grand piano

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GRAND PIANO (Spagna 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione Festa mobile.

Tom Selznick è un giovane pianista di fama mondiale, al suo ritorno sulle scene dopo cinque anni di assenza. Durante il concerto, però, un misterioso personaggio gli recapita una terribile minaccia: non sbagliare nemmeno una nota, oppure ucciderò te e tua moglie. Continua a leggere

the stone roses: made of stone

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THE STONE ROSES: MADE OF STONE (Uk 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione After Hours.

Ian Brown, John Squire, Gary “Mani” Mounfield, Alan “Reni” Wren: gli Stone Roses sono stati, per un breve ma entusiasmante periodo (diciamo nell’interregno tra gli Smiths e i Blur), la band più figa, innovativa e geniale d’Inghilterra. Nel 2012, dopo vent’anni di assenza dalle scene, sono tornati a suonare insieme per una serie di concerti sold out. Questo film, diretto da Shane Meadows (il regista di This Is England), documenta con entusiasmo da fan i giorni frenetici della reunion, tornando spesso, attraverso filmati d’epoca, ai gloriosi tempi che furono.

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inside llewyn davis

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INSIDE LLEWYN DAVIS (Usa-Francia 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione Festa mobile.

È il 1961, e al Village di New York è il periodo d’oro della folk music. Tra i tanti che cercano di emergere nell’ambiente discografico c’è anche Llewyn Davis, cantante e chitarrista di talento penalizzato, però, dal fatto di essere un pessimo imprenditore di se stesso. Tra concerti al Gaslight Cafe, nottate sui divani delle case degli amici e qualche blando tentativo di trovare un’occupazione più remunerativa, le sue giornate trascorrono nell’indolenza, in attesa di una svolta destinata a non arrivare mai.

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il treno va a mosca

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IL TRENO VA A MOSCA (Italia-Uk 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione Torino 31.

L’ideologia comunista, la vita contadina, le vecchie telecamere amatoriali dalle immagini sgranate e sfocate, il viaggio come scoperta di universi nuovi e sorprendenti: Il treno va a Mosca, documentario diretto da Federico Ferrone e Michele Manzolini, è la trasposizione su pellicola di un mondo – pre-tecnologico e pre-postideologico – che non esiste più. Testimone di questo passato ormai remoto è l’ottantenne romagnolo Sauro, che nel 1957, insieme ad alcuni compagni, partì alla volta di Mosca per il Festival mondiale della gioventù.

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prince avalanche

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PRINCE AVALANCHE (Usa 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione Festa mobile.

Prince Avalanche è un film americano che appartiene al più americano dei generi, il road movie. Ma si tratta, in questo caso, di un road movie assolutamente peculiare, dal momento che i due protagonisti (la dimensione di coppia è sempre l’ideale per questo genere di pellicola, cfr. Easy rider, Nel corso del tempo, Il sorpasso…) non viaggiano, come spesso accade, in auto o in moto, bensì a piedi, lungo le strade di montagna della parte più selvaggia del Texas. Loro compito è rimettere in sesto la segnaletica stradale di una zona colpita un anno prima da un terribile incendio. Siamo nel 1988.

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caníbal

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CANÍBAL (Spagna-Romania-Russia-Francia 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione After Hours.

Carlos è un mite e solitario sarto di una cittadina spagnola. Che ha un piccolo, insignificante vizietto, fedelmente riportato nel titolo di questo flm: gli piace uccidere le donne e poi papparsele tutte, con calma, nella cucina di casa sua, magari accompagnate da un buon vino rosso. Un giorno una ragazza romena va a vivere nel suo condominio, finendo ben presto nello stomaco di Carlos. Ma la vita dell’uomo è destinata a cambiare a causa di Nina, la sorella della ragazza. Può un cannibale scoprire l’amore?

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la mafia uccide solo d’estate

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LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE (Italia 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione Torino 31.

La storia di un ragazzo. La storia di Palermo. La storia d’Italia. Diverte e commuove l’esordio sul grande schermo dell’autore televisivo Pierfrancesco Diliberto, detto Pif, che affronta con meravigliosa e inedita leggerezza (termine che, ne converrete, non è affatto sinonimo di superficialità) uno dei temi più dolenti del nostro paese: la mafia.

