ruby sparks

RUBY SPARKS (Usa 2012)

Questo film è stato presentato alla XXX edizione del Torino Film Festival, nella sezione Festa Mobile.

Ha avuto successo al primo romanzo, ma ora Calvin è bloccato. Finchè un giorno, finalmente, crea un personaggio: la ragazza dei suoi sogni, Ruby Sparks, che una mattina, all’improvviso, diventa viva. Con lo scatenato Paul Dano e l’imprevedibile Zoe Kazan (nipote di Elia, anche sceneggiatrice), una commedia acutissima sui rapporti tra i sessi, diretta dalla coppia Dayton&Faris di “Little Miss Sunshine”.

Sorta di incrocio tra La rosa purpurea del Cairo e Vero come la finzione (ma con un finale che ricorda Eternal sunshine of the spotless mind), Ruby Sparks poteva essere la classica commedia americana con un punto di partenza intrigante e niente di più. Invece ci riesce, a essere qualcosa di più, grazie a un intreccio che con il passare dei minuti non perde interesse, facendosi via via sempre più amaro, grazie alla buona prova del cast (con piccoli ruoli anche per Annette Bening, Antonio Banderas e Elliott Gould), grazie alle belle musiche (soprattutto canzoni francesi) e grazie a una sceneggiatura solo apparentemente banale e leggera, capace al contrario di prestarsi con disinvoltura a molteplici letture (psicanalitica, metanarrativa, sociologica, di genere ecc.).

Già con Little Miss Sunshine, d’altronde, Jonathan Dayton e Valerie Faris avevano dimostrato di saperci fare, di saper tenere sotto controllo – alla maniera hollywoodiana – registri diversi, saltellando come se nulla fosse dal ridereccio al terribilmente triste. Cosa che accade puntualmente anche in Ruby Sparks, opera difficilmente catalogabile esclusivamente alla voce “commedia” o alla voce “drammatico”. Certo, il finale è ovviamente happy, ma da molte scene traspaiono un disagio e una sofferenza che hanno tutta l’aria di essere sinceri (anzi, in un caso – il prefinale, in cui il giovane romanziere svela la verità alla sua creatura – c’è persino un eccesso di patetismo, una tragicità che stona con il tono comunque leggero di tutto il resto della pellicola).

Menzione particolare per il protagonista, Paul Dano: l’ho sempre considerato un attore dal talento e dalle potenzialità limitati, ma la sua interpretazione in Ruby Sparks mi ha fatto ricredere. Su Zoe Kazan (che cognome ingombrante!) opto invece per una sospensione di giudizio: troppo ritagliato su di lei il personaggio che dà nome a questo film. Adorabile, in ogni caso. Quasi quanto Zooey Deschanel, che in questo ruolo ci sarebbe stata altrettanto bene.

Alberto Gallo

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