la prima neve

LA PRIMA NEVE (Italia 2013)

locandina la prima neve

Ok, lo ammetto: sono andato a vedere La prima neve per ragioni più musicali che cinematografiche, essendo io un grande fan della Piccola Bottega Baltazar, band veneta (senza la quale, tra l’altro – o meglio, senza un membro della quale – il vostro blog di cinema preferito non esisterebbe) che di questo film ha firmato lo score. Ammetto anche di non aver (ancora) visto Io sono Li, precedente pellicola di Andrea Segre di cui, però, mi è stato detto un gran bene.

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gravity

GRAVITY (Usa-Uk 2013)

locandina gravity

Mi spiace usare parolacce da saggio universitario o, peggio ancora, da comunicato stampa come “esperienziale” o “immersivo”. Ma la verità è proprio questa: Gravity, ritorno in grande stile del regista messicano Alfonso Cuarón dopo i fasti dell’ormai vecchio (e bellissimo) I figli degli uomini, più che un film è un’esperienza. Assolutamente appassionante, incredibilmente avvincente. Di quelle da lasciare lo spettatore a bocca aperta, con il batticuore e un perenne “speriamo che ce la faccia” a ronzare in testa.

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bling ring

THE BLING RING (Usa/Uk/Francia/Germania/Giappone 2013)

locandina bling ring

Una volta Sofia Coppola faceva film carini. Romantici, delicati, di quelli da farsi venire il groppo in gola (The Virgin Suicides) o le pupille a forma di cuore (Lost in Translation). Poi qualcosa in lei è cambiato e, dopo l’interlocutorio Marie Antoinette, si è messa a provocare, a indagare, a riflettere, a guardare le cose con occhio critico, intellettuale. Ed è venuta fuori quella porcata di Somewhere. Seguita, tre anni dopo, cioè oggi, da Bling Ring, tratto da una storia vera.

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rush

RUSH (Usa/Uk/Germania 2013)

locandina rush

Mi piacerebbe poter dire che sono andato a vedere questo film nonostante il fatto che la Formula 1 mi lascia abbastanza indifferente. Ma la verità è che questo – se così vogliamo definirlo – sport mi fa proprio schifo, lo trovo inutile, noioso e persino moralmente deprecabile (per motivi che non starò qui ad approfondire). Eppure. Eppure Rush è un gran film, una pellicola appassionante, scritta benissimo e confezionata da dio che ha tutte le carte in regola per piacere anche a chi, come me, la Formula 1 la metterebbe volentieri nell’elenco delle cose da eliminare dal pianeta Terra.

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mood indigo – la schiuma dei giorni

L’ÉCUME DES JOURS (Francia/Belgio 2013)

locandina mood indigo

Era dal 2008, cioè dai tempi di Be Kind Rewind (una vita fa, per quanto mi riguarda), che aspettavo un film di Michel Gondry à la Michel Gondry: L’Épine dans le cœur era un documentario, The Green Hornet una cagata action che poteva dirigere chiunque e The We and the I penso che in Italia non sia nemmeno uscito. Sfumato, spero solo momentaneamente, il sogno di vedere il regista francese alle prese con un adattamento di Ubik di Philip K. Dick, ecco Mood Indigo, tratto da un romanzo di Boris Vian. Tanta attesa ha avuto dunque un esito positivo?

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blue jasmine

BLUE JASMINE (Usa 2013)

locandina blue jasmine

La newyorkese Jasmine, un tempo ricca e felicemente sposata, ora sola, senza lavoro e in preda a un esaurimento nervoso, si trasferisce a San Francisco dalla sorella Ginger, commessa di supermercato, per cominciare una nuova vita. È con questo incipit terribilmente simile a Un tram che si chiama desiderio che Woody Allen risorge dalle ceneri di To Rome with Love per tornare a occuparsi seriamente di quella cosa chiamata cinema.

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l’intrepido

L’INTREPIDO (Italia 2013)

locandina l'intrepido

In una Milano multietnica che più triste non si può, l’ex calzolaio Antonio Pane sbarca il lunario sostituendo saltuariamente chi non può presentarsi al lavoro per qualche giorno o anche soltanto per qualche ora: lo vediamo consegnare pizze, guidare il tram, pulire le gradinate dello stadio e persino vendere rose nei locali la sera. Accanto a lui Lucia, una ragazza bella, disoccupata e depressa, e il figlio Ivo, talentuoso musicista pure lui in grande crisi.

