i dieci film più attesi del 2013

django unchained

È stato un anno interlocutorio e non eccezionale, il 2012. Sì, in generale, ma anche da un punto di vista cinematografico, con parecchie delusioni e qualche buona sorpresa. L’anno che sta per iniziare, in ogni caso, si preannuncia interessante. Ecco quali sono, secondo me, i dieci film da non perdere per nulla al mondo tra quelli che approderanno sui grandi schermi italiani da oggi al prossimo 31 dicembre.

1. Django unchained, di Quentin Tarantino. Un nuovo film di Tarantino è sempre un evento. Stavolta il regista americano si cimenta con un immaginario per lui inedito, il western, rifacendosi a un classico (1966) del sottogenere “spaghetti”. Nel cast Jamie Foxx, Leonardo DiCaprio, Christoph Waltz e Samuel L. Jackson: addirittura! Che dire, non vedo l’ora.

2. The master, di Paul Thomas Anderson. Dopo il già (sono passati solo sei anni) mitico Petroliere, il regista californiano torna con una storia ispirata, pare, alla setta di Scientology, nel film chiamata The Cause. Nel cast, tra gli altri, Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix. Musiche, come nel film precedente, di Jonny Greenwood dei Radiohead. Più di così…

3. A royal weekend, di Roger Michell. Riporta, in modo un po’ sgrammaticato, Wikipedia: “Il racconto della storia d’amore tra Franklin Delano Roosevelt e la sua lontana cugina Margaret Stuckley, centrata intorno al fine settimana nel 1939, quando il Re Giorgio VI e la Regina Madre Elizabeth Bowes-Lyon del Regno Unito visitarono lo stato di New York e il Presidente Roosevelt”. Suona interessante, no? Se poi Roosevelt è interpretato da Bill Murray… Nel non irresistibile curriculum del regista figura anche Notting Hill.

4. Frankenweenie, di Tim Burton. Se devo essere sincero, negli ultimi anni Burton mi ha un bel po’ rotto le balle, con una serie di film mediocri da far impallidire Pupi Avati. Ciò detto, da uno che ci ha regalato Edward mani di forbice e Big fish è sempre lecito aspettarsi il colpo di genio. Tanto più se, come in questo caso, il film in questione è un cartone animato in stop motion, alla maniera del caro, vecchio Nightmare before Christmas.

5. Quartet, di Dustin Hoffman. Il debutto alla regia del più grande interprete americano della sua generazione. Certo, un buon (in questo caso immenso) attore non è necessariamente un buon regista, ma la curiosità è parecchia. Un cast superbritish con, tra gli altri, l’intramontabile Maggie Smith.

lincoln

6. Lincoln, di Steven Spielberg. Un altro film su un altro presidente americano? Diretto da Spielberg? Ebbene sì. Però, chissà perché, questa volta sono fiducioso. Sarà che c’è Daniel Day-Lewis (lui sì che sa scegliersi i film in cui lavorare! Pochi ma buoni), sarà che Abraham Lincoln, settant’anni fa, ha già ispirato una grandiosa pellicola (Alba di gloria di John Ford, aka Young Mr. Lincoln), sarà che Spielberg, quando vuole, le cose sa farle bene, ma io questo film non me lo perderò.

7. Upside down, di Juan Diego Solanas. Potrebbe anche essere una cazzata, questo film, ma la trama alla Another earth e i sofisticati effetti speciali (almeno così parrebbe dal trailer) mi intrigano assai. E poi c’è Kirsten Dunst.

8. To the wonder, di Terrence Malick. Stesso discorso di Tarantino: ogni nuovo film di Malick è sempre un evento. Non solo per l’enorme qualità della maggior parte delle sue pellicole (La sottile linea rossa su tutte), ma anche per l’altrettanto enorme quantità di tempo che solitamente intercorre tra una e l’altra. Negli ultimi anni questo lasso di tempo si è drasticamente ridotto (i suoi ultimi due film sono usciti nel 2005 e nel 2011), ma la morbosa curiosità che accompagna ogni uscita di Malick è sempre la stessa. Personalmente non ho amato molto il suo recente The tree of life, e To the wonder è stato accolto piuttosto freddamente all’ultimo Festival di Venezia. Ma perderselo sarebbe comunque un delitto.

9. Oldboy, di Spike Lee. L’Oldboy originale, diretto dal sudcoreano Park Chan-wook e tratto dall’omonimo manga, è uno dei film più discussi e amati degli ultimi anni, nonché, forse, la pellicola asiatica più vista degli anni Zero. Storia di vendetta, solitudine e violenza, viene ora riproposta in salsa hollywoodiana da uno dei registi americani più geniali – per quanto scostanti, dal punto di vista qualitativo – della sua generazione. Protagonista sarà Josh Brolin. Bentornato Spike: nonostante She hate me e Miracolo a Sant’Anna crediamo ancora in te.

10. Gli amanti passeggeri, di Pedro Almodóvar. Come pochi altri autori europei della sua generazione, il regista spagnolo è per me una certezza. Il suo ultimo film, La pelle che abito, è un tragico e assurdo capolavoro. Qua siamo invece dalle parti della commedia, con un gruppo di – appunto – passeggeri che si trova a dover affrontare una situazione di pericolo su un volo Madrid-Città del Messico. Nel cast anche i fedelissimi Penelope Cruz, Antonio Banderas, Cecilia Roth e Lola Dueñas.

Alberto Gallo

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6 thoughts on “i dieci film più attesi del 2013

    1. In effetti visto sotto questo punto di vista non si preannuncia un anno particolarmente innovativo… Però “Frankenweenie” è un autoremake, e alla fine i remake di Tarantino sono mooolto liberamente ispirati agli originali.

    1. Bè, Cloud Atlas è del 2012, Oblivion magari sarà anche bello ma ha la grande pecca di avere Tom Cruise protagonista e sicuramente entrambi sono meno attesi dei 10 citati da Alberto qui sopra.. poi oh questione di gusti

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