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2 automnes 3 hivers

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2 AUTOMNES 3 HIVERS (Francia 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione Torino 31.

La storia di un amore: questo è, semplicemente, 2 automnes 3 hivers, film francese “piccolo” e low-budget ma molto divertente, commovente e cinefilo. Arman e Amélie si incontrano (o meglio, scontrano) per caso in un parco di Parigi; poi, qualche tempo dopo, quando sembrano destinati a non incontrarsi mai più, lui la salva da due malviventi in un vicolo oscuro del Marais, beccandosi una coltellata in pancia. Da quel momento le loro vite si uniscono, nel bene e nel male, attraversando momenti di gioia e altri di crisi. Accanto a loro Benjamin, il migliore amico di Arman, che un ictus per poco non manda all’altro mondo.

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blue ruin

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BLUE RUIN (Usa 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione Torino 31.

Dwight vive per strada, mangia dalla spazzatura, si lava nei bagni degli altri quando le case sono vuote e incustodite. È solo. L’esistenza dell’uomo è stata distrutta qualche anno prima, quando un delinquente ha ucciso entrambi i suoi genitori. Ora l’assassino sta per uscire di prigione, e Dwight è intenzionato ad ammazzarlo.

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le démantèlement

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LE DÉMANTÈLEMENT (Canada 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione Torino 31.

Malinconico, elegante, sotto le righe: tipico prodotto da festival cinefilo, Le démantèlement è un film canadese che vede protagonista il vecchio Gaby, solitario allevatore che, per aiutare economicamente la propria figlia maggiore, in procinto di divorziare, decide di mettere all’asta la fattoria in cui ha lavorato per tutta la vita.

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sweetwater

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SWEETWATER (Usa 2013) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione After Hours.

Una meravigliosa ex prostituta cui il signorotto del luogo – un fanatico religioso che si fa chiamare profeta Josiah – ha appena ucciso il marito cerca vendetta, tremenda vendetta. Sulle tracce del criminale, che nel tempo ha lasciato dietro a sé una scia di cadaveri, anche un bizzarro sceriffo dai modi piuttosto sbrigativi. Il tutto immerso in un’atmosfera western decadente dalla tristezza crepuscolare.

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frances ha

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FRANCES HA (Usa 2012) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione Festa mobile.

Ci sono film che possiedono una grazia particolare, un tocco leggero capace di farti sognare, di farti uscire dalla sala, a fine proiezione, con i lucciconi agli occhi, consapevole di aver assistito a qualcosa di speciale: diretto da Noah Baumbach, Frances Ha è uno di questi.

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the conspiracy

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THE CONSPIRACY (Canada 2012) è stato presentato al XXXI Torino Film Festival, nella sezione After Hours.

Piaccia o no, il genere cinematografico più originale, rappresentativo e forse diffuso del XXI secolo (diciamo da The Blair Witch Project, che è del 1999, in poi) è il mockumentary, o falso documentario. Piaccia o no, l’argomento più discusso del terzo millennio (diciamo dall’11 settembre 2001 in poi) sono le teorie del complotto. Ebbene, The Conspiracy, piaccia o no, unisce le due cose.

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london – the modern babylon

LONDON – THE MODERN BABYLON (Uk 2012)

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Questo film è stato presentato alla XXX edizione del Torino Film Festival, nella sezione TFFdoc.

london - the modern babylon

Julien Temple conduce un viaggio nel tempo nel cuore della sua città natale: attraverso musicisti, scrittori e artisti, pericolosi pensatori, politici radicali e gente comune, dipinge un affresco di una città molteplice, capace di mettere in gioco la propria identità.