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in trance

TRANCE (Uk 2012)

locandina in trance

Se dovessi dire a quale categoria appartiene la maggior parte dei film hollywoodiani o comunque d’intrattenimento, non avrei alcun dubbio: la categoria delle pellicole futili e ben fatte, che si fanno guardare e dimenticare con la stessa facilità. E a questo ampio gruppo appartiene senz’altro anche In trance (quell’in aggiunto al titolo italiano sa tanto di “Oddìo, potrebbero scambiarlo per un film sui travestiti!”), ennesima opera di uno dei registi più ingiudicabili degli ultimi vent’anni, l’inglese Danny Boyle.

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elysium

ELYSIUM (Usa 2013)

locandina elysium

Sono già passati quattro anni da quando il regista sudafricano-canadese Neill Blomkamp lasciava tutti a bocca aperta con District 9, semicapolavoro di fantascienza politica dai risvolti sociali per nulla scontati. Con Elysium siamo ancora più o meno da quelle parti, in quanto a pretese metaforiche del genere “vi parlo del futuro ma in realtà del nostro presente”. Il risultato, però, è decisamente meno brillante.

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classifica di fine stagione / 6

The Great Beauty aka La Grande Bellezza film still

Stagione cinematografica piuttosto deludente, quella che si è appena conclusa. Pochissimi i capolavori, pochi i film che tra qualche anno qualcuno ancora ricorderà, molte le schifezze inguardabili, moltissime le delusioni. D’altronde, se tra i film peggiori c’è un’opera di Almodóvar e tra i migliori una di Ben Affleck vuol dire che qualcosa decisamente non quadra. Solito piattume per quanto riguarda il cinema italiano, con la sola (grandissima) eccezione del film di Sorrentino, unica pellicola nostrana di livello davvero internazionale.
Come di consueto ho preso in considerazione soltanto i titoli recensiti su questo blog da settembre 2012 a oggi: buona lettura!

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now you see me – i maghi del crimine

NOW YOU SEE ME (Usa-Francia 2013)

locandina now you see me

Quattro prestigiatori piuttosto bravi vengono scelti da un misterioso personaggio per far fare di loro una squadra che si esibirà in incredibili spettacoli dal vivo; il fine è un altro, criminoso, e consiste nel rubare ingenti somme di denaro da alcune banche o conti correnti. Una poliziotta dell’interpol francese (la prima banca rapinata è a Parigi), interpretata da Mélanie Laurent, indaga insieme a un agente dell’Fbi (Mark Ruffalo), mentre un personaggio che ha fatto la fortuna smascherando in tv trucchi vari (Morgan Freeman) conduce un’indagine per conto proprio. Il colpo di scena finale ribalterà tutto.

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uomini di parola

STAND UP GUYS (Usa 2013)

locandina uomini di parola

Il vecchio Val ha appena finito di scontare 28 anni di carcere per una rapina in cui c’è scappato il morto. Doc va a prenderlo davanti al penitenziario, felice di rivedere l’amico di un tempo, ma dal boss Claphands ha ricevuto l’ordine di ucciderlo. In una sola notte dovrà decidere se portare a termine il suo compito, da bravo scagnozzo quale è sempre stato, o dare una svolta alla sua mediocre esistenza di gangster in pensione.

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to the wonder

TO THE WONDER (Usa 2012)

locandina to the wonder

To the wonder è un film di Terrence Malick. E la recensione potrebbe anche finire qui, tutto sommato. Perché un’opera di Malick è come un romanzo di Philip Roth, un disco di Bruce Springsteen, un film di Woody Allen: sai già cosa ti troverai di fronte. E nonostante questo – o proprio per questo – non potrai fare a meno di esserne attratto, a priori. Con la differenza, rispetto agli altri nomi appena citati, che un film di Malick è raro e prezioso come un Gronchi rosa. O almeno così era in passato, dal momento che il regista americano, negli ultimi tempi, sembra decisamente essersi dato una mossa.

