di questi 100 imperdibili libri hai letto in vita tua, elencando in ordine sparso La divina commedia, 1984 e Il gabbiano Jonathan Livingston. Che poi è un peccato, perché la maggior parte delle scelte dei critici interpellati, per quanto ovvie, sono assolutamente condivisibili, e casualmente Vertigo e Quarto potere sono pure nella mia, di top10.

E poi che senso ha una classifica dei film migliori di tutti i tempi senza nemmeno una pellicola di Woody Allen e Sergio Leone? Esatto, nessuno.

Nel dettaglio:
1. Vertigo. E grazie tante.
2. Quarto potere. Idem.
3. Tokyo Story. Ok, questo è meno scontato. Ma come rappresentanza nipponica nella top10 avrei scelto piuttosto Rashomon (che comunque è in buona posizione al n. 26).
4. La regola del gioco. E va bene, ci sta tutto.
5. Aurora. Film muto, non ha senso in questa classifica. Meglio una poesia di Borges o l’Eneide?
6. 2001: Odissea nello spazio. E grazie tante.
7. Sentieri selvaggi. Non certo il miglior John Ford, ma è comunque un gran film.
8. L’uomo con la macchina da presa. Cfr. Aurora.
9. La passione di Giovanna d’Arco. Un film nordico da intellettuali ci voleva pure, in top10.
10. . Il miglior film italiano di tutti i tempi non poteva mancare.

Alberto Gallo

Ps: a proposito di Vertigo/La donna che visse due volte, mi sono sempre chiesto perché nello studio del dottor Wilson ci sia il poster in versione italiana. Il titolo nostrano è il solito viaggio psichedelico di chi ha confuso il ruolo del traduttore con quello dell’autore o artista, ma in questo caso è un dannatissimo colpo di genio.

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6 thoughts on “la noiosa classifica del british film institute

  1. Al solito credo vigano esigenze di “Politically correct” che invitano a non escludere cinematografie rispetto ad altre. Che ne è del cinema africano, a questo punto?
    Peraltro “politically correct” è un’espressione che mi piace tanto quanto “Lato B”. Chiamiamolo “culo”. E la classifica chiamiamola “Programma di storia del Cinema standard di un qualsiasi corso universitario europeo”

    1. Molto molto interessante. Specialmente quella di Tarantino, che ovviamente è quella che ha i film più sconosciuti. In generale tantissimi film italiani. La meno condivisibile è quella di Michael Mann. Tutte superinteressanti, comunque.

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