Sul fatto che Julien Temple sia, insieme forse a Werner Herzog e pochi altri, il più grande documentarista vivente, siamo tutti d’accordo. E sul fatto che anche London Babylon sia un ottimo documentario non può che convenire ognuno di noi: interessante, brillante, ricchissimo di incredibile materiale video d’archivio, forte (e come poteva non essere così) di un’ottima colonna sonora e quant’altro. Ciò detto, non si tratta secondo me di una delle opere più riuscite del regista inglese, per una serie di motivi:

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a liar’s autobiography – the untrue story of monthy python’s graham chapman 3d

A LIAR’S AUTOBIOGRAPHY – THE UNTRUE STORY OF MONTHY PYTHON’S GRAHAM CHAPMAN 3D (Uk 2012)

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Questo film è stato presentato alla XXX edizione del Torino Film Festival, nella sezione Festa mobile.

a liar's autobiography

Basata sulla falsa autobiografia del Python Graham Chapman (morto nel 1989), ecco la storia, delirante, della sua vita, ricostruita attraverso il lavoro di quindici diversi gruppi di animatori in un collage surreale e irresistibile: dalla scuola di medicina, al coming out, al suo rapimento da parte degli alieni. Partecipano Cleese, Gilliam, Jones e Palin, nella parte di se stessi e di molti altri.

I Monthy Pyhton, per me, sono come i Beatles: inglesi, anni Sessanta, maledettamente geniali. E divisi, ahinoi, da moltissimi anni. Irrimediabilmente, per giunta, a causa di quella stupida, ignobile cosa chiamata morte. Lei e il suo orrendo vizio di non tornare mai sui suoi passi. Ed è proprio al primo (nonché ultimo, per ora, fortunatamente) Python scomparso che questo film d’animazione è dedicato.

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the first aggregate

TABUN MAHABUDA (Mongolia 2012)

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Questo film è stato presentato alla XXX edizione del Torino Film Festival, nella sezione Torino 30.

the first aggregate

Uno stuntman torna in città appena guarito da una brutta ferita alla testa e tramite una donna ottiene finalmente una parte da protagonista in un film incentrato su un attore. Laconica storia di corpi come involucri da abitare, spiriti e contatti umani insondabili, osservati con sguardo straniato ma anche benevolo, con rigore e intensità secondo la lezione del taiwanese Tsai Ming-liang.

Dev’essere stata la curiosità a spingere molta gente a vedere The first aggregate: curiosità per l’esotica Mongolia e curiosità nata dalla lettura della trama: un film che parla del cinema e dei suoi personaggi incuriosisce sempre. Ma tutto ciò, in questo caso, deve aver generato nel pubblico non pochi fraintendimenti e delusioni: molti sono stati gli abbandoni a metà proiezione, e pochi, al contrario, gli applausi finali. Colpa forse della scelta di non rappresentare quasi per niente il mondo del cinema, alla quale si aggiunge un ritmo narrativo non propriamente hollywoodiano.

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shadow dancer

SHADOW DANCER (Uk 2012)

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Questo film è stato presentato alla XXX edizione del Torino Film Festival, nella sezione Festa mobile.

shadow dancer

La sorella di un bambino ucciso dall’esercito inglese durante una manifestazione in Irlanda del Nord entra nell’Ira ma si fa catturare. Un ufficiale dei servizi segreti le offre protezione in cambio del tradimento dei suoi ideali. Ruvida e tesa spy story, è il primo film di finzione del documentarista James Marsh, autore di “Man on Wire” e “Project Nim”, con Clive Owen e Andrea Riseborough.

Parte benissimo, questo Shadow dancer, con un quarto d’ora-venti minuti tesi, appassionanti, imprevedibili e senza fronzoli, come ogni buon thriller politico d’autore dovrebbe essere: Colette mette una bomba (che non esplode) nella metropolitana di Londra, viene scoperta, le viene offerto di collaborare con i servizi segreti inglesi, accetta e torna a Belfast, dove inizia il suo incubo privato e ideologico. Tradimento, famiglia, solitudine, rabbia, paura, senso di colpa: James Marsh mette subito sul piatto ogni elemento potenzialmente interessante, dipingendo un convincente e drammatico affresco che unisce conflitto interiore e un più ampio discorso storico e sociale.

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good vibrations

GOOD VIBRATIONS (Uk 2012)

Questo film è stato presentato alla XXX edizione del Torino Film Festival, nella sezione Festa mobile.