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world war z

WORLD WAR Z (Usa 2013)

locandina world war z

Un virus misterioso trasforma gli uomini in zombie, catatoniche creature affamate di carne umana. Nel giro di pochi giorni il mondo intero è nel caos. Prova a risolvere la situazione un ex agente dell’Onu, coraggioso padre di famiglia. È così basilare la trama di World War Z da sembrare, più che un prodotto inedito, una summa di tutti i film (post)apocalittici usciti negli ultimi anni, una sorta di punto della situazione su questo prolificissimo genere cinematografico, uno sfoggio/esercizio di effetti speciali e tecnica registica portato avanti senza alcun interesse per qualsivoglia contenuto emotivo e narrativo.

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l’uomo d’acciaio

MAN OF STEEL (Usa/Canada/Uk 2013)

locandina l'uomo d'acciaio

Questo film parla di Superman, aka Kal-El, aka Clark Kent, il supereore per eccellenza dell’universo fumettistico (prima) e cinematografico (poi). Sì, parla senza dubbio di questo. Ma scordatevi gli occhialoni da nerd a simulare una personalità timida e impacciata. Scordatevi il reporter del “Daily Planet” innamorato di un’inconsapevole Lois Lane. Scordatevi anche Lex Luthor e le cabine telefoniche usate come pratici camerini on the road. Insomma, scordatevi la classica iconografia supermaniana: siamo in epoca di reboot, e dobbiamo abituarci a storie viste sotto punti di vista sempre differenti e spesso inediti.

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passioni e desideri

360 (Uk/Francia/Austria/Brasile 2011)

locandina 360

Potrei parlare di questo film. Potrei dire che si tratta della classica pellicola corale con un cast di gente famosa (Jude Law, Rachel Weisz, Moritz Bleibtreu, Anthony Hopkins) e vicende in qualche modo incrociate. Potrei raccontare per sommi capi la trama e dire che il regista è il brasiliano Fernando Meirelles, quello di City of God, The Constant Gardener e Blindness (prescindibile adattamento del romanzo di Saramago). Potrei affrontare l’argomento Peter Morgan, lo sceneggiatore, che in passato ha fatto cose carine (The Queen, L’ultimo re di Scozia, Frost/Nixon, Hereafter…). Ma sarebbe tempo sprecato. Perché Passioni e desideri è un film inutile, dimenticabile, a tratti persino fastidioso nella sua pochezza di fondo. Continua a leggere

hates – house at the end of the street

HOUSE AT THE END OF THE STREET (Usa 2012)

locandina house at the end of the street

Mamma e figlia, entrambe bionde e piuttosto belline, vanno ad abitare in un delizioso villino nei boschi comprato a modico prezzo, il cui unico, piccolo difetto consiste nel trovarsi a tre metri di distanza da un’altra casa in cui, qualche anno prima, una ragazza leggermente schizzata ha fatto fuori entrambi i genitori. Quale angosciante mistero si celerà tra quelle quattro mura, ancora abitate dal fratello della povera pazza?

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after earth

AFTER EARTH (Usa 2013)

locandina after earth

Dopo aver reso invivibile la Terra, il genere umano è dovuto scappare su un altro pianeta, chiamato Nova Prime. Un giorno, però, molto tempo dopo, il generale Cypher Raige e suo figlio Kitai precipitano con la loro astronave proprio sulla cara vecchia Terra. La lotta per la sopravvivenza – e per sconfiggere il nemico più grande: la paura – sarà durissima.

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sugar man

SEARCHING FOR SUGAR MAN (Svezia/Uk 2012)

locandina sugar man

Che probabilità aveva, a fine anni Sessanta, un cantautore di origine ispanica di sfondare nel music business in una città come Detroit? Riformulo la domanda: aveva forse qualche possibilità di successo un tizio chiamato Sixto Rodriguez che suonava fuori tempo massimo una musica alla Bob Dylan nella città del soul e del garage rock? No, esatto, nessuna probabilità. E infatti, dopo due dischi, quest’uomo timido, umile, che cantava di droga e della classe operaia, scomparve nel nulla. Salvo, negli anni, ottenere un grandissimo successo in Sudafrica, di cui rimase all’oscuro fino al 1998.

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holy motors

HOLY MOTORS (Francia/Germania 2012)

locandina holy motors

Finzione, identità, cinema: sono questi i tre macrotemi cui Holy motors gira disperatamente, ironicamente, enigmaticamente, metanarrativamente intorno, ponendo più domande che risposte, disgustando, provocando, spiazzando e inquietando lo spettatore con immagini di estrema suggestione, originalità e crudezza. Continua a leggere