Autentico footage e finzione si mescolano per raccontare la vera storia di un’icona della musica nordirlandese degli anni Settanta: Terry Hooley. Il suo piccolo negozio di dischi diventa quasi casualmente la culla del punk in una Belfast devastata dalla guerra civile. La sua etichetta discografica è lo spiraglio di luce capace di regalare speranza in tempi bui. Il potere della musica emerge con leggerezza e ironia.

Good vibrations, come la (passatemi il termine: mitica) canzone dei Beach Boys. Ma qui l’assolata California anni Sessanta di Brian Wilson e soci non c’entra: siamo nella grigia e triste Belfast dei grigi e tristi anni Settanta-Ottanta, un luogo e un tempo segnati da bombe, stragi, cattolici vs. protestanti, recessione economica, depressione sociale e via dicendo. Finché, ad allietare almeno un po’ le disilluse vite nordirlandesi, non arrivò la musica disillusa per eccellenza, il punk. Continua a leggere

fin

FIN (Spagna 2012)

Questo film è stato presentato alla XXX edizione del Torino Film Festival, nella sezione Rapporto confidenziale.

Alcuni amici che non si vedono da vent’anni organizzano un weekend in una località sperduta dei Pirenei. Mentre la rimpatriata si trasforma in un inquietante ritorno al passato, gli orologi e i cellulari si bloccano, le auto non si avviano. Jorge Torregrossa esordisce nel lungometraggio con un’incursione nel filone “fine del mondo”, intrecciando antichi sensi di colpa e minacce apocalittiche. Ad alta tensione.

E venne il giorno, per citare (la traduzione italiana di) una delle diverse pellicole a cui Fin si rifà. Accostabile anche alla serie tv Lost per la grande quantità di misteri impossibili e irrisolti e per la presenza di un gruppetto di giovani isolato dal resto del mondo che cerca di sopravvivere in una realtà spiazzante e inedita, il film di Jorge Torregrossa, già un successo al botteghino spagnolo, si inserisce alla perfezione in quel filone (post)apocalittico antispettacolare che da almeno un decennio a questa parte rappresenta una delle ossessioni più persistenti del cinema contemporaneo.

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arthur newman

ARTHUR NEWMAN (Usa 2012)

Questo film è stato presentato alla XXX edizione del Torino Film Festival, nella sezione Torino 30.

Insoddisfatto, divorziato, con il figlio adolescente che non vuole nemmeno incontrarlo, un uomo decide di cambiare vita, di botto. Compra una falsa identità e scompare. Sulla strada, incontra una ragazza con un sacco di problemi. Colin Firth ed Emily Blunt nella storia amara, pietosa e a tratti divertita di un’avventura esistenziale che tutti abbiamo avuto la tentazione di vivere. Dirige l’esordiente Dante Ariola.

Da sempre il road movie americano è un viaggio dentro di sé. Arthur/Wallace e Mike/Charlotte, dalla Florida al North Carolina, scappano da due vite che non riescono più a gestire: vigliaccheria più che ribellione, i due sono impossibilitati a soffocare quel magone interiore nato chissà quando. Vedono la fuga come unica salvezza, la trasfigurazione in altri individui come unica soluzione di felicità: perché condannarci se siamo felici così?

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maniac

MANIAC (Francia 2012)

Questo film è stato presentato alla XXX edizione del Torino Film Festival, nella sezione Rapporto confidenziale.

Dal regista di “-2 Livello del terrore”, e prodotto dall’enfant prodige del nuovo horror Alexandre Aja, il remake del celeberrimo e omonimo gore anni 80 di William Lustig (qui anche co-produttore): quasi tutto in soggettiva, con l’angelico Elijah Wood nel ruolo che fu del laido e indimenticato Joe Spinell, un pugno nello stomaco con punte di feticismo selvaggio che lasciano allibiti. Spettatori avvisati.

La vicenda è semplice, quasi banale, e vecchia come il cinema o anche di più: spinto da un trauma infantile, un maniaco uccide giovani ragazze avvenenti. Un giorno incontra una bella fotografa francese e se ne innamora. Ma cambiare abitudini è sempre difficile